• Carene by Francesco Villa
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  • Opening - Carene by Francesco Villa - Marsèll Paradise Milano 2017

Nono appuntamento con Scatti, – il progetto promosso e ospitato da Marsèll Paradise Milano dedicato alla fotografia – dopo Alan MaglioClaudia DifraSombrero TwistArianna ArcaraMara PalenaPetra ValentiMarta Marinotti e Shyla Nicodemi, è il turno di Francesco Villa.

Francesco Villa  vive e lavora a Milano come designer e fotografo.
In quest’orizzonte multidisciplinare sviluppa progetti indipendenti che indagano il reale con sguardo critico e ironico.

In mostra il progetto inedito Carene. Ogni anno a Milano, a partire dal 1914, si svolge l’Esposizione Internazionale del Ciclo e Motociclo, uno degli eventi fieristici più importanti al mondo per quanto riguarda le moto e le due ruote in genere.
Simbolo eterno di libertà e strumento di evasione dall’ordinario, queste fotografie raccontano la moto nel momento in cui essa si rivela ai suoi adepti.
Immagini fatte di carne e lamiere raccontano un mondo dove l’opacità del corpo della donna é complemento al sogno lucido e meccanico di fuga dalla realtà. Carene parla così di una Milano esibizionista, che si espone al mondo e all’Europa con in testa il mito del progresso, ma ancora in posa per una foto col presente.

ATP: Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Francesco Villa: Gran parte delle idee che poi ho portato avanti con dei progetti sono emerse senza un percorso ben preciso. A volte capita di avere una fascinazione, anche solo estetica, per un soggetto o un ambiente, altre volte succede di trovare l’incipit di una ricerca in una notizia o in un libro. Di certo alla base di tutto c’è parecchio tempo speso a osservare cosa mi succede attorno senza il timore di provare a definirlo. Detto questo non nascondo che un certo tipo di editoria e alcuni fotografi, soprattutto americani, siano stati e sono tuttora di grande ispirazione.

ATP: Come racconteresti la tua ricerca fotografica? 

FV: Dopo parecchi anni che tengo la fotografia su un piano parallelo a quello in cui lavoro, ho deciso di riprendere quest’attività in modo più concreto, cercando collaborazioni e provando a pubblicare quanto ho fatto e continuo a fare.
Ultimamente il mio modo di operare è un po’ cambiato rispetto al passato, anche da quando, circa un anno fa, sono state scattate le foto in mostra. Avendo una formazione da designer, ho sempre dato molto peso alla progettazione, lasciando molto poco al caso. Se prima uscivo di casa avendo chiaro in testa cosa volevo scattare e come, oggi quando esco ho chiaro solo il concetto o la sensazione che cerco di trovare fuori, lasciando un po’ di spazio alla scoperta.

Carene by Francesco Villa

Carene by Francesco Villa

ATP: Sei più interessato a catturare l’istante o la durata intrinseca all’immagine?

FV: Per rispondere a questa domanda credo che servirebbe spendere parecchio tempo interrogandosi su cosa sia istantaneo e cosa intrinseco. Personalmente è una distinzione che vedo molto formale e forse poco applicabile a quello che è la fotografia oggi. Per un certo tipo di fotogiornalismo l’istante è qualcosa di necessario e anche sublime se vogliamo, ma poi ci si accorge che quella foto, se non racconta molto altro, oltre a quell’istante, si esaurisce abbastanza presto. Da parte mia con gli anni c’è stato indubbiamente uno spostamento dalla ricerca di quello che è il famoso ‘istante decisivo’ a qualcosa che fosse più permanente, dove il significato non fosse necessariamente univoco ma che potesse risultare aperto a interpretazioni future e diverse tra loro.

ATP: Quando lavori a un progetto espositivo, solitamente cosa segui per scegliere le immagini? Qual è il filo conduttore?

FV: Innanzitutto cerco di analizzare il tipo di spazio e tento soprattutto di contestualizzarlo. La scelta di presentare a Marsèll Paradise un progetto come Carene, e non un altro, è proprio in questa direzione. Volevo un progetto che riuscisse a essere contenuto in uno spazio relativamente piccolo, e che potesse essere facilmente fruibile, senza porre troppi interrogativi al visitatore. Le foto in mostra sono state scelte in quanto nella progettazione ho visto che dialogavano bene tra loro e con lo spazio. Tuttavia non rappresentano la totalità del progetto. Parallelamente alla mostra ho pubblicato poi in maniera indipendente un ‘carendario 2018’, che ne contiene delle altre.

 ATP:  In merito all’appuntamento da Marsèll Paradise, SCATTI, cosa racconti con la tua sequenza di immagini?

FV: Quando l’anno scorso ho deciso di scattare tutte quelle ragazze sulle moto era fondamentalmente per una fascinazione estetica, in particolare mi incuriosiva l’accostamento delle superfici lucide delle moto con quelle opache dei corpi esposti. Dando un nome come Carene al progetto mi sono reso conto che queste foto potevano raccontare qualcosa di più: una dimensione di esteriorità e di apparenza, un senso di desiderio ma anche una disillusione nel far i conti con la realtà delle cose. Nel caso specifico di Scatti ho pensato che potessero raccontare la città di Milano nella sua essenza un po’ esibizionista, nel suo essere, forse solo apparentemente, una vetrina del Paese sull’Europa.

ATP: Progetti futuri?

FV: Al momento ho appena concluso un takeover di instagram – #mezzogiornodivuoto – dove ho tentato di raccontare una storia affiancando a delle mie foto d’archivio alcuni estratti di un libro trovato per caso a un mercatino. Può sembrare qualcosa di assolutamente effimero ma mi ha incuriosito parecchio misurarsi con la dimensione dei social. Detto questo, faccio un po’ fatica a pianificare grandi progetti, lavorando anche come designer. Per l’anno prossimo mi piacerebbe sicuramente concretizzare uno dei progetti in un libro.

Carene by Francesco Villa

Carene by Francesco Villa

Carene by Francesco Villa

Carene by Francesco Villa

Carene by Francesco Villa - Marsèll Paradise Milano 2017

Carene by Francesco Villa – Marsèll Paradise Milano 2017