• © Sombrero Twist
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Continua il progetto Scatti dedicato a 20 fotografi – italiani e stranieri – che lavorano e si relazionano con il territorio milanese. Il progetto è ospitato e promosso da Marsèll Paradise Milano (Via Privata Rezia 2). Ricordiamo che a selezionare i talenti, oltre che ad un call pubblica, ci ha pensato il team di Marsèll Paradise: Gloria Maria Cappelletti, Marco Cendron e Riccardo Conti.
Dopo Alan Maglio e Claudia Difra,  è il turno di Sombrero Twist.

Seguono alcune domande al fotografo —

ATP: Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Sombrero Twist: Sicuramente la mia ispirazione principale sono le passeggiate senza una meta: esco di casa e mi lascio guidare solamente dal flusso di volti e luoghi che incontro sulla strada, tanto che a volte finisco in posti che, se avessi seguito la mia volontà, non avrei nemmeno mai raggiunto.
Ci sono comunque luoghi o situazioni che più di altri mi attirano e, sicuramente, fra questi non posso non nominare i supermercati: ogni volta che ci metto piede subisco all’instante il fascino della loro combinazione perfetta di luci/colori/prodotti!

ATP: Come racconteresti la tua ricerca fotografica? 

ST: Per me è una archiviazione di volti, luoghi e oggetti che per un motivo o per l’altro mi comunicano qualche cosa e che, per questo, non voglio dimenticare: la possibilità di fissare tutto ciò in delle immagini con uno smartphone, che alla fine è il mezzo con cui scatto la maggior parte delle foto e che ho sempre con me in qualsiasi momento, mi permette di essere rapido e di non perdere mai nessuno spunto di interesse che mi passa di fronte.  

© Sombrero Twist

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ATP: Sei più interessato a catturare l’istante o la durata intrinseca all’immagine?

ST: Mi interessa molto l’istante, quel preciso momento in cui soggetto, sfondo ed espressione si combinano insieme. Cerco, se possibile, di far dialogare i soggetti con gli sfondi: a volte se trovo uno sfondo che mi ispira ci resto di fronte anche decine di minuti in attesa che passi qualche soggetto interessante, in modo da poterlo fotografare con lo sfondo adeguato.

ATP: Quando lavori per un progetto espositivo, solitamente cosa segui per scegliere le immagini? Qual è il filo conduttore?

ST: Fino a ora non ho mai ragionato per temi né ho mai seguito progetti veri e propri: ho sempre solo fatto foto nei posti in cui mi trovavo a cose e persone che mi ispiravano senza mai prefiggermi un vero e proprio tema.

ATP: In merito all’appuntamento da Marsèll Paradise, SCATTI, cosa racconti con la tue sequenza di immagini?

ST: In questo caso, il filo conduttore è stato senz’altro la città di Milano: attraverso queste immagini cerco di raccontare quei lati della città che magari passano inosservati proprio perché sotto gli occhi di tutti e a cui non si fa nemmeno più molto caso.

ATP: Progetti futuri?

ST: Molto banalmente, continuare a fare foto ai miei soggetti preferiti! 

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