• © Claudia Difra - The wondering eye
  • © Claudia Difra - Patricija Zil
  • © Claudia Difra - Inka and Neele Hoeper
  • © Claudia Difra - Family Matters
  • Claudia Difra - SCATTI, Marsèll Paradise Milano 2017
  • Claudia Difra - SCATTI, Marsèll Paradise Milano 2017
  • Claudia Difra - SCATTI, Marsèll Paradise Milano 2017
  • Claudia Difra - SCATTI, Marsèll Paradise Milano 2017

La rassegna Scatti è un progetto a lungo termine che ospiterà 20 fotografi – italiani e stranieri – che lavorano e si relazionano con il territorio milanese. A selezionare i talenti, il team di Marsèll Paradise Milano, esperti di fotografia – Gloria Maria Cappelletti, Marco Cendron e Riccardo Conti – e una call pubblica.
Dopo Alan Maglio, alcune settimane è stata presentato The Wonderning Eye di Claudia Difraun progetto nato dall’esigenza di studiare l’essenza delle luce in relazione al soggetto in una sorta di reinterpretazione caravaggesca tutta femminile. Uno sguardo inconsueto sulle modelle, rappresentate qui nella loro quotidianità lontane da studi fotografici, riflettori, trucco e passerelle, ma colte nell’atto di attendere alle fermate ATM, tra un casting e l’altro. Fino al 13 febbraio 2017.

Seguono alcune domande alla fotografa —

ATP: Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Claudia Difra: Banalmente tutto ciò che mi circonda, con un attenzione particolare sulle donne. Ogni giorno cerco di allenare l’occhio ad un certo numero di immagini senza mai saturarlo. Social media, riviste, libri d’arte e cinema giocano senz’altro un ruolo importante.

ATP: Come racconteresti la tua ricerca fotografica? 

CD: La mia ricerca fotografica è in continua evoluzione. I miei lavori più recenti sono stati sicuramente influenzati dalla mostra del Caravaggio che ho visto di recente a Londra. Sono rimasta profondamente affascinata dalla contemporaneità del suo lavoro e dall’utilizzo impareggiabile delle luci in relazione ai soggetti e alle loro emozioni.
Di idee che mi passano per la testa ce ne sono sempre moltissime, ma per lo più vanno e vengono, mentre alcune rimangono, innescando così un processo di ricerca estetica che traduce poi in una serie di immagini affini alla mia sensibilità artistica.

ATP: Sei più interessata a catturare l’istante o la durata intrinseca all’immagine?

CD: Credo entrambe e che l’una non possa escludere l’altra.
Sono una persona nostalgica e mi piace pensare di poter catturare il presente per portarlo con me nel futuro. La fotografia mi è servita in passato ad affrontare vicende spiacevoli ed improvvise della mia vita, dandomi l’opportunità di metabolizzarle nel tempo.

ATP: Quando lavori per un progetto espositivo, solitamente cosa segui per scegliere le immagini? Qual’è il filo conduttore?

CD: Sicuramente la parte più lunga e difficile è appunto la selezione delle immagini. Solitamente mi occupo della prima scrematura e poi mi affianco ad una persona di fiducia il quale giudizio artistico stimo moltissimo per procedere alla selezione finale. Il filo conduttore non è mai lo stesso e sarebbe molto difficile identificarlo. È una scelta prevalentemente d’istinto.

ATP: In merito all’appuntamento da Marsèll Paradise, SCATTI, cosa racconti con la tue sequenza di immagini?

CD: “The wondering eye” non nasce con l’intento di mandare un messaggio allo spettatore, quanto più di raccontare uno spaccato della vita urbana milanese in relazione al mio desiderio di esplorare in primis la donna e le luci attorno a lei.

ATP: Progetti futuri?

CD: Il desiderio di superare i miei limiti artistici e continuare nella ricerca di un messaggio estetico unico.

© Claudia Difra - Family Matters

© Claudia Difra – Family Matters

© Claudia Difra - Patricija Z

© Claudia Difra – Patricija Z

© Claudia Difra - The wondering eye

© Claudia Difra – The wondering eye

© Claudia Difra - The wondering eye

© Claudia Difra – The wondering eye