• © Marta Marinotti - Monumentale
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  • © Marta Marinotti
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Il settimo appuntamento di SCATTI - il progetto promosso e ospitato da Marsèll Paradise Milano (Via Privata Rezia 2) dedicato alla fotografia – dopo Alan MaglioClaudia DifraSombrero TwistArianna ArcaraMara Palena e Petra Valenti ospita Marta Marinotti.
La giovane fotografa presenta “Monumentale”, progetto che si relazione con un luogo iconico della città di Milano, il cimitero da cui il corpus di lavori prende il nome.
“Come sotto la lente di un microscopio, il meraviglioso, incostante schieramento di marmi si fa organico. La riverita massa di architetture diventa metropoli nella metropoli e si affolla di voci. Passione, tormento, celebrazione, spleen, ebbrezza, voluttà. Carne e roccia.
I cittadini di pietra si aprono all’obiettivo in queste confidenze analogiche. Ci ricordano di dimenticare che il Monumentale è sito di morte e ci invitano a coglierne il fermento, osservando. Così Marta Marinotti svela i golem che abitano la necropoli nel centro di Milano: rivelandone i lineamenti e i loro gesti eternamente sospesi. Storie che chiunque può decidere di ascoltare, passeggiando in un sussurro nascosto nella frenesia urbana. Monumentale non è un’autopsia, Monumentale richiama in vita un luogo morto.” (Da CS)

© Marta Marinotti

© Marta Marinotti

Seguono alcune domande a Marta Marinotti —

ATP: Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Marta Marinotti: Ogni mio progetto nasce da esigenze di espressione differenti. Per le immagini più immediate può essere una texture, un materiale, una particolare luce, ad attirare la mia attenzione. Per progetti più complessi attingo alla mia formazione artistica e comincio la ricerca sui libri di storia dell’arte. Negli ultimi anni ho sviluppato un forte interesse per tutto ciò che è deformazione, disturbo, camuffamento. Il corpo nascosto e trasformato è, spesso, uno dei miei punti di partenza.

ATP: Come racconteresti la tua ricerca fotografica?

MM: La fotografia nasce come mezzo per documentare i miei capricci artistici. Mi è sempre piaciuto sperimentare con ogni tipo di materiale e costruire le immagini che mi balzavano in testa. La fotografia mi permetteva di fermare nel tempo le mie realtà per poi distruggerle e ricominciare da capo. Poi mi sono resa conto che poteva essere la luce stessa il miglior mezzo di espressione e ho iniziato a guardare ai grandi maestri per imparare a gestirla. Oggi sono fotografa di professione e curo molti elementi legati alle mie immagini come il set e lo styling, a volte lavorando sulle stampe stesse con colori e tecniche miste.

ATP: Sei più interessato a catturare l’istante o la durata intrinseca all’immagine?

MM: Affianco Immagini studiate nel minimo dettaglio a snapshot catturati in strada nella più completa spontaneità. Il mix di ordine/disordine, che contraddistingue i miei scatti è bilanciato da una composizione quasi maniacale che tende a isolare il soggetto da tempo e spazio.

ATP: Quando lavori a un progetto espositivo, solitamente cosa segui per scegliere le immagini? Qual è il filo conduttore?

MM: L’associazione di immagini apparentemente differenti ma con forti similitudini concettuali o compositive è uno degli elementi fondamentali del mio lavoro. Tendo a suddividere lo spazio a mia disposizione in mini sezioni tematiche in cui gioco per contrasti e similitudini affiancando i diversi scatti in modo logico o criptico a seconda di ciò che voglio comunicare.

ATP:  In merito all’appuntamento da Marsèll Paradise, SCATTI, cosa racconti con la tua sequenza di immagini?

MM: Questa selezione di immagini vuole essere un invito a visitare il Cimitero Monumentale per chi non l’avesse mai visitato e un invito a tornarci per chi lo conoscesse già. Attraverso la semplice osservazione, uno dei siti storici più importanti di milano, dalle inevitabili connotazioni macabre, si rianima di nuova vita.

ATP: Progetti futuri?

MM: Un libro per il momento, ma se ne parlerà più avanti.

© Marta Marinotti - Monumentale

© Marta Marinotti – Monumentale

© Marta Marinotti - Monumentale

© Marta Marinotti – Monumentale