Siamo cannibali: Loredana Longo da Francesco Pantaleone, Palermo

E’ in corso fino al 30 aprile la mostra di Loredana Longo, We Are Cannibals, presso la galleria Francesco Pantaleone di Palermo
Living Architecture di Refik Anadol al Guggenheim Bilbao

Fino al 19 ottobre 2025 è in corso al Guggenheim Bilbao l’installazione dell’artista turco Refik Anadol: una rilettura dei progetti di Frank Gehry con l’utilizzo dell’AI.
Sandro Chia. I due pittori. Opere su carta 1989-2017 | Fondazione Biscozzi – Rimbaud, Lecce

La Fondazione Biscozzi | Rimbaud di Lecce ospita fino al 15 giugno la mostra Sandro Chia. I due pittori. Opere su carta 1989-2017, a cura di Lorenzo Madaro e in collaborazione con Galleria Mazzoli di Modena.
Geografie dell’anima | Raymond Saunders e Frank Walter – David Zwirner, Parigi

In mostra alla galleria David Zwirner di Parigi fino al 22 marzo due artisti visceralmente legati ai loro viaggi e alle tradizioni dei luoghi che li hanno cresciuti.
“Sante” ai Giardini Margherita di Bologna

L’idea curatoriale di Cuoghi Corsello invita a far affiorare sentimenti o situazioni, anche contrastanti, connesse al “sentirsi sante”, evidenziando così le passioni più urgenti che risiedono nell’anima.
La casa gialla di Francesco Barocco da Quartz Studio, Torino

Per Quartz Studio Barocco ha ideato un nuovo corpus di opere in cui scultura e testo si riflettono reciprocamente l’una nell’altro.
NO OTHER LAND

È un documentario squisitamente cinematografico, che racconta di amicizia, di dolore, di sradicamento, di patria, di casa. Di impossibilità di circolazione, di targhe che identificano popoli.
Corps et âmes alla Bourse de Commerce, Parigi

Figure di bagnanti, corpi in metamorfosi, figure spettrali, la sagoma rosso sangue di Ana Mendieta: la Bourse de Commerce esplora la rappresentazione del corpo nell’arte con una mostra che riunisce circa cento opere della Collezione Pinault.
Le lettere immaginarie di Sara Basta. IUNO. Roma

L’artista immagina un rapporto epistolare con Virginia Woolf, autrice da lei amata,alla quale scrive due lettere.
Rabbit Inhabits the Moon | Nam June Paik al MAO di Torino

L’installazione “Rabbit Inhabits the Moon” del 1996 è il punto d’avvio di un dialogo tra antico e contemporaneo in un itinerario privo di cronologie fisse dove le tracce della cultura asiatica di origine si fondono con elementi della società capitalistica occidentale