Bubble Barron
Eleonora Luccarini e Sathyan Rizzo

Bubble Barron è un libro d’artista nato dalla collaborazione tra Eleonora Luccarini e Sathyan Rizzo. Consiste in un manga fanfiction su Barron Trump di 50 tavole realizzate a mano, stampate su carta da lucido e inserite in una scatola di acciaio con rivestimento in gesso.

La riflessione è duplice: da una parte avvicinare un genere apparentemente estraneo al mondo dell’arte come il manga fanfiction al concetto di libro d’artista e, allo stesso tempo, innalzare a oggetto d’arte unico un prodotto seriale destinato a (e creato da) un pubblico diverso da quello dell’arte contemporanea: costituitosi come subcultura, è composto essenzialmente dai fan che diventano autori e fruitori di storie non autorizzate con protagonisti i propri idoli. 

L’ambivalenza del progetto è evidenziata dal contrasto tra i materiali pesanti della scatola e le tavole stesse, molto fragili e delicate.

THE FRESH WHITE COLORING BOOK
FRESH WHITEdirettrice artistica Giulia Liberti

Fresh White è un’ azienda il cui scopo è ridipingere di bianco la scritta Hollywood. I lavori prodotti da Fresh White sono da considerare degli schizzi preparatori.
Il decimo progetto prodotto da Fresh White è un album da colorare.

Parodia della moda degli album da colorare, e per estensione della crescente prevalenza di una concezione dell’arte come terapia – dove la pratica artistica non è un fine in sé ma un mezzo per ottenere la pace interiore, o la fantomatica “mindfulness” – l’album di Fresh White si fa beffe dell’idea di una creatività prestabilita, di un sè che si esprime riempiendo spazi prestampati. Attraverso l’assunto paradossale di un album da colorare interamente in bianco, l’aspetto zen del minimalismo si rivela come un’altra forma di romanticismo, nella convergenza tra due approcci ideologici in apparenza contrastanti – quello popolare e quello elitario.In questo senso, Fresh White propone prodotti elitari per le masse: proprio come Hollywood.

Nella sua ricerca, Fresh White utilizza di volta in volta tutti i tipi di approccio alla pittura, nella tecnica e nei materiali – benchè privo di indicazioni per l’utente/autore, l’album da colorare implica idealmente l’uso del pastello, o del pennarello (e l’assenza del pennarello bianco è il cruccio di molti bambini). Il bianco della carta rimanda quindi all’assunto base di Fresh White, ridipingere in bianco qualcosa che bianco è già.
Formalmente, l’album illustra un processo di avvicinamento, di zoom, verso il suo soggetto -la scritta Hollywood, inconcepibile in qualsiasi colore che non sia il bianco – finchè questo non arriva ad inglobare l’intera immagine con la sua vuota bidimensionalità: il più estremo livello di difficoltà cui un album da colorare può aspirare è la pagina bianca.

AL MARE

Acheropitismo è un neologismo. Deriva da acheropita, termine peculiare che si riferisce alle cosiddette pitture acheropite, ovvero non fatte da mano umana. Si tratta di quei dipinti (come il Mandyllion di Edessa, la Madonna di Guadalupe a Città del Messico, la Sindone di Torino o il volto del Cristo a San Giovanni in Laterano) la cui fabbricazione misteriosa non è considerata opera dell’uomo. Sono degli artefatti, costruiti da una non-mano, da un’umanità trascendente. Ci vengono subito in mente certi costruttori di automi del ‘700, personaggi alquanto chic, come Jacques de Vaucanson e Henri Maillardet, per non parlare dei grandi classici della letteratura fantascientifica, Asimov in primis, e l’avvenire messianico in Galaxy Express, o gli avvenenti cyborg del media franchise Ghost in the Shell.

Il concetto di acheropitismo mette in discussione la presenza dell’autore, della possibilità di un autore in senso assoluto, come se l’opera si costruisse da sé, a immagine di una manualità. Una manifestazione artificiale, coniata su misura per disperdere le tracce della mano creatrice. Tramite la programmazione e l’automazione di processi creativi l’essere umano cerca di evadere dalla sua goffa fisicità mondana, e arrivare a una sparizione del sé: un defilarsi elegante da una festa troppo affollata.

Fenomeni come la scrittura automatica, gli algoritmi, il machine learning, il data mining, comunemente usate non solo in campo scientifico ma anche da artisti e musicisti, sono a tutti gli effetti delle possibili forme di acheropitismo, perché tendono a una compenetrazione tra creazione umana e creazione appaltata a un processo. Non si riesce a determinare chi sia l’artefice. È fuori dall’uomo.

Acheropistismo è la prima pubblicazione di ALMARE, un’opera editoriale che nasce in seguito all’invito del PAV – Parco Arte Vivente di Torino a curare una sezione del festival Teatrum Botanicum 2018.

La pubblicazione parte dalla condivisione di quattro tracce riflessive con tre artisti invitati, tracce emerse nelle fasi di elaborazione del progetto.

Acheropitismo
– Programmazione come sistema di creazione
– Rapporto macchina – performer
– Natura come Creatura

Nel corso di un lungo e multiforme dialogo, sono nate tre diverse forme di contributi: una conversazione con Mauro Lanza, una grande mappa concettuale creata insieme ad Andrea Valle, piccoli racconti – collages sviluppati da Renato Grieco. Prendendo spunto dai librogame in voga tra gli anni ‘80 e ‘90, tutta la pubblicazione segue il paradigma dell’HTML, dei links, in modo da innestare un rapporto di ludica influenza tra i diversi contributi. Il lettore inciamperà in bivi, in rimandi e continue segnalazioni tra le diverse sezioni: come strane ads floreali, pop-up che compaiono e scompaiono. Una forma di curatela antologica che è quasi spam, che attanaglia lo scorrere del testo, parassitando la navigazione.

Nel suo piccolo, questa pubblicazione  prova  a  mimare  la  struttura  delle  tematiche affrontate: da uno stesso input si sono generati tre diversi sviluppi, tre diverse elaborazioni di una stessa informazione, che continuano ad alimentarsi a vicenda. Un libro che è una mislettura, un panopticon-exhibition, dove germogliano programmaticamente opere come fossero forme di vita – hapax legomena biologicamente modificati – all’interno di un parco che è quasi una zona stalkeriana, un perimetro-oasi di un proliferante jurassic park del futuribile. Forme di vita evanescenti per ammiccamenti fuori luogo a possibilità venture.

Per dirla con Apuleio, lector, intende: laetaberis

Credits
Ideazione : ALMARE
Contenuti : Andrea Valle , Mauro Lanza, Renato Grieco, ALMARE
Progetto grafico : Riccardo Redeghieri , ALMARE

Die Furlani-Gobbi Sammlung
Collection&Texts

2013-as close as possible.

Il libro nasce come una riflessione parallela a quella della collezione, che domina l’intero progetto della nostra “Sammlung”.

Quasi immediatamente ci siamo resi conto della necessità d’avere un archivio di tutte le immagini, oggetti, testi e ispirazioni che hanno fatto parte e contribuito alla creazione e allo sviluppo del nostro lavoro.

Al di là di essere un insieme di documenti, volevamo enfatizzare le relazioni che si vengono a creare ogni volta tra gli oggetti, i rimandi e le ripetizioni presenti in ogni momento in cui una parte della nostra Sammlung viene esposta. Da qui è nata l’idea di una specie di raccoglitore, in cui la linea cronologica può essere spezzata e rimontata a favore di altre possibilità di lettura.

#ATPreplica 1

#ATPreplica 2