ATP DIARY

Giorgio Forattini e la Biennale di Venezia 2024

Sono diversi ormai i direttori che nelle ultime edizione hanno occupato buone porzioni di spazio di questo padiglione con allestimenti rigidi, vetrinistici, appunto pedagogicamente scolastici.

Streams of Spleen | Shahryar Nashat al MASI Lugano

Attraverso video, sculture e installazioni, l’artista crea esperienze sinestetiche che evocano emozioni e stati d’animo contrastanti e difficili da formulare con razionalità. La bellezza di una sottile perversione

La fine dell’Umanesimo di Pierre Huyghe | Punta della Dogana

Concepita dall’artista francese insieme a Anne Stenne, l’esposizione presenta opere inedite accanto a lavori degli ultimi anni, scelte, queste ultime, per avvalorare un interrogativo che da alcuni anni guida la ricerca di Huyghe: il rapporto tra umano e non umano

La Triennale Milano ha un nuovo Cuore

Testo di Serena Correale — Forse non è un caso se lo scorso 14 febbraio, in onore della giornata degli innamorati, Triennale Milano ha presentato al pubblico Cuore – Centro studi, Archivi, Ricerca, un nuovo spazio polifunzionale di 400 metri quadri, accessibile a tutti gratuitamente, che racchiude e mostra al pubblico l’anima dell’istituzione.“Siamo molto orgogliosi della nostra […]

Intervista a Elena Mazzi | Polifonie Italiane – Salotto Longhena di Ca’ Pesaro, Venezia

Protagonista della rassegna “Polifonie Italiane”, dedicata ad artisti formatisi presso l’università IUAV di Venezia, Elena Mazzi presenta due opere video, in cui la piscina diviene sfondo di una narrazione personale e collettiva, strettamente legata all’architettura. Nella sua pratica artistica, Elena Mazzi esplora territori specifici, rileggendone patrimoni naturali e culturali, storie e leggende, per analizzare e tentare […]

WITCHES / brand new | Intervista con Virginia Sommadossi

Cos’e’ Witches / brand new? Virginia Sommadossi: WBN è un nuovo format di Centrale Fies che prevede workshop, azioni di co-learning, public program. Ci teniamo a classificare questo progetto come ”raduno di pratiche”, perché in effetti richiama in uno stesso luogo una serie di pratiche narrate o esperite da antropologhe, storiche, curatrici, performer, poete, ricercatrici […]