Punta della Dogana,   Venezia

Testo di Giulia Morucchio

Nelle serate del 19 e 20 febbraio Punta della Dogana ospiterà Set Up, un evento inedito di musica e performing arts che conferma la collaborazione tra la sede espositiva della collezione Pinault e Teatro Fondamenta Nuove di Venezia.

Chi ha già familiarità con l’architettura dell’ex dogana commerciale, restaurata nel 2009 a firma del giapponese Tadao Ando, rimarrà di sicuro sorpreso. Il museo verrà aperto al pubblico durante una fase che generalmente è accessibile solo agli addetti ai lavori, quella tra il disallestimento di una mostra e l’allestimento della successiva. L’occasione, già di per sé esclusiva, verrà resa altresì unica anche dalla natura gli interventi artistici presentati. Tutti a carattere performativo.
Le sale di Punta della Dogana spoglie di quadri, statue e installazioni, verranno così riempite da un continuum di gesti, suoni e immagini. Un alternarsi di musica (i live di Evan Parker, Alva Noto, Amuleto e i dj set di Mount Kimbie e Fatima Al Qadiri), performance (il reenactment del duo Navaridas & Deutinger e l’azione di Deutinger & Gottfard) proiezioni e partiture coreografiche (l’esibizione di alcuni ballerini del Balletto di Roma) pensate per dialogare con la peculiare architettura del lungo triangolo, e per invitare gli spettatori a percepire diversamente lo spazio che li circonda. 

Chivalry is Dead5 © Elsa Okazaki

Chivalry is Dead5 © Elsa Okazaki

Di seguito una breve intervista di Giulia Morucchio a Enrico Bettinello, direttore di Teatro Fondamenta Nuove.

ATP. Come na sce Set Up?

Dopo il grande successo delle prime due edizioni di Carte Blanche affidate a Michel Portal e a Arto Lindsay, insieme al direttore di Palazzo Grassi-Punta della Dogana Martin Bethenod si è pensato che fosse interessante provare a mettere artisti e performance a contatto con uno spazio museale non allestito. L’occasione del periodo tra il disallestimento della mostra Slip Of The Tongue e l’allestimento della nuova mostra a Punta della Dogana ci è sembrato perfetto, anche perché lo spazio di Punta della Dogana è già di per sé molto significativo e affascinante. Il progetto nasce da qui.

ATP. Assoli di sax, improvvisazioni elettroniche, glitch musicali e visivi, partiture coreografiche, il reenactment del discorso di Obama alla cerimonia di assegnazione del Nobel per la Pace, cavalieri medievali e dj set. Con che criterio sono stati selezionati gli artisti coinvolti e come è stata decisa la sequenza degli interventi?

Nella scelta delle performance e degli artisti ho tenuto conto di molti fattori, in particolare ho cercato che ciascuna delle proposte avesse – per motivi anche differenti – la capacità di stimolare un dialogo con l’ambiente in cui sarà inserita e con il fatto di accadere in mezzo agli spettatori. Avremo così artisti che hanno abitudine a lavorare in ambiti legati alle arti visive come Alva Noto o Fatima Al Qadiri, altri che stanno facendo un percorso di creazione proprio legato al rapporto con spazi espositivi (i danzatori del Balletto di Roma), performance come quelle di Navaridas e Deutinger che poste in uno spazio non teatrale sono ancora più efficaci, e così via, sempre tenendo conto di un equilibrio tra le cose proposte e una loro armonia nel succedersi degli eventi.

ATP. Set Up è una manifestazione senza precedenti poiché si svolge all’interno di un museo disallestito: uno sguardo inedito sugli spazi di Punta della Dogana. L’evento si sviluppa inoltre come una successione di interventi site specific, pensati per dialogare con l’architettura progettata da Tadao Ando per il restauro dell’ex barriera doganale. Ci può parlare della relazione che si verrà a creare tra i singoli interventi, lo spazio e gli spettatori?

Come dicevo poco fa l’idea è che ciascun intervento porti con sé la possibilità di spostare in continuazione la prospettiva di chi vi parteciperà. Al di là dell’originalità e dell’unicità degli eventi, una delle caratteristiche più significative di progetti come quello di Set Up è quella di consentire allo spettatore un continuo rinnovarsi dello sguardo, dell’ascolto, del posizionamento stesso (fisico, ma anche concettuale e spirituale) nei confronti di quello che accade, dei movimenti, dei suoni, della pratica artistica. Poi quello che accadrà lo scopriremo solo nelle due serate…

ATP: Da dove viene il suo interesse a portare forme performative come la danza e il free jazz, all’interno di uno spazio museale?

Personalmente ho sempre avuto un forte interesse per le relazioni e i contesti in cui le pratiche della musica, della danza e delle performance teatrali vengono vissute dagli spettatori. Ci sono ovviamente esperienze che collocate in uno spazio di fruizione differente da quello di un teatro e di una sala da concerto sprigionano un sacco di scintille creative e di senso, altre invece che, per motivi anche molto diversi, non riescono a uscire da quegli spazi e da quei rituali. Credo che portando quelle potenzialmente più “forti” in ambiti in cui sono già presenti altri segni significativi, ma che costringono a ripensare distanze, gesti, rapporti, sia una delle chiavi per far vivere queste proposte anche a comunità di fruitori che magari nell’abitudine del rito del concerto o del teatro non si riconoscono.

ATP: Che valenza assumono per lei collaborazioni come quella tra Palazzo grassi-Punta della Dogana e Teatro Fondamenta nuove, inserite nel contesto veneziano?

Sono alleanze di grande valore in ogni contesto, non solo quello veneziano. In tanti anni il Teatro Fondamenta Nuove ha sempre lavorato in un’ottica di rete e di fuoriuscita dagli schemi consolidati (penso alle collaborazioni con la Biennale, con la Fondazione Cini, con OperaEstate Festival, penso a esperienze come Garden State con il Goethe Institut, penso agli anni in cui portavamo il meglio dell’elettronica mondiale a Forte Marghera, solo per dirne alcune), facendo incontrare la gente all’interno di esperienze sempre nuove e sempre possibilmente significative. Con Palazzo Grassi abbiamo ormai da qualche anno un feeling particolare che ci consente di lavorare in grande armonia e propositività.

Maggiori informazioni e il programma delle serate al link: palazzograssi.it/set-punta-della-dogana

Your Majesties © Daniel Schmidt

Your Majesties © Daniel Schmidt

ALVA NOTO Caster Nicolai - ph Dieter Wuschanski

ALVA NOTO Caster Nicolai – ph Dieter Wuschanski

Fatima Al Qadiri

Fatima Al Qadiri