Museo Etnografico del Friuli - Sede della mostra Premio Moroso 2017

Museo Etnografico del Friuli – Sede della mostra Premio Moroso 2017

Il luogo che lo ospita ci porta nel vivo delle tradizioni della cultura popolare del Friuli. Il Museo Etnografico del Friuli, con sede a Palazzo Giacomelli a Udine, ospita dal 28 aprile al 4 giugno, la mostra legata al Premio Moroso: l’esposizione unisce i lavori dei 12 finalisti accanto alle opere dei 12 artisti selezionatori. Ricordiamo ancora una volta i finalisti: Alfredo Aceto, Canemorto (Silvio Bertelé, Nicola Maspero e Alessio Tagliapietra), Roberto Fassone, Francesco Fonassi, Anna Franceschini, Invernomuto (Simone Trabucchi e Simone Bertuzzi), Margherita Moscardini, Valerio Nicolai, Luigi Presicce, Stefano Seretta, Ilaria Vinci e Driant Zeneli.
Hanno selezionato i finalisti gli artisti vincitori e i menzionati delle precedenti edizioni: Sergio Breviario, Gianni Caravaggio, Loris Cecchini, Giulio Delvé, Ettore Favini, Anna Galtarossa, Andrea Mastrovito, Andrea Nacciarriti, Dragana Sapaňjoš, Namsal Siedlecki, Luca Trevisani e Nico Vascellari.

Nato come Premio Moroso nel 2010 da un’idea di Andrea Bruciati e con il supporto di Patrizia Moroso, il premio si è evoluto in MOROSO CONCEPT dall’edizione 2015. Strutturandosi in premio, mostra e pubblicazione, MOROSO CONCEPT documenta, valorizza e sostiene gli artisti che operano in Italia.

Premio Moroso 2017 | I progetti finalisti #1 | Alfredo Aceto, Francesco Fonassi, Margherita Moscardini e Ilaria Vinci

Premio Moroso 2017 | I progetti finalisti #2 | Canemorto, Anna Franceschini, Valerio Nicolai e Driant Zeneli

Premio Moroso 2017 | I progetti finalisti #3 |  Invernomuto, Roberto Fassone, Luigi Presicce e Stefano Serretta

Seguono alcune domande ad Andrea Bruciati

ATP: L’aspetto fondamentale di Moroso Concept è il legame che si crea tra azienda e artista, tra design e arte. Dopo diverse edizioni, quale è il tuo pensiero in merito alla relazione tra artista e azienda?

Andrea Bruciati: La relazione è molto positiva perché si basa sul rispetto reciproco della libera creatività che parte dal grande valore conferito alla perizia artigianale e tecnologica. Moroso supporta gli artisti perché questi possano sviluppare al meglio la propria progettualità, senza alcuna finalità economica di prodotto.

ATP: Prima di rendere noto i finalisti di quest’edizione, è stata annunciata una rosa di 36 artisti frutto delle segnalazioni degli artisti vincitori e menzionati delle scorse edizioni. In seguito, con Patrizia Moroso e Paola Pivi avete scelto i 12 finalisti. In che modo è avvenuta la selezione?

AB: La selezione è partita dall’analisi dei portfolio degli artisti selezionati dai loro colleghi. Per me e Patrizia è stato fondamentale il confronto con Paola grazie alla quale si sono evidenziate ricerche e suggestioni che hanno condotto alla rosa ultimativa dei finalisti.

ATP:  I 12 artisti finalisti hanno dovuto presentare un progetto ciascuno. Ci sono delle caratteristiche, delle tematiche sentite più di altre che potremmo individuare nei diversi progetti?

AB: Direi che il rapporto con lo spazio fisico e il dialogo con la poetica che caratterizza la progettualità Moroso sono stati il filo conduttore significante. Di certo la giuria terrà conto della qualità di questa osmosi per certificare gli autori più intriganti, visionari e rappresentativi.

ATP: Dopo la selezione degli artisti vincitori ci sarà una mostra al Museo Etnografico del Friuli di Udine con i 12 finalisti. Come sarà strutturata e cosa verrà presentato?

AB: La mostra, concepita con lo Studio Marco Viola di Udine, si basa sul rapporto umano e materiale sempre cogente fra istituzione ospitante e azienda. Il fatto di aver scelto una struttura museale dove il valore antropologico e territoriale sono un binomio imprescindibile ha fatto sì che vi fosse subito una grande sintonia e un rapporto stringente con le valenze artigianali e manifatturiere Moroso. Per quanto riguarda le 24 opere presentate, che coinvolgeranno anche gli artisti selezionatori, queste si offriranno al visitatore come ospiti discreti, in accordo con le frequenze documentali e materiali della struttura comunale. L’idea è di riscoprire attraverso l’arte contemporanea, come una sorta di ‘caccia al tesoro’, la ricchezza e la perizia oggettuale della nostra storia recente.

Dragana Sapanjos, Is always Fading, New York 2013

Dragana Sapanjos, Is always Fading, New York 2013

Martino Gamper, Metamorfosi, Hangar Bicocca 2012

Martino Gamper, Metamorfosi, Hangar Bicocca 2012

Segue il testo di Andrea Bruciati, Ideatore Moroso CONCEPT —

La forza competitiva del Made in Italy, in cui la componente design ha un ruolo centrale, parte dalla natura identitaria della sua produzione. Proprio per questa forma di imprinting culturale che i luoghi trasferiscono sul prodotto, il vantaggio competitivo si genera in stretta relazione con le peculiarità della struttura sociale dei sistemi imprenditoriali locali. Da questa idea si è ipotizzato un legame stringente per la promozione dell’arte contemporanea attraverso canali internazionali, qualitativamente rilevanti, già rodati dalla filiera produttiva per far sì che queste assonanze e affinità progettuali, nonché ideative, andassero a valorizzare l’operato delle nuove generazioni. Concepito infatti per documentare, valorizzare e sostenere gli artisti che vivono e lavorano principalmente in Italia, il Moroso CONCEPT nasce con questo dna, quale necessaria e pragmatica evoluzione del Premio Moroso, di cui diventa estensione e, si auspica, valido braccio operativo.

L’idea, nata nel 2010 per una sede istituzionale quale la GC.AC di Monfalcone e con il fondamentale supporto di Patrizia Moroso, è divenuto format agente e cogente, connotandosi, fin da subito, con lo spirito dinamico dell’azienda, incentrato sulla ricerca e la sperimentazione. Il progetto, che si struttura fra premio, mostra e pubblicazione, vuole infatti costituirsi quale cantiere concreto di produzione e promozione delle istanze legate alla stretta contemporaneità, per un riconoscimento fattivo dei protagonisti coinvolti. In tale prospettiva risulta coerente la parte ideativa e progettuale, vera e propria sezione hardcore del nuovo CONCEPT, volta ad un accrescimento esperienziale dei vincitori in contesti internazionali, per una maggiore visibilità degli stessi. L’iniziativa infatti, oltre a costituirsi come segmento complementare e necessario all’ancora troppo timida politica nazionale di sostegno alle giovani generazioni, rappresenta un ulteriore contributo di carattere mecenatistico da parte dell’imprenditoria italiana più attenta al valore tributato alla creatività. Ritengo infatti che il Moroso CONCEPT per l’Arte Contemporanea possa fungere da esempio per un serio e concreto impegno per un indirizzo costruttivo, in controtendenza con la crisi e stagnazione economica che denotano la nostra società occidentale.

Con tali premesse e slancio propositivo è stata individuata la categoria dei selezionatori per quest’edizione: una rosa di dodici fra le più riconosciute gallerie d’arte italiane a livello internazionale, a cui è stato chiesto di proporre tre autori così che la lista finale rappresentasse uno spettro attuale ed esaustivo della ricerca operante nel Paese.
Sulla base di questa multiforme piattaforma e del ricco materiale documentativo pervenuto – trentasei gli artisti più o meno noti al sistema dell’arte italiano – una giuria di selezione, presieduta da Paola Pivi in qualità di simbolica madrina, ha ridotto al novero di dodici i finalisti, contraddistinti per qualità di ricerca, studio, motivazioni e coerenza intellettuale.
Dodici artisti che hanno accettato il confronto sul piano del giudizio, mettendo in gioco le rispettive sensibilità e ipotesi sperimentali, e che hanno per l’occasione così elaborato un progetto versatile, partendo come history case dagli ambienti newyorkesi dell’azienda. Per questo nuovo materiale documentario è intervenuta una seconda commissione internazionale, composta da: Fabio Cavallucci, direttore Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Martino Gamper, designer, Amanda Levete, architetto, Jovain Jelovac, art director Beograd Design Week; Piero Gandini art director FLOS, che ha ulteriormente ricondotto a tre nomi, il parterre dei segnalati.
È stato questo l’ultimo tassello significante del premio, perché basato sul dialogo stringente fra professionisti che si muovono su quel filo invisibile ma tenace che pone in connessione arti visive e design. L’obiettivo era infatti quello di valutare al meglio l’osmosi fra gli ambienti e la realizzazione fattiva dei progetti, in base al contesto culturale e alle esigenze dell’azienda stessa.

Una sfida stimolante e mi auguro foriera di sviluppi per il CONCEPT di cui gli spazi di New York, Londra e Milano, saranno palcoscenico attivo.

Andrea Mastrovito, Ritrtto dell'artista da giovane, Moroso New York 2012

Andrea Mastrovito, Ritrtto dell’artista da giovane, Moroso New York 2012

Anna Galtarossa, Skyscraper Nursery, New York 2011

Anna Galtarossa, Skyscraper Nursery, New York 2011

Museo Etnografico del Friuli - Sede della mostra Premio Moroso 2017

Museo Etnografico del Friuli – Sede della mostra Premio Moroso 2017