ATPreplica presenta la seconda parte della selezione di libri d’artista a cura di Diego Bergamaschi proposti in occasione della mostra Spoken Narratives presso lo spazio REPLICA. Questa selezione di volumi, insieme alle opere di Francesco Pedraglio e dei libri della sua casa editrice indipendente Juan de la Cosa, pone l’accento sul libro d’artista come oggetto perfomativo e narrativo che utilizza diverse possibilità di espressione come, la voce, la scrittura o l’immagine. La prima selezione / #ATPReplica 18

Ambiente X – Benni Bosetto
2019.11.30 Kunstraum BENNI BOSETTO & XENIA PEREK107

Ambiente X – Benni Bosetto

Ambiente X è una performance di Benni Bosetto che esplora i rituali quotidiani e il potere trasformativo del pensiero magico attraverso il suono e gesti coreografati. Assumendo la forma di una giornata in ufficio, la performance vede due operai che svolgono compiti mondani di un’attività lavorativa di routine: archiviano le pratiche, preparano il caffè, parlano al telefono. Gradualmente, questo linguaggio convenzionale si trasforma. Cominciano a parlare al contrario, a cantare, a parlare agli specchi. Le luci si spengono – anomalia del sistema. Il set ricorda un passato prossimo. Contemporaneamente, mette in scena l’onnipresente paesaggio collettivo del lavoro e della produttività.

La pubblicazione dallo stesso titolo, con testi di Dina Akmadheeva, Federico Campagna e Giulia Civardi, oltre a immagini e disegni dell’artista approfondisce le idee esplorate nell’opera.

Benni Bosetto (nata nel 1987 a Milano, Italia) si occupa di scultura, disegno e performance. Si è laureata all’Accademia di Brera a Milano e ha studiato all’Universitat der Kunst di Berlino e al Sandberg Instituut di Amsterdam. Tra le sue mostre personali più recenti: Villa il Cerretino, Prato (2019), Fonderia Artistica Battaglia, Milano (2018), ADA, Roma (2018), FuturDome, Milano (2017), Tile Project Space (2016), Milano.

Ludovica Carbotta
Ludovica Carbotta

Shotgun, Invisible Rail e Spectacled Tyrant – Ludovica Carbotta

“The Blackout Stone combines the fundamental structure of the Zoroastrian metaphysics of light, with the alchemical understanding of the interpenetration between opposite principles. Its production of a momen- tary night, out of the warm daylight that runs through a living body, exemplarily manifests the double nature of existence: at their core, a thing and its opposite always coexist in an alchemical coincidentia oppositorum. But while in absolute terms, that is outside of time, these coexist in perfect simultaneity, the Blackout Stone introduces an alternate manifestation of one or the other principles at different moments in time. Its function is thus akin to that of poetry, which likewise is able to express the ineffable only one word at the time.“

Federico Campagna
Attraverso un incrocio fra libro d’artista, una storia di fantascienza illustrata e un glossario di oggetti scultorei, Ludovica Carbotta esplora il concetto di “finzione site specific” attraverso diversi media, autori e strategie descrittive: una pratica site-oriented che considera i luoghi immaginari o i luoghi reali all’interno di contesti fittizi, per recuperare il ruolo dell’immaginazione nel processo di costruzione della conoscenza.
Shotgun, Invisible Rail e Spectacled Tyrant è il capitolo finale di un progetto a lungo termine iniziato con la mostra A Motorway is a very strong wind (Milano, Careof, 2014), che ruotava intorno alla tradizione dell’ekphrasis: la descrizione orale di un’opera d’arte, reale o immaginata. Nella prima parte del libro, le diverse descrizioni, raccolte e incarnate nell’ambientazione della mostra, riappaiono come parole, ri-arrangiate dall’artista in una storia completamente nuova. È solo una delle tante potenziali storie nata dalle diverse possibilità che il genere della fantascienza rende possibili. Nelle sue pagine finali, il libro espone un glossario di oggetti della serie Apart, We Are Together (2015), una diretta derivazione della mostra del 2014. Queste riproduzioni, i disegni e le descrizioni dettagliate, scritte dal filosofo Federico Campagna, dall’archeologo Sandro Caranzano e dalla psicologa Marzia Spagnolo, vengono presentati come se questi oggetti fossero vere e proprie reliquie funzionanti.

Testi di Martina Angelotti, Federico Campagna, Ludovica Carbotta, Sandro Caranzano, Marzia Spagnolo.

Ludovica Carbotta (nata nel 1982 a Torino) vive e lavora a Maastricht, Olanda. Ha esposto, tra gli altri, al MAXXI di Roma, al Kunstlerhaus Museum di Graz e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.  

ATLAS – Clio Casadei

Atlas – Clio Casadei

Atlas è una collezione di testi e materiali visivi che sintentizzano il percorso di ricerca che Clio Casadei ha sviluppato nell’arco di dieci anni. Prodotto in copia unica, o in edizioni limitate realizzate in occasione di collaborazioni specifiche, Atlas è un libro che muta nel tempo; ogni copia è la versione aggiornata dell’attività dell’artista al momento della stampa. Strumento di indagine e forma ibrida; crogiolo di registri retorici, monologhi e dialoghi più o meno fittizi, Atlas è un esercizio di composizione che trae ispirazione dai libri-gioco; un edificio la cui struttura riflette l’elaborazione di strategie narrative che aggirano i parametri descrittivi convenzionali, indagando all’infinito le possibilità della forma portfolio. La presentazione del lavoro avviene in Atlas attraverso l’intreccio di teorie, ricordi e aneddoti, narrazioni tessute a partire dalla necessità dell’autrice di non separare la spiegazione della ricerca dalla ricerca stessa; dal desiderio di trasformare il processo di comunicazione e promozione dell’esperienza artistica in un materiale di lavoro soggetto al divenire dell’esperienza. 

Testi, immagini e design: Clio Casadei
Tiratura: 9 esemplari unici
Dimensione: 21 x 15 cm – Pagine: 221
Lingua: italiano, inglese – Anno di pubblicazione: 2017

Clio Casadei si occupa di progettazione coniugando pratica intermediale e ricerca teorica. È fondatrice di Produzioni, studio la cui attività è resa manifesta attraverso testi, libri, installazioni sonore, collaborazioni e componente del collettivo MU.

Never odd or even – Mariana Castillo Deball
Never odd or even – Mariana Castillo Deball

Never odd or even – Mariana Castillo Deball

Never odd or even è un’antologia di 30 copertine di libri inesistenti.

Pubblicato in occasione della mostra al Grimmuseum di Berlino e al Museo d’Arte Contemporanea di Roskilde (2011-2012) che dal libro prende il titolo, il progetto di Mariana Castillo Deball porta avanti lo sviluppo in capitoli del progetto espositivo che si presenta esso stesso come un libro.
Ogni figura invitata dall’artista contribuisce inventando il titolo del libro e la sua rispettiva immagine coordinata.
Contributi di Mario Bellatin, Koen Brams, Abraham Cruzvillegas, Santiago da Silva, Tim Etchells, Carla Faesler, Dario Gamboni, Dora García, Moosje Goosen, Alejandro Jodorowsky e Pascale Montandon, Irene Kopelman, Adriana Lara, Pablo León de la Barra, Jesse Lerner, Juana Lomeli, Valeria Luiselli, Raimundas Malašauskas, Antoni Muntadas, Sophie Nys, Manuel Raeder, Eran Schaerf e Eva Meyer, Sergio Taborda e Heriberto Yépez.
Design gafico: Mariana Castillo Deball, Santiago da Silva, Manuel Raeder.
Pubblicato a marzo 2012

Mariana Castillo Deball nata nel 1975 a Città del Messico, vive e lavora a Berlino e Amsterdam.