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Wanda & Marion Wurz, avant-garde photographe in 20th Century Italy 

Una mostra alla Estorick Collection di Londra fino al 20 dicembre racconta la vita anticonformista e la carriera di due sorelle fotografe, anticipatrici originali di temi contemporanei legati allo sguardo, al corpo e alle differenze di genere.

Testo di Alessandra Stella Costa —

Sono nate davanti all’obiettivo, Wanda e Marion Wurz. Modelle prima di passare dall’altra parte della macchina fotografica, proprio come la quasi coetanea Lee Miller, ma con una storia tutta diversa, che viene presentata per la prima volta fuori dall’Italia nella bella sede della Estorick Collection, casa londinese dell’arte moderna italiana.
A differenza della Miller, Wanda e Marion non si avvicinano alla fotografia attraverso il glamour delle riviste di moda e i circoli artistici della Parigi degli anni trenta. L’apprendistato professionale avviene in famiglia, una dinastia di fotografi attiva a Trieste da metà Ottocento. I Wulz hanno casa e bottega nello stesso palazzo. Imprenditoria asburgica, clima vivace della cultura mitteleuropea. 
E’ il padre Carlo Wulz a fotografare instancabile le bellissime figlie fin dalla culla. Libero dalle richieste della clientela, attinge a una cultura marcatamente pittorica, da Casorati ai preraffaelliti a Toulouse Lautrec. S’inventa composizioni non convenzionali, ma – soprattutto – il suo sguardo di padre accoglie in decine di scatti l’identità intima delle due adolescenti: Wanda che sfugge con gli occhi l’obiettivo e veste volentieri i travestimenti scelti dal padre; Marion che fissa dritta in camera, seria e quasi sfidante anche quando posa in un profilo da moneta. 
Agli scatti di Carlo Wulz la mostra londinese dedica giustamente ampio spazio nella prima delle due sale, perché è attraverso i ritratti fatti dal padre e quelli che le due sorelle si scattano a vicenda per tutta la vita che si capisce il loro percorso personale e professionale dopo la morte di Carlo nel 1928. 
Quando ereditano lo studio fotografico Wanda ha 25 anni, Marion 23. Hanno una sola macchina fotografica e per questo l’attribuzione è stato uno dei rebus con cui si sono confrontate le studiose della Fondazione Alinari, dove è conservato l’intero archivio dello Studio Wulf, oggi restaurato e digitalizzato. 
A vivere con le due sorelle si trasferisce l’amica Anita Pittoni, stilista, pittrice, scrittrice, editrice. Un ménage à trois che trasforma Palazzo Hierschel in un crocevia di incontri, tra atelier di moda e set fotografico, cosplay e performances ante litteram. Wanda e Marion documentano, si avvicendano dietro e davanti all’obiettivo, nella camera oscura. 

La notorietà arriva quando nel 1932 a Trieste si tiene la Prima Mostra Nazionale di Fotografia Futurista. E’ qui che Wanda, unica donna invitata (e benché il suo ritratto di Marinetti sia del tutto convenzionale), espone sei straordinarie foto sperimentali futuriste. 
Tra queste c’è a anche il celebre autoritratto Io+gatto ottenuto stampando due negativi di vetro sovrapposti. Il procedimento è ricostruito attraverso provini e stampe delle due foto originali. Da osservare soprattutto è l’Autoritratto senza gatto, ipnotico e felino di suo: sembra sancire l’emancipazione raggiunta da Wanda rispetto allo sguardo altrui e forse anche da quello della sorella Marion (che in un’altra foto celebre aveva ritratto Wanda nascosta dietro grandi occhiali scuri da aviatore). 
La mostra del 1932 segna una consacrazione. Artiste, ballerine, attrici, sportive, signore della Trieste intellettuale e cosmopolita fanno la fila davanti allo studio Wulz, in cerca di una sorellanza di sguardo che concede insieme spontaneità e ironia, come nel magnifico ritratto intitolato Dannunziana, o negli scatti della ginnasta Etta Paulin e delle sue allieve. Tra le tante celebrities Leonor Fini, Paola Borboni, Irene Camber campionessa olimpica di scherma. Gli anni d’oro subiscono una battuta d’arresto con lo scoppio della guerra. A evocarla ci sono le foto di Trieste occupata e bombardata scattate da Marion dalle finestre dal palazzo di famiglia e quelle del 12 giugno 1945 quando la città viene liberata. 

Florence, Archivi Alinari-Archivio Studio Wulz”In guardia”. La schermitrice Irene Camber (1926-2024), medaglia d’oro nel fioretto alle Olimpiadi del 1952 – 1952
Marion Wulz A Tank Surrounded by Yugoslav Partisans, Trieste, 2 May 1945 Gelatin silver print Florence, Archivi Alinari-Archivio Studio Wulz