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My, my, my apocalypse | A Venezia un viaggio cinematografico in Penombra

Testo di Antonella Prasse — L’alba di Pantelleria, la notte di Kabul, gli abissi dell’oceano. La penombra abita gli spazi manifestando il fascino della vaghezza, che sia l’anteprima di un’albore o il sopraggiungere dell’oscuro non ci è dato saperlo: rimane una soglia, un luogo di transizione all’interno del quale i contorni e le cose vanno […]

Masbedo, Pantelleria, 2022 at “Penumbra”, Fondazione In Between Art Film at Complesso dell’Ospedaletto, Venice, 2022. Courtesy of the artists, and Fondazione In Between Art Film. Photo: Andrea Rossetti

Testo di Antonella Prasse

L’alba di Pantelleria, la notte di Kabul, gli abissi dell’oceano. La penombra abita gli spazi manifestando il fascino della vaghezza, che sia l’anteprima di un’albore o il sopraggiungere dell’oscuro non ci è dato saperlo: rimane una soglia, un luogo di transizione all’interno del quale i contorni e le cose vanno sfumandosi.
E’ il riecheggio della penombra, come condizione materiale e metaforica, a dare nome e inizio al percorso promosso dalla Fondazione In Between Art Film di Beatrice Bulgari, che si è presentata alla città di Venezia durante questa 59a Biennale con la mostra collettiva Penumbra.

La Fondazione nasce a Roma nel 2019 con l’obiettivo di promuovere la cultura delle immagini in movimento, sostenere artisti e centri di ricerca che esplorano il dialogo tra film, video e performance. Opere d’arte di lunga durata che trovano a Venezia, all’interno del Complesso dell’Ospedaletto, una cornice impeccabile per introdurre ad un pubblico più ampio la mission di In Between Art Film. Per l’occasione sono state commissionate otto nuove installazioni video a Karimah Ashadu (1985, Regno Unito), Jonathas de Andrade (1982, Brasile), Aziz Hazara (1992, Afghanistan), He Xiangyu (1985, Cina), Masbedo (Nicolò Massazza, 1973 e Iacopo Bedogni, 1970, Italia), James Richards (1983, Regno Unito), Emilija Škarnulytė (1987, Lituania) e Ana Vaz (1986, Brasile).

“My, my, my apocalypse’” risuona il ritmo di una canzone in Qualities of Life: Living in the Radiant Cold (2022) di James Richards, un endoscopio che contempla nature morte domestiche, detriti e sistemi fognari in una mise-en-scène poetica attraverso cui osservare la dimensione privata e pubblica della decomposizione. Emilija Škarnulytė svela gli abissi dell’oceano in Aphotic Zone (2022), un viaggio cinematografico che racconta gli aspetti rovinosi dell’avidità umana. Karimah Ashadu esplora i limiti del corpo e del paesaggio, Plateau (2021) ritrae un gruppo di minatori di stagno al lavoro nella regione nigeriana dell’altopiano del Jos.Jonathas de Andrade registra un’opera straordinaria, Olho da Rua (2022),un film-musical ispirato alle tecniche del Teatro dell’oppresso di Augusto Boal, i cui protagonisti sono parte della comunità dei senzatetto di Recife. Una potente testimonianza del Brasile contemporaneo accompagnata da una colonna sonora ipnotica composta da Homero Basílio.

Karimah Ashadu, Plateau, 2021 at “Penumbra”, Fondazione In Between Art Film at Complesso dell’Ospedaletto, Venice, 2022. Courtesy of the artist, and Fondazione in Between Art Film. Photo: Andrea Rossetti
Emilija Škarnulytė, Aphotic Zone, 2022 at “Penumbra”, Fondazione In Between Art Film at Complesso dell’Ospedaletto, Venice, 2022. Courtesy of the artist, Erik Cordes and the Schmidt Ocean Institute, and Fondazione In Between Art Film. Photo: Andrea Rossetti
Emilija Škarnulytė, Aphotic Zone, 2022 at “Penumbra”, Fondazione In Between Art Film at Complesso dell’Ospedaletto, Venice, 2022. Courtesy of the artist, Erik Cordes and the Schmidt Ocean Institute, and Fondazione In Between Art Film. Photo: Andrea Rossetti

He Xiangyu ci consente di seguire un giovane in giro per Berlino in House of Nations (2021), in una contemplazione silenziosa di un’esistenza solitaria. Formichieri giganti, lontre, gufi e capibara, l’ecocritica postcoloniale di Ana Vaz, É Noite na América (2021), è raccontata in un video a tre canali filmato a Brasilia con una pellicola scaduta.
La mostra si apre con un’alba, quella di Pantelleria (2022), laboratorio della memoria del duo artistico Masbedo, e si chiude con una notte a Kabul attraverso gli occhi di Aziz Hazara con Takbir (2022) opera video ambientata nella capitale afgana subito dopo la recente invasione dei talebani.
Tutti i lavori realizzati tra il 2021 e il 2022 sono installati presso l’ex ospedale costruito nel 1517. 

Alessandro Rabottini e Leonardo Bigazzi, curatori della mostra evidenziano che “gli spazi del Complesso dellOspedaletto evocano una polifonia di storie, epoche e funzioni. Per secoli questo è stato un luogo di cura e di speranza, e oggi la sua struttura rivela una molteplicità di narrazioni stratificate nel tempo, che ci fanno capire come lo spazio costruito, alla pari di un film, può essere considerato un dispositivo narrativo”.
Le opere si dispiegano nello spazio attraverso telai modulari in legno e tessuti scuri, un dispositivo scenico che può essere facilmente smontato e riadattato a usi futuri, realizzato dall’architetto Ippolito Pestellini Laparelli di 2050+, un’agenzia interdisciplinare con sede a Milano che opera tra tecnologia, ambiente, politica e design fondata nel 2020.
Il ritmo della visita è scandito dalle architetture, in un gioco di luci e ombre che si incastrano tra di loro, i lavori esposti passano con eleganza dalla monumentale chiesa cinquecentesca allo scalone elicoidale di pietra del seicento, fino a sposare gli affreschi settecenteschi nella Sala della Musica.
In Penumbra crolla – poeticamente – ogni distinzione tra allestimento ed architetture storiche, la mostra diventa un poema sinfonico di immagini, suoni e interventi spaziali, creando un’atmosfera surreale, imperitura e al contempo evanescente.

James Richards, Qualities of Life: Living in the Radiant Cold, 2022 at “Penumbra”, Fondazione In Between Art Film at Complesso dell’Ospedaletto, Venice, 2022. Courtesy of the artist, the Estate of Horst Ademeit, and Fondazione In Between Art Film. Photo: Andrea Rossetti
He Xiangyu, House of Nations, 2021 at “Penumbra”, Fondazione In Between Art Film at Complesso dell’Ospedaletto, Venice, 2022. Courtesy of the artist, and Fondazione In Between Art Film. Photo: Andrea Rossetti
Aziz Hazara, Takbir, 2022 at “Penumbra”, Fondazione In Between Art Film at Complesso dell’Ospedaletto, Venice, 2022. Courtesy of the artist, Experimenter, and Fondazione In Between Art Film. Photo: Andrea Rossetti
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