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Tris a Roma | Monitor, Federica Schiavo, Lira

[nemus_slider id=”55420″] — Sarà visitabile fino al 30 aprile la prima personale di Nicola Samorì (Forlì 1977) negli spazi di Monitor. L’artista propone una serie di sculture, dipinti e installazioni realizzate appositamente per la mostra. Le opere di Samorì reinterpretano l’arte rinascimentale e barocca ispirandosi all’estetica teatrale attraverso l’aggiunta di interventi inattesi che sconvolgono l’opera, […]

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Sarà visitabile fino al 30 aprile la prima personale di Nicola Samorì (Forlì 1977) negli spazi di Monitor. L’artista propone una serie di sculture, dipinti e installazioni realizzate appositamente per la mostra. Le opere di Samorì reinterpretano l’arte rinascimentale e barocca ispirandosi all’estetica teatrale attraverso l’aggiunta di interventi inattesi che sconvolgono l’opera, rompendo la perfezione dei ritratti e dei dipinti con gestualità materiche e aggressive rubate all’Informale. L’inedito corpo di lavori realizzato in occasione della personale da Monitor documenta una sorta di coro, all’interno del quale si contrappongono una “Stanza dei fuochi” e una “Stanza delle crisi”: una sinfonia oscura nella quale ogni opera è come uno strumento in grado di emettere sonorità ipnotiche e sinistre.

Nicola Samori?,   Ascia Romana,   2015-2016,   oil on board,   200 x 100 cm; Nicola Samori?,   Senza titolo,   2016,   fossilized wood,   45 x 20 x 17 cm.  courtesy of the artist and MONITOR,   Rome - Ph. Credits Giorgio Benni
Nicola Samori?, Ascia Romana, 2015-2016, oil on board, 200 x 100 cm; Nicola Samori?, Senza titolo, 2016, fossilized wood, 45 x 20 x 17 cm. courtesy of the artist and MONITOR, Rome – Ph. Credits Giorgio Benni

Fino al 4 maggio Federica Schiavo ospiterà invece la prima personale dell’artista statunitense Todd Norsten. I suoi lavori si ispirano a testi e immagini della vita quotidiana che vengono trasposti sulla tela con un lettering sporco e trascurato, un effetto grezzo che rivela però un’attenta indagine sulle possibilità del linguaggio, sfruttando una gamma di tecniche pittoriche che attinge dalla Minimal Art al trompe-l’oeil e affrontando temi che spaziano dalla cultura pop alla religione. Illuminanti le parole di Yasmil Raymond, che in “The Beautigul Irriverence of Laughter” parla della pratica dell’artista, nato nel 1967 in Minnesota: “C’è una relazione naturale tra pittura e scrittura. Da spettatore, la tendenza è guardare le immagini come se si stesse leggendo un testo e l’interpretazione del segno può essere equiparata alla ricerca del significato. Questa “amicizia creativa” tra immagini e parole caratterizza i lavori più recenti di Todd Norsten, nei quali l’intensità delle immagini e delle espressioni spazia dall’essere amaramente critica ad estremamente comica. I suoi lavori rappresentano pensieri che incarnano l’essenza stessa dei pensieri stessi, incerti, astratti, onesti e a volte inappropriati.”

Todd Norsten,   The Heart Of Everything That Is 2016 Installation View  photo by Giorgio Benni Courtesy Federica Schiavo Gallery,   Roma
Todd Norsten, The Heart Of Everything That Is 2016 Installation View photo by Giorgio Benni Courtesy Federica Schiavo Gallery, Roma

Aperta fino al 30 aprile anche la personale di Julien Bismuth (nato nel 1973 a Parigi, vive e lavora a New York) da Lira, raccontata dall’artista stesso in un testo disponibile in mostra: Il titolo della mostra e? ‘Zitat’, che vuol dire ‘citazione’, dal francese antico ‘citer’ (convocare), dal latino ‘citare’ (convocare, sollecitare, chiamare; mettere in moto, richiamare, provocare, eccitare). Una mostra come un mosaico di frammenti rievocati. Un’esposizione che funziona anche da prefazione, questo e? cio? che vi avevo detto in precedenza, che questa mostra sarebbe stata un prologo o un’introduzione a un lavoro ancora in corso, che spero di realizzare quest’anno, con la tribu? Piraha? in Brasile. Questi lavori possono essere descritti come dei motivi, e un motivo e? sia un tema, una caratteristica predominante, sia una melodia, un giro di note che esprime una singola impressione, una formula essenziale, melodica o ritmica, da cui si sviluppano passaggi piu? lunghi, o pattern decorativi. La parola ‘motif0, come molti altri vocaboli della lingua inglese, proviene da altrove, in questo caso dal termine francese ‘motif’, che vuol dire anche movente, la ragione dell’agire, in particolar modo una ragione che non sia ne? nascosta, ne? ovvia.”

Julien Bismuth - Zitat,   Installation View,   Lira Gallery,   Rome,   2016
Julien Bismuth – Zitat, Installation View, Lira Gallery, Rome, 2016