
Testo di Vanessa Poliandri
“Tips and Thunders racconta di un dolce accumularsi di ricordi, un obelisco di memoria. Racconta di una quiete che si crogiola nelle proprie paure, mentre il temporale imperversa senza fine”, spiega Federico Tosi (Milano, 1988). Questo è lo spirito, il Genius Loci, che guida Tips and Thunders, la personale dell’artista aperta fino al 15 gennaio 2026 al Palazzo dei Priori di Fermo, precisamente negli spazi dove si conservano i resti dell’antica chiesa di San Martino.
Un’esposizione con opere site-specific, presentata dal progetto culturale Karussell e curata da Matilde Galletti, in cui l’artista ripercorre i “consigli”, le “mance” della vita, come eredità di un passato che riaffiora nei ricordi stratificati, scanditi soltanto dal rombo di un tuono: quello della memoria. Questa è l’impressione che si ha quando ci si trova di fronte alle sculture monumentali di Tosi, come Tips, le mance, monetine accatastate una sull’altra fino a comporre una scala verso il cielo, forse proprio quel tuono in grado di oltrepassare il tempo. Così Thunders ci scuote l’anima: la scultura in resina della nonnina addormentata sotto il suono intenso e ipnotico del temporale, un angolo raccolto nella luce svela la figura minuta che, nel sonno della saggezza, ci riconduce alla potenza di Madre Natura. Le opere in mostra giocano su scale differenti dando un senso di straniamento delle proporzioni: un rollercoaster di emozioni, fra tensione, dolcezza e malinconia, così come i ricordi, grandi e piccoli, affollano il flusso dei pensieri liberi. Oggetti ammucchiati interpellano lo sguardo ad una critica sociale ben più ampia che colpisce per la capacità di ricostruire una storia e suggerire un futuro prossimo, condito di quell’inquietudine e ironia che contraddistinguono la ricerca di Tosi.



In Lunatica la pittura costruisce una visione notturna sospesa in cui anche il paesaggio, come noi, sembra trattenere il respiro. Una grande luna rossa, quasi carnale, domina la scena come un corpo celeste fuori scala, più emotivo che astronomico: incendia il grigiore della casa e la terra scura, portatrice d’un tempo lontano, estraneo all’urgenza dell’uomo. Tutto sembra fermo, eppure carico di tensione. In poche forme essenziali, amministrate con rigore e poesia, la luna, la casa e la terra ci restituiscono un’immagine potente di isolamento e attrazione al tempo stesso.
La scultura, qui più che mai, si rivela capace di fratturare la linearità temporale in un paesaggio che fonde la memoria con la sua anticipazione, generando un paradosso temporale in cui il passato convive con una proiezione del possibile. Il risultato è un immaginario che scuote quando si contempla non tanto ciò che è stato, quanto ciò che potrebbe ancora accadere. Gli oggetti diventano reliquie di un mondo in trasformazione, frammenti di un ecosistema in equilibrio fluido e mutabile. In questo contesto, l’ironia di Tosi emerge come cinica consapevolezza delle contraddizioni umane, della nostra incapacità di dominare o comprendere appieno i processi naturali. La Natura, nelle sue opere non compete con l’umano, guarda semplicemente avanti, ridefinendo ruoli e relazioni. È un’ironia che non deride per semplice divertimento, ma che mette in luce tensioni più profonde: tra scienza e mistero, tra controllo e caos, tra ciclo vitale e dissoluzione. Tips and Thunders è una possibilità a riconsiderare il nostro rapporto con il tempo in uno spazio di pensiero dove passato, presente e futuro si intrecciano in un’unica narrazione visiva, stratificata e potente, capace di risuonare ancora in noi dopo aver lasciato la mostra.

