Il “non-atelier” di Anish Kapoor a Palazzo Manfrin, Venezia

Quella a Palazzo Manfrin è una mostra che si sottrae alle dinamiche e le aspettative commerciali del mercato dell’arte contemporanea; più che celebrare la monumentalità o l’“effetto wow” delle installazioni di Anish Kapoor, l’esposizione trova il proprio centro dell’idea di laboratorio di creazione, di “cantiere perenne”.
Elegy di Gabrielle Goliath: uno spazio d’incontro, amore e desiderio

Gabrielle Goliath presenta una mostra indipendente del suo acclamato progetto performativo a lungo termine Elegy (2015-in corso): un’installazione video multicanale presso la Chiesa di Sant’Antonin nel sestiere Castello a Venezia
Un’altra Biennale, un’altra Venezia

Durante la Biennale è come se un’astronave atterrasse sulla città lagunare trasformandola in un gigantesco luna park di esibizioni, performance, proiezioni e tanto altro.
Canicula e le immagini riflettenti al Complesso dell’Ospedaletto, Venezia

Sviluppati in parallelo, i contenuti e le architetture espositive di Canicula, hanno dato come esito un ‘gioco di specchi’ e riflessioni dove i temi stessi dei video riverberano nello spazio, offrendo così ai visitatori un’autentica esperienza immersiva.
Convivere, oltre il tempo | Con te con tutto, il Padiglione Italia di Chiara Camoni

Chiara Camoni convoca un pantheon di dee ctonie in terracotta, incoronate di fiori e di frammenti di plastica spiaggiata. Con te con tutto è un pellegrinaggio attraverso il tempo geologico, un àbaton dell’Antropocene in cui il divino abita le soglie tra organico e inorganico, all’insegna del dialogo interspecie.
Lo scavo pittorico di Sanya Kantarovsky | “Basic Failure” a Palazzo Loredan a Venezia

Spirituale senza essere trascendentale, il mondo dipinto da Kantarovsky ha a che fare con la profondità del reale, non si eleva ma scava, porta alla luce un’umanità vibrante.
Strange Rules porta in Italia la riflessione sulla Protocol Art | Palazzo Diedo, Venezia

Berggruen Arts & Culture introduce un nuovo ambito di ricerca artistica. Non solo una mostra, ma un campo d’indagine in evoluzione.
Shirin Neshat, Do U Dare!: l’identità come campo di battaglia

In un’epoca dominata dalla rapidità dell’opinione impulsiva, esperienze artistiche come Do U Dare! ricordano che il comprendere davvero qualcosa richiede tempo, esitazione, disagio.
Dove la materia negozia – Conversazione con Polly Staple su Lydia Ourahmane, Venezia e le infrastrutture invisibili.

In 5 Works, Lydia Ourahmane trasforma Venezia in un campo di negoziazioni materiali, dove infrastrutture, oggetti dismessi, lavoro e memoria rimangono sospesi tra visibilità e sparizione.
Padiglione dell’Egitto | Intervista con Armen Agop

“Mi interessa l’aspetto immateriale della materia. Per me, il carattere più affascinante del granito è la sua energia interna: può essere invisibile per alcuni, ma è lì”.