ECHOES. Banquet Gallery

La mostra — una doppia personale di Lamar Robillard e Justin Randolph Thompson — non si comporta come due mostre affiancate. È più simile a quando due persone parlano nella stanza accanto e tu non capisci le parole ma senti il tono, le pause…
Immagini infestate. Ecologie tossiche della fotografia

Il saggio di Sara Benaglia evidenzia la «vitalità opaca della materia», ciò che resta dopo il suo sfruttamento e consumo, la necrosi che «infesta» l’immagine.
Martina Zanin. Every Caress, A Blow | Fondazione Pastificio Cerere, Roma

In mostra le immagini restano ambigue. I ruoli non sono fissi. O forse sì. Ma nell’instabilità dubito. Il pericolo è seducente. Si avvicina lento. In uno spazio domestico.
AUGMENTED IMAGES | Intervista con Gabriele Barbagallo

“Non sento l’esigenza di chiudere forzatamente il mio lavoro in un supporto tangibile; al contrario, credo che la vera natura dell’opera emerga quando il virtuale diventa uno spazio di condivisione collettiva.”
The Island. Versione instabile | Hito Steyerl a Osservatorio, Milano

E’ in corso, negli spazi di Osservatorio – Fondazione Prada, la mostra “The Island” di Hito Steyerl, visitabile fino al al 30 ottobre 2026
Marilisa Cosello. Complex | Spazio contemporanea, Brescia

Complex è un porno politico senza godimento. Pornografia del comando che fallisce. Tensione che non scarica mai. Cosello fotografa corpi che fanno a pugni con la disciplina del mondo.
FO.CO – Exposing Contemporary Photography

Alla Cavallerizza di Brescia, la fotografia come sutura del presente
Nicola Di Giorgio. La deposizione del vuoto | MAXXI, Roma

“La Deposizione del vuoto” si articola come un agglomerato di tre lavori distinti che insieme formano una struttura di senso stratificata, dove la fotografia si innesta nella materia come traccia, prova e residuo.
Generativa | Spazio BACO, Bergamo

Generativa è una mostra sulle potenzialità dell’immaginazione in tempi in cui la realtà è sempre più mediata, sorvegliata, ricreata.
Jess T. Dugan | Look at me like you love me – Guardami come se mi amassi

Look at me like you love me è una sequenza di immagini che non alzano mai la voce. Ogni fotografia è come una canzone silenziosa: guardami come se mi amassi.