SONDA un nuovo format di installazioni sonore per Voce Triennale | Roberto Cuoghi

Il primo appuntamento è dedicato a Roberto Cuoghi che presenta “Šuillakku Corral”, dal 23 al 25 gennaio 2026
Ascoltare la materia | Su Weaving Anni Albers di Alessandro Del Vigna

Lontano dalla retorica espansiva del wide screen, Del Vigna avvolge lo spazio retinico con un incessante lavorio di telai, un fluire materico che si ripete fino all’astrazione e in cui l’innervamento ottico si compie nella purezza dell’immagine riquadrata.
Kounellis e Warhol: Il concetto di Icona | Galleria Fumagalli, Milano

La messa in scena della tragedia umana: la classicità di Jannis Kounellis e il pop di Andy Warhol.
Per lo sguardo, negli sguardi

Itinerari di donne e continenti
Solca Mari Mossi | Disegni di Architettura di Massimo Scolari alla Galleria Antonia Jannone

Il ritorno di Scolari in galleria, dopo oltre trent’anni, non ha nulla del gesto celebrativo. Avviene piuttosto come una riemersione necessaria, quasi una verifica tardiva. Le opere esposte non ricostruiscono un percorso, ma ne espongono le tensioni ancora attive. (English text)
Gianni D’Urso e Giuseppe De Mattia: STORIELLETTE | VOGA Art Project, Bari

Una mostra bi-personale che racconta il presente, senza mai dimenticare il passato, attraverso brevi storie generazionali con uno stile ironico, disincantato e a tratti malinconico.
Architetture di carta e dipinti di luce | Eva Jospin e Claire Tabouret al Grand Palais

Le due artiste francesi si interfacciano con la Storia e l’immaginario europei: un giardino di cartapesta disseminato di architetture effimere va à pendant del ciclo di cartoni per le nuove vetrate di Notre-Dame.
Punctum contra punctum: i riflessi del vivere associati nella mostra al PAC di Milano

Prosegue fino al 8 febbraio 2026, la mostra “INDIA. Di bagliori e fughe”: un’ampia collettiva che esplora le pratiche artistiche dell’India di oggi
Progetto per un diagramma infinito | Laura Grisi alla P420, Bologna

La mostra, dal titolo Endless Diagram, riscopre due serie di dipinti della prima metà degli anni ’60 che si mostrano antesignani di sensibilità poi pienamente sviluppate solo nel decennio seguente: uno sguardo sul cantiere aperto per un diagramma infinito.
La fotografia come traccia e cancellazione. Linda Fregni Nagler alla GAM di Torino

Curata da Cecilia Canziani, la mostra non procede per sviluppo cronologico, ma per risonanze e contrappunti, costruendo un racconto che interroga costantemente il nostro modo di guardare, invitando a cercare nelle immagini le presenze e le assenze.