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John Stezaker, Cross | Kaufmann Repetto Milano

Testo di Davide Pirovano — Stezaker  è uno degli artisti più illuminanti nell’utilizzo della tecnica del collage. Personalità di grande valore nella cultura del dopoguerra nel Regno Unito. Associato al situazionismo, quindi alla tecnica del détournement, ricorda i collage dadaisti, gli scenari surrealisti ed è stato uno dei maggiori influenti sugli YBA. L’artista raccoglie e […]

John Stezaker – Cross – Installation view, kaufmann repetto, milano, 2019 – Courtesy of the artist and kaufmann reppetto Milano / New York – photo credit Andrea Rossetti

Testo di Davide Pirovano —

Stezaker  è uno degli artisti più illuminanti nell’utilizzo della tecnica del collage. Personalità di grande valore nella cultura del dopoguerra nel Regno Unito. Associato al situazionismo, quindi alla tecnica del détournement, ricorda i collage dadaisti, gli scenari surrealisti ed è stato uno dei maggiori influenti sugli YBA. L’artista raccoglie e riesuma frammenti di mondi di altre epoche ormai scomparse, ma che possono aiutarci a leggere la nostra.

L’ossessione collezionistica e archivistica dell’artista lo porta a recuperare un enorme numero di figure. Immagini “rubate” a libri, magazine, cartoline e fermo immagini cinematografici, che l’artista utilizza come strumenti di partenza per costituire le riflessioni visionare sul nostro mondo. L’immagine come readymade, decontestualizzata e ri-contestualizzata in una nuova prospettiva surreale e quasi metafisica, che rivela scenari affascinanti e inquietanti allo stesso tempo.

John Stezaker Fold V 2009 collage 29,7 x 37,2 cm / 11.7 x 14.6 in (unframed) – Courtesy of the artist and kaufmann reppetto Milano / New York – photo credit Andrea Rossetti

La nostra contemporaneità ci mette in una condizione di perenne culto dell’immagine, per questo motivo la rielaborazione raffinata di Stezaker diventa rivelatoria. La sua pratica porta a una sublime collisione della coscienza storica e della cultura mediatica. Quest’ultima inoltre si riversa contro sé stessa rivelandosi infida nel dichiararsi come documento di verità.

Détournement che giustappongono elementi portanti a uno straniamento reciproco. Composizioni che stimolano la mente a osservare meglio quello che ci si presenta davanti a gli occhi. Situazioni che si attraggono e contrappongono a vicenda. Figure antistanti condividono lo stesso spazio di presentazione e la stessa cornice. Disagio e armonia rimbalzano tra la composizione e lo spettatore, sedotto da un’associazione a volte improbabile, ma ormai reale.
L’allontanamento dal contesto originario quasi ci fa dimenticare le vite precedenti che hanno impegnato le figure considerate singolarmente, perché ora vivono una nuova vita. La prima ormai richiede concentrazione e riflessione per essere riportata alla luce, anche se farlo non ripaga, perché l’origine ha perso il suo significato, soppiantato dal nuovo, più attrattivo e rivelatore. L’intervento di Stezaker sulle immagini come object trouvé comporta, per certi versi, anche una dissacrazione del senso originario. Spesso l’immagine primordiale è letteralmente tagliata, violandone l’essenza, dopodiché avviene il montaggio.

John Stezaker – Cross – Installation view, kaufmann repetto, milano, 2019 – courtesy of the artist and kaufmann reppetto Milano / New York – photo credit Andrea Rossetti

La mostra in corso a Kufmann Repetto presenta ben 32 opere dell’artista. Nella prima stanza è esposta la serie Untitled (Africa) iniziata nel 2016, ma con opere anche molto recenti del 2019. In queste composizioni l’artista non giustappone solo due figure apparentemente lontane, ma crea un corto circuito tra la tradizione occidentale e quella africana. La figura figlia della storia europea è definita e percepita attraverso i contorni delle statuette africane, ritagliate ed asportate.

La produzione africana ha condizionato parte dell’arte europea fin dalla sua scoperta, ma l’artista riflette su ciò che ormai è diventata quella reciproca influenza. La fusione è avvenuta, l’occidente si riversa nella tradizione africana e viceversa. Dopo tutto, in una società globalizzata come la nostra, vittima di un capitalismo invadente, la sovrapposizione di diverse tradizioni è ormai prassi che ci accompagna nel quotidiano. Le differenze culturali sono giustapposte come le figure di Stezaker, costrette a condividere ormai un unico spazio, perdendo qualcosa e acquistando qualcos’altro.

Troviamo poi i collage della serie Gothic Portrait, del 2019. La ritrattistica gotica europea si unisce a ritratti di scena degli anni ’50 e ’60, scuotendo la coscienza di chi osserva. Elementi del passato, da due passati differenti e cronologicamente lontani, colludono in un assetto che porta a un’unica e nuova individualità. La nuova “personalità”, fa così emerge la concezione della storia come stratificazione sociale ed evoluzione di una tradizione antichissima. Una sensazione che possiamo ritrovare anche in Fold (IX) (2018), dove uno stile di vita moderno nasconde panneggi e arcate.

John Stezaker Underworld XX 2013 collage 22,4 x 26,7 cm / 8.8 x 10.5 in (unframed) – Courtesy of the artist and kaufmann reppetto Milano / New York – photo credit Andrea Rossetti
John Stezaker – Cross – Installation view, kaufmann repetto, milano, 2019 – courtesy of the artist and kaufmann reppetto Milano / New York – photo credit Andrea Rossetti

In Betrayal (in Pinewood) (2010) e Betrayal XXII (2018) è l’elemento narrativo che è messo in gioco. Più storie si fondono in una sola, che tradisce i contenuti originari e inganna lo spettatore conducendolo a credere a un nuovo racconto.

Nei collage Prophet I e Prophet II, entrambi del 2019, sono i due elementi per eccellenza della storia della raffigurazione a confrontarsi: il ritratto e il paesaggio. La roccia e il viso si sostengono e rafforzano, così da favorire la comprensione dell’essenza autentica della personalità presentata. La tematica del paesaggio e del “ritratto” torna anche in Path IX (2014) e Ghost I (2018). L’unione rivela molto di più della sostanza insita nell’immagine singola, con la messa in luce di sensazioni ed emozioni altrimenti sottintese.

Infine Cross (2019), è il film che conclude il percorso e che dà il nome alla mostra. Il montaggio assembla cartoline raffiguranti interni di cattedrali gotiche, che si susseguono alla velocità di un ventiquattresimo di secondo. L’architettura, elemento statico, si plasma e diventa fluida. Diversi luoghi si fondo in un unico spazio in continuo e perenne movimento, come la vita.

John Stezaker — Cross
30 maggio – 21 settembre 2019
Kaufmann Repetto, Milano

John Stezaker Path IX 2014 collage 20,2 x 25,7 cm / 8 x 10.1 in (unframed) – Courtesy of the artist and kaufmann reppetto Milano / New York – photo credit Andrea Rossetti
John Stezaker – Cross – Installation view, kaufmann repetto, milano, 2019 – courtesy of the artist and kaufmann reppetto Milano / New York – photo credit Andrea Rossetti
John Stezaker Lover I 2013 collage 21,4 x 30,4 cm / 8.4 x 12 in (unframed) – Courtesy of the artist and kaufmann reppetto Milano / New York – photo credit Andrea Rossetti
John Stezaker Prophet I 2019 collage 27,9 x 22,4 cm / 11 x 8.8 in (unframed) – Courtesy of the artist and kaufmann reppetto Milano / New York – photo credit Andrea Rossetti
John Stezaker Fold (IX) 2018 collage 37 x 29,5 cm / 14.6 x 11.6 in (unframed) – Courtesy of the artist and kaufmann reppetto Milano / New York – photo credit Andrea Rossetti