
Tra le calli di Venezia, nei giorni del Carnevale, la galleria Mare Karina si trasforma in uno spazio sospeso, come una festa già iniziata e mai del tutto conclusa. Con la mostra Stage Presence, Alessandro Merlo (Pietra Ligure, 1995), costruisce un ambiente in cui gioco, presenza scenica e fotografia si sovrappongono senza soluzione di continuità. I riferimenti sono molteplici – club culture, moda, teatro, drag, tradizione carnevalesca – ma ciò che emerge è soprattutto una sensazione: le immagini sembrano esistere prima dello scatto, come situazioni già attive nel reale, che la fotografia cattura più che costruire.
Al centro dello spazio, Conciati per le feste appare come un dispositivo lasciato in sospeso. Un grande gioco dell’oca fotografico, privo di vincitori e vinti, fermo nel mezzo di una partita che potrebbe riprendere in qualsiasi momento. Le pedine sono corpi, maschere e figure immerse in un tabellone che non conduce a una fine, ma rilancia continuamente il movimento. Non si tratta di avanzare, ma di attivare relazioni e condividere una scena.
È in questa logica che si inseriscono le otto fotografie presenti in mostra, immagini che non illustrano il gioco ma ne espandono le possibilità. Lo spettatore si trova subito coinvolto in una dinamica di ruolo in A che gioco stai giocando (2023), dove l’inquadratura zenitale trasforma la scena in un tabellone, i corpi in pedine e lo sguardo è chiamato a prendere posizione. La teatralità si fa più esplicita e dichiarata in Drama Club (2018): pose studiate e gesti accentuati abitano una scenografia volutamente artificiale, dove due figure, simili a demoni in latex, spingono l’immagine verso una dimensione grottesca e sensuale.
Ma è nella relazione tra i corpi che il lavoro trova una delle sue tensioni più interessanti. In Siamo coriandoli (2021) la frammentazione non è dispersione, ma condizione di esistenza. I soggetti ritratti si definiscono nella prossimità e nella coesistenza. I “coriandoli” non sono solo un riferimento carnevalesco ma rimandano al nome del collettivo e magazine fondato da Merlo, suggerendo un’idea di identità che è sempre condivisa, mai isolata.


In questo contesto, la maschera smette di essere un dispositivo di occultamento per diventare esposizione consapevole. I corpi si offrono allo sguardo come costruzioni dichiarate, attraversate da una libertà regolata, da una finzione condivisa che non nasconde ma, al contrario, rende visibile ciò che normalmente resta implicito. Così, la fotografia non fissa un momento ma lo trattiene in uno stato di sospensione: ogni immagine è un’apparizione, un evento che, potenzialmente, continua oltre la cornice.
Questa tensione all’espansione si riflette anche nello spazio espositivo. La vetrina esterna prolunga la mostra in una dimensione tridimensionale: maschere, coriandoli ed elementi scenici costruiscono una composizione instabile, fatta di accumuli e rimandi – in particolare alla fotografia Trova le differenze (2023) in cui molti degli oggetti di scena riemergono in questo spazio adiacente alla galleria. Così l’immagine sembra uscire dal piano fotografico per farsi ambiente, mentre lo spazio stesso si comporta come un dispositivo visivo, una sorta di tabellone espanso. Ne deriva una struttura quasi interpretativa, una mise en abyme in cui ogni elemento rimanda a un altro possibile livello di gioco.
Stage Presence non racconta una festa, ma ne attiva le condizioni. Più che documentare il Carnevale, Merlo ne intercetta l’energia diffusa e Venezia, in questo senso, restituisce frammenti di esistenze attraversate da gioco e rappresentazione. Le identità si fanno mobili e il travestimento si manifesta come pratica quotidiana necessaria, prima ancora che performativa. Così le presenze delle fotografie di Merlo continuano a muoversi anche fuori dall’immagine e forse è proprio qui che trovano il loro equilibrio: in una condizione di sospensione attiva, dove tutto è già in scena – e allo stesso tempo ancora sul punto di accadere.
Alessandro Merlo: Stage Presence
Testo curatoriale di Milovan Farronato
Fino al 11 aprile 2026
Mare Karina, Venezia
Cover: Alessandro Merlo, Siamo coriandoli (2021). Exhibition view. Alessandro Merlo: Stage Presence. Mare Karina, Venice. Photo by Tiziano Ercoli. Courtesy the artist and Mare Karina.


