Scott Myles | Quartz Studio a Torino

Con un dipinto site specific che taglia verticalmente lo spazio, una nuova opera su carta di grandi dimensioni dai toni cromatici accesi e una selezione piccoli lavori installati a muro Scott Myles propone, nello spazio di ricerca curato da Francesca Referza, un’inedita riflessione sul ruolo dell’economia nell’arte contemporanea
26 Marzo 2023
Scott Myles, Potential for a Wish (as yet unmade), 2023 – installation views, mixed media – courtesy the artist and Quartz Studio, Turin – photo Beppe Giardino
Scott Myles, Potential for a Wish (as yet unmade), 2023 – installation views, mixed media – courtesy the artist and Quartz Studio, Turin – photo Beppe Giardino

Sono tematiche private, psicologiche ed economiche quelle affrontate dall’artista scozzese Scott Myles (Dundee, UK 1975), ma soprattutto sono riferimenti molto più ampi e inclusivi se associati a una categoria in particolare, come quella dell’artista contemporaneo, che ancora oggi arranca nei confronti della società e di un sistema dell’arte sempre più classista, esclusivo e irriconoscente. 
Dunque, alla base del pensiero, delle forme e del linguaggio minimalista in stile americano che caratterizzano il percorso multidisciplinare di Myles elaborato nel progetto site specific dal titolo Potential for a Wish (as yet unmade), notiamo che nella mostra allestita da Quartz studio emerge una forte componente introspettiva, un rimando continuo alle suggestioni della storia dell’arte, e a un senso di auto-affermazione della propria identità d’artista, in conflitto contro le dinamiche perbeniste di una società borghese e capitalista.
In un processo artistico particolarmente personale Scott Myles ragiona e sceglie di contestare un mondo sbilanciato a favore di pochi, rigido e avaro di diritti e libertà, soprattutto nei confronti di chi opera e lavora nell’arte contemporanea, dominata dal mercato, dalla finanza e dalle lobby di potere.
L’artista pone in discussione e decostruisce visivamente due principi fondamentali del suo operato, come il gioco e la morte, così come Squid game diviene narrazione esasperata di un capitalismo cruento che genera ricchezza per pochi, danneggiando fisicamente e in modo irreversibile gli altri concorrenti, così nei suoi lavori Myles presenta una duplice interpretazione, come nell’installazione site specific intitolata Rope, concepita a parete lungo un asse verticalmente costituito da sei o più tele. 

Scott Myles, Potential for a Wish (as yet unmade), 2023 – installation views, mixed media – courtesy the artist and Quartz Studio, Turin – photo Beppe Giardino

Come leggiamo nel testo in mostra il dipinto rimanda al motivo della corda, pensata sia come un elemento ludico, che ricorda l’albero della cuccagna nella versione francese (o albero di Maggio), che come uno strumento di morte ben teso e legato al collo del condannato; tra gli altri riferimenti che riguardano l’opera troviamo anche quello della colonna tortile o salomonica di chiara funzione rituale e decorativa. La mostra prosegue con un senso di astrazione a cominciare da O O, un nuovo lavoro su carta dalle forme sintetiche e dal colore arancio fluo, qui riconosciamo solo le due ruote di un’automobile, celebrata per il suo senso di fuga da una società industrializzata e machista. 
Da una fuga in strada passiamo a un’idea più concettuale e musicale dello stesso termine, qui per fuga si intende soprattutto una pagina musicale, che fa riferimento a una precisa struttura in pentagramma, a una composizione a intreccio dettata da regole, armonie e sequenze tra soggetto e contro-soggetto. 
Come in uno spartito immaginario Scott Myles posiziona, a diverse altezze, una serie di piccole opere a muro realizzate con dei dollari e quarti di dollaro, deformati, dipinti e schiacciati, creando così un appunto visivo e una partitura ideale che ridisegna lo spazio espositivo in toni critici, materici e gestuali, amplificando una riflessione negativa attraverso lo strapotere del denaro sulla condizione e la natura dell’uomo contemporaneo. 

Quartz Studio, Torino

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