
La quarta edizione di miart 2026 è stata presentata alle Gallerie d’Italia in Piazza della Scala. La manifestazione artistica si rinnova profondamente, con una nuova sede e il jazz come matrice di ispirazione creativa. A introdurre la nuova edizione, New Directions: miart but different – non solo un omaggio all’album di John Coltrane del 1963 ma una vera dichiarazione di intenti – in compagnia di una tela bianca di Robert Ryman, presenti il direttore artistico Nicola Ricciardi, l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi, Michele Coppola per Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, Cristiana Fiorini per Intesa Private Banking e Giovanni Bozzetti per Fondazione Fiera Milano.
“La trentesima edizione di miart si confronta con un mondo complesso, rivolgendosi a modelli come quello giapponese, capaci di adattarsi ai cambiamenti del mercato. Abbiamo scelto di ridurre il numero di gallerie, da 180 a 160, privilegiando un programma più curato, soprattutto nella sezione emergente. La sezione Established vede una forte presenza internazionale e realtà disposte a rischiare e puntare su un solo artista. Centrale è anche il dialogo con il design e con l’immagine in movimento con Andrea Bronzi protagonista. Al secondo piano, la sezione Anthology riflette sul tempo e sulla sua stratificazione, con progetti che attraversano epoche e linguaggi diversi. Miart rafforza il legame con le istituzioni, creando un filo comune con artisti che saranno presenti da noi in fiera e alla Biennale d’Arte di Venezia.” – Nicola Ricciardi
miart 2026, in programma dal 17 al 19 aprile 2026 (preview VIP giovedì 16) nell’Allianz MiCo South Wing, gate 1-2, di Citylife, guarda al jazz non solo come genere ma come metodo e modello fertile per ripensare ambiti culturali come l’arte. Nel jazz ogni musicista esplora il proprio vocabolario, ma deve saper ascoltare gli altri. Il titolo stesso: New Directions: miart, but different suggerisce la possibilità di un cambiamento, dove il valore risiede nella relazione e non nel singolo.
Tre le sezioni: Emergent, Established, Established Anthology: ad accogliere il visitatore al Level 1 | Balcony la sezione Emergent, curata da Attilia Fattori Franchini, cresce con 29 gallerie e un’importante presenza al femminile.
Al Level 0 della South Wing la Ruinart Champagne Lounge – con l’interno animato dalle opere di Tadashi Kawamata – e la storica sezione Established, con 111 gallerie che dialogano su arte moderna, novecentesca, contemporanea, design d’arte e collezioni d’autore.
Tra i presenti: A Arte Invernizzi (Milano), Bortolami (New York), C+N Gallery CANEPARI (Milano-Genova), Cadogan Gallery (Milano-Londra), Galleria Continua (San Gimignano-Pechino-Les Moulins-L’Avana-Roma-San Paolo-Parigi), Galleria Luisa delle Piane (Milano), kaufmann repetto (Milano-New York), MASSIMODECARLO (Milano-Londra-Hong Kong-Parigi), Galleria Poggiali (Milano-Firenze-Pietrasanta), Romero Paprocki (Parigi), SECCI (Milano-Pietrasanta) e tanti altri…



Nella Sala Gold | Level 2, la sezione Established Anthology presenta il racconto di 20 gallerie internazionali incentrato sulla complessità e sulle stratificazioni del tempo contemporaneo. Nello stesso spazio, la VIP Restaurant byCracco nasce con la volontà di offrire una cultura e un’esperienza gastronomica esclusiva, grazie ad Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ed Elle Decor Italia e Kartell per la parte arredi.
ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane contribuisce per il quarto anno consecutivo alla dimensione internazionale di miart, mentre la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura promuove il dialogo tra operatori e stakeholder. Da seguire: A Palazzo Gallery e un dialogo con l’artista Francesco Vezzoli, Nuova Galleria Morone che presenta un progetto curato da Chiara Gatti, Galleria Mazzoleni che porta un focus sulle ceramiche.
“What if” è il leitmotiv che guida il linguaggio audace di miart. Per la prima volta nella sua storia, si affronta l’aspetto sperimentale del video e del film d’artista con Movements: progetto con il St. Moritz Art Film Festival, curato da Stefano Rabolli Pansera, dove verranno presentati 20 film realizzati da artisti rappresentati da 15 gallerie. La rassegna è suddivisa in 5 movimenti: Materia e paesaggio, Voce e traduzione, Spazio ritmico, Coreografia, Ritmo del lavoro. Un attraversamento sonoro e polifonico, dove imparare a vedere, ascoltare e percepire lo spazio abitabile.
Ricciardi, direttore artistico, sottolinea anche: “Milano ha una forza di mettere insieme pubblico e privato e risponde con impegno.”
Tommaso Sacchi, assessore alla cultura, esprime gratitudine per manifestazioni così importanti e rilevanti per la città e per il settore: “miart merita un contesto così lodevole, inserendosi in una città che ha imparato a costruire attorno alle fiere un sistema diffuso e una lingua condivisa. Con miart vogliamo generare un riverbero nel contesto quotidiano, anche alla luce dei dieci anni di Art Week.
L’edizione 2026 si articola in circa 400 iniziative, coinvolgendo istituzioni come la GAM, il PAC, Palazzo Reale, Pirelli HangarBicocca, e rafforzando collaborazioni internazionali, come quella con il New York Times per Art for Tomorrow. Un momento importante sarà il completamento del progetto ArtLine a CityLife, unico parco di arte pubblica in Italia.”
Ancora presente Intesa Sanpaolo, realtà bancaria che si dimostra sempre attenta all’aspetto artistico e culturale del paese. Queste le parole di Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici e Direttore delle Gallerie d’Italia: “Il modello che guida la fiera mette insieme alcune delle principali forze del sistema, dal mercato alle istituzioni. La partecipazione di Intesa Sanpaolo nasce dalla volontà di dare energia al progetto, valorizzando anche le proprie collezioni per contribuire a rendere miart un appuntamento unico. Diventa più semplice lavorare tra soggetti diversi quando esiste un sistema che condivide e sostiene le iniziative. In questo senso, l’arte si conferma un elemento identitario, capace di coinvolgere anche chi opera nel mondo del business, in una dimensione che è al tempo stesso professionale e personale.”




In aggiunta al suo intervento, Cristiana Fiorini di Intesa Sanpaolo private banking: “La partnership con miart prosegue in modo continuativo dal 2018, confermando il nostro interesse per un contesto che ci permette di consolidare il dialogo con i collezionisti, che accoglieremo anche nel nostro stand. L’art advisory è diventato un elemento distintivo della nostra offerta: non solo un titolo, ma un servizio concreto, costruito anche grazie al sostegno della Direzione Arte e Cultura e alle richieste sempre più articolate dei clienti. In questi anni la collaborazione con miart ha favorito momenti di approfondimento che vanno oltre gli aspetti fiscali, toccando temi come il trasferimento e la gestione delle opere. Replicheremo i talk tra venerdì e sabato, affrontando questioni legate alla riforma fiscale e alla valorizzazione delle collezioni, anche attraverso strumenti come il trust. Nel 2026 presenteremo infine la quarta edizione del rapporto Collezionisti e valore dell’arte in Italia”.
Il progetto Standard/Variations di Banca Intesa, curato da Nicola Ricciardi, confronta la pittura con l’evoluzione del jazz negli anni Sessanta, tra Kind of Blue di Miles Davis e le prime ricerche di Robert Ryman e Mario Schifano. Le opere, provenienti anche dalla Collezione Luigi e Peppino Agrati, sono distribuite tra l’area lounge della banca in fiera e il caveau delle Gallerie d’Italia.
Un altro protagonista importante sarà Fondazione Fiera, con il Fondo di Acquisizione istituito nel 2012 dal valore di 100.000 euro. “Grazie a miart e alla Milano Art Week, Milano può affermarsi come una vera capitale internazionale dell’arte, dove la fiera non è solo un evento, ma un’infrastruttura culturale al servizio dei cittadini. Il valore del Made in Italy si riflette nella capacità di coniugare produzione, stile ed eleganza. In questa direzione si inseriscono anche investimenti concreti, come l’acquisizione di opere presenti in fiera e la costruzione di un sistema integrato con il territorio. Un progetto condiviso con le principali realtà locali porterà alla creazione di una piattaforma culturale capace di rendere accessibile e visibile l’intera offerta, con l’obiettivo di rafforzare il valore del sistema culturale nel suo complesso.” — Giovanni Bozzetti
miart collabora con: LCA con il suo Premio LCA Studio Legale per Emergent di 4.000 euro; Premio Herno dal valore di 10.000 euro che verrà assegnato allo stand con il miglior progetto espositivo; il Premio Orbital Cultura – Nexi Group, unico riconoscimento dedicato alla fotografia, insieme al Premio Matteo Visconti di Modrone; SZ Sugar miart commission; Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e Giovani Artisti con l’acquisizione di un’opera di un emergent artist o mid-career da donare al Museo del Novecento di Milano; Archivorum Publication Award per miart, premio dal valore di 20.000 euro, che vedrà realizzare collaborare l’artista vincitore con un editore selezionato alla realizzazione di un progetto editoriale. Il tema jazz è arricchito dalla presenza di Radio Monte Carlo, official radio di miart 2026.
Per la prima volta, inoltre, grazie al Premio Massimo Giorgetti, fondatore del brand moda MSGM, che sponsorizza l’opera visibile all’ingresso, ci sarà un’opera a muro a componente video, realizzata da Alessandro Di Pietro (Messina, 1987), dal titolo Buena Vista.
miart 2026 non si limita a cambiare direzione: prova a cambiare ritmo. Il punto non è arrivare a una forma perfetta, ma provare a riscrivere il modo di relazionarsi con il pubblico e con un presente sempre più aperto all’incertezza.





