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La sensibilità cromatica a tinte forti di Nicolas Party al Masi di Lugano

Testo di Elena Bordignon — L’idea del volto, l’idea del paesaggio, l’idea degli oggetti. Nicolas Party non ritrae la realtà, le persone, la natura, bensì l’idea che ne ha. Questa prassi ricorda, immancabilmente, il processo compiuto da Paul Cézanne quando, nelle tele, compiva la sintesi della realtà, una sua calibrata rigenerazione. L’artista nato a Losanna […]

Testo di Elena Bordignon —

L’idea del volto, l’idea del paesaggio, l’idea degli oggetti. Nicolas Party non ritrae la realtà, le persone, la natura, bensì l’idea che ne ha. Questa prassi ricorda, immancabilmente, il processo compiuto da Paul Cézanne quando, nelle tele, compiva la sintesi della realtà, una sua calibrata rigenerazione. L’artista nato a Losanna nel 1980, utilizza i generi pittorici e la pittura in generale, senza complessi di inferiorità nel confronti della ‘storia dell’arte’, che anzi Party cita e utilizza con rispetto e intelligenza. E di fatto riferimenti a pittori precisi o movimenti artistici nella sua ricerca non mancano. 

“Possibilità di rappresentazione, mappe compositive e tecniche sono studiate ed esplorate in profondità con occhio democratico e senza componenti pregiudizionali, un’attitudine che spiega parzialmente come l’arte di Party, nonostante la regolarità e la semplicità che paiono contraddistinguerla a una visione superficiale, sia invece ricca di imprevisti e riferimenti mai scontati, dove il derivatismo è in realtà citazione intelligente e l’immediatezza è il risultato di un lungo processo analitico volto a stabilire un filo diretto con quella stessa storia dell’arte che in lui insiste a manifestare la sua presenza senza tuttavia assumere un ruolo dominante.” Chiarisce perfettamente la natura combinatoria e citazionista che sta alla base delle pratica di Party, Michele Robecchi nell’approfondito testo del catalogo prodotto in occasione della mostra dell’artista, Rovine ospitata al Museo D’Arte della Svizzera italiana MASI a Lugano (fino al 9 Gennaio 2022 – Catalogo Edizioni Casagrande). L’artista ha più volte dichiarato che è confortevole  spaziare in quelli che sono i generi della storia dell’arte: il ritratto, il paesaggio e la natura matura.
In mostra a Lugano, la stessa struttura della mostra è ideata seguendo appunto la suddivisione in generi. Nella grande sala espositiva interrata del MASI, l’artista ha concepito un’imponente architettura a pianta centrale, suddivisa in cinque grandi ambienti dedicati rispettivamente ai vari generi. Una ripartizione marcata anche dal colore della pareti: la sala centrale è di colore rosso intenso e ospita la selezione di ritratti datati dal 2013 ai più recenti del 2020; la prima e ultima stanza si caratterizzano per un tenue lilla e ospitano paesaggi e nature mature.

Nicolas Party – Rovine, MASI Lugano. Veduta dell’allestimento. Foto Annik Wetter © Nicolas Party
Nicolas Party – Rovine, MASI Lugano. Veduta dell’allestimento. Foto Annik Wetter © Nicolas Party

Discorso a sé le due stanze laterali, che si distinguono per le dimensioni più piccole e per l’abbassamento del soffitto a falde spioventi. Questi spazi sono interamente ricoperti da un’elaborata decorazione di finto marmo – realizzato in collaborazione con Sarah Margnetti – che crea l’atmosfera che solitamente percepiamo nelle cripte o nelle anguste stanze di un tempio antico. La luce, i forti contrasti cromatici, le decorazioni a semicerchi che caratterizzano il tetto spiovente, accentuano la potenza e suggestione dei quadri che Party ha allestito in questi ambienti, dedicati alla rappresentazione di grotte, formazioni rocciose, ambienti naturali con grandi sassi e pietre. Le cromie antinaturalistiche – le formazioni roccioso sono azzurre e blu, le caverne sono di un rosso acceso accostato ad un bianco luminoso – fanno di questi ambienti una sorta di scenografie teatrali dalla struttura molto semplice ed elementare. 
Anche nei ritratti la dominante cromatica è molto forte e anti-naturale. Le epidermidi vanno dal verde pastello al beige, dal rosa intenso all’arancione. Tutti i volti, ripresi per lo più di tre-quarti (palese citazioni dai ritratti rinascimentali), hanno uno sguardo intenso e fisso. Ci guardano con fermezza, senza ammiccamenti, senza sorrisi, direi quasi senza empatia. 
Bisogna sottolineare la genesi di come l’artista si è cimentato con questo genere. In un saggio in catalogo, l’artista rivela che il quadro di Picasso Tete de femme del 1921, è stato “il punto di partenza per tutti i volti che ho realizzato da quel momento in poi”. Uno colpo di fulmine, dunque, tra Party e il grande pittore francese che, in questo dipinto del ’21 immortala il volto di una donna con toni classicisti con riferimenti alla statuari antica. 
Party digerisce l’insegnamento di Picasso dando vita a una lunga serie di ritratti dalla fisionomia androgina, privi di connotazioni individuali che si stagnano su sfondi spesso dalle forti crome che accentuano ancor di più l’innaturalità  delle epidermidi. Questo aspetto è dettata dalla stessa tecnica del pastello che l’artista stende anche grazie a rapidi e sapienti movimenti delle dita sulle tele. 

Nicolas Party – Rovine, MASI Lugano. Veduta dell’allestimento. Foto Annik Wetter © Nicolas Party
Nicolas Party, Portrait, 2020, Pastello morbido su tela, 170 x 150 cm, collezione privata, Foto Adam Rech © Nicolas Party

Alla vivacità ed esuberanza cromatica degli ambienti esterni, si contrappongono i toni scuri degli ambienti esterni. La scelta coloristica cade nel viola scuro che percorre tanta parte dell’architettura esterna. Si interrompe nelle quattro grandi pareti che completano le strutture esterne del ‘tempio’.
Qui si svela anche il significato dell’intera mostra. Quattro grandi pareti ospitano i dipinti murali a pastello realizzati da Party nell’arco di tre settimane nel mese di giugno 2021. Party trae ispirazione da quattro dipinti di Arnold Bocklin, il pittore svizzero che ebbe un ruolo determinante nel Romanticismo e nel nascente movimento simbolista. 
Le grandi rovine immortalate da Party con una ridotta scala cromatica che va dal bianco al nero, mostrano ruderi diroccati, pareti crollate, intonaci scrostati e tetti divelti: scenari decadenti e desolati, e al tempo stesso monumenti alla precarietà dell’uomo sulla terra. Prova di questa fragilità sono i quattro pastelli che l’artista ha installato al centro dei quattro dipinti murali. Fanno parte della serie Creases e ritraggono dettagli di corpo ispirati a disegni preparatori di Bronzino per il grande affresco del Martirio di san Lorenzo a Firenze. Pieghe, grinze, anfratti: i corpi diventano delle forme astratte che, data la scelta del colore quasi violaceo e la presenza di mosche e insetti, sembrano spoglie in decomposizione. 

Oscillando tra fantastici viaggi verso luoghi immaginifici – penso ai paesaggi ma anche alla vivacità delle nature morte, caratterizzate da frutte e verdura dai colori sgargianti – e scenari decadenti dell’esterno, Nicolas Party sembra raccontarci le tante sfaccettature della natura umana, la sua complessità e contraddittorietà. Tutto, però, ammantato di profonda e sapiente bellezza.

Nicolas Party – Rovine, MASI Lugano. Veduta dell’allestimento. Foto Annik Wetter © Nicolas Party
Nicolas Party, Creases, 2021, Pastello morbido su carta da pastello, 99,5 x 79,5 cm, Fillistorf Collection, Zurigo, , Foto Adam Rech © Nicolas Party.
Nicolas Party nel suo atelier, Foto: Axel Dupeux, Courtesy dell’artista e Hauser & Wirth © Nicolas Party