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A Mestre apre MUVEC, la nuova casa dell’arte contemporanea

A Mestre prende forma un nuovo spazio che non si limita a esporre arte, ma prova a ridefinire il modo in cui una città si racconta attraverso il presente.
MUVEC – Casa delle contemporaneità, Mestre- Foto Nico Covre

Un museo come spazio urbano e sociale

A Mestre, dove il 25 aprile 2026 ha aperto ufficialmente MUVEC – Casa delle Contemporaneità, nuovo museo promosso dalla Fondazione Musei Civici di Venezia. Non un semplice spazio espositivo, ma un progetto che ambisce a ridefinire il rapporto tra città, pubblico e produzione culturale contemporanea.

Il museo nasce all’interno degli spazi Muve del Centro Culturale Candiani, completamente ripensato sia dal punto di vista architettonico che concettuale. Il risultato è un’istituzione distribuita su due livelli, con un percorso permanente e ambienti dedicati alle mostre temporanee, pensati per dialogare tra stabilità e sperimentazione. Un dispositivo culturale più che un contenitore, che prova a interrogarsi su cosa significhi oggi essere “contemporanei”. MUVEC non si limita a esporre opere. Il progetto insiste sulla dimensione pubblica e partecipativa, immaginando il museo come uno spazio attraversabile e inclusivo. L’architettura stessa, con il nuovo ingresso su piazzale Candiani, la passerella sopraelevata e gli ambienti di accoglienza, costruisce un dialogo diretto con la città, rendendo visibile ciò che accade all’interno.
In questa prospettiva, il museo si inserisce in un sistema più ampio di infrastrutture culturali che stanno trasformando Mestre in un vero distretto del contemporaneo, tra nuovi spazi, archivi, atelier e progetti in corso di sviluppo. Una strategia che punta a spostare il baricentro culturale, riconoscendo alla terraferma un ruolo sempre più autonomo e dinamico.

MUVEC – Casa delle contemporaneità, Mestre- Foto Nico Covre

La collezione: dal dopoguerra a oggi

Il cuore del progetto è la collezione permanente, costruita a partire dalle raccolte civiche di Ca’ Pesaro e articolata secondo tre direttrici tematiche: Ricostruzione, Costruzione, Decostruzione. Non una sequenza cronologica, ma un racconto per tensioni e trasformazioni. A scandire questo percorso sono presenti anche presenze emblematiche: dalle tensioni materiche di Emilio Vedova alle riflessioni concettuali di Joseph Kosuth, fino alle ricerche immersive di Bill Viola, in un dialogo che attraversa epoche e linguaggi lasciando intravedere la ricchezza e la varietà della collezione.
Dalla necessità di rifondare un linguaggio dopo la guerra, alle ricerche sulla forma e sullo spazio, fino alle pratiche più recenti che mettono in crisi i codici stessi dell’opera, il percorso attraversa il secondo Novecento e arriva all’attualità. Informale, Spazialismo, Arte minimal e pratiche contemporanee convivono in un dialogo che mette insieme figure internazionali e artisti legati al territorio, restituendo una geografia complessa e stratificata.
A emergere è soprattutto una doppia lettura: da un lato Venezia e il suo ruolo nelle traiettorie artistiche globali, dall’altro la terraferma e la sua evoluzione urbana e sociale. Corpo, materia e città diventano così le chiavi per leggere un racconto che è insieme storico e profondamente attuale.

MUVEC – Casa delle contemporaneità, Mestre- Foto Nico Covre

Mostre, programmi e prossimi appuntamenti

L’apertura è stata accompagnata da un fine settimana a ingresso gratuito (25–26 aprile), pensato come momento di restituzione pubblica e primo contatto con gli spazi. Già dal 24 aprile il terzo piano ospita la collettiva del Premio Mestre di Pittura, mentre il programma espositivo guarda avanti.
Dal 26 settembre 2026 è attesa una mostra dedicata a Gustav Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka, messi in relazione con pratiche contemporanee che indagano il corpo come dispositivo espressivo e politico. Un confronto che attraversa il Novecento e arriva al presente, coinvolgendo artisti come Vanessa Beecroft e Marlene Dumas. Parallelamente, il museo attiva una serie di progetti educativi e partecipativi, tra workshop, pratiche performative e dispositivi interattivi che trasformano la visita in esperienza attiva. Non solo fruizione, ma costruzione condivisa di significati.
Con MUVEC, Mestre non inaugura soltanto un nuovo museo: apre un laboratorio che prova a raccontare il contemporaneo a partire dalla città stessa, dalle sue trasformazioni e dalle sue comunità. Una scommessa culturale che guarda al futuro, ma che trova nel presente il suo terreno più fertile.

MUVEC – Casa delle contemporaneità, Mestre- Foto Nico Covre