Giovedì 21 maggio alle ore 20:30, Le Testament d’Orphée torna sullo schermo del Cinema Godard, Fondazione Prada, in occasione della mostra The Second Shadow. Dozie Kanu Mirroring Marc Camille Chaimowicz, curata da Rita Selvaggio con il supporto di Giulia Civardi, in corso presso Fondazione ICA Milano fino al 23 maggio.
Nel 2003, durante la prima installazione di Jean Cocteau…(2003 -2014) di Marc Camille Chaimowicz alla Norwich Gallery, il film venne proiettato come parte integrante dell’opera stessa: non semplice proiezione, ma soglia, condizione d’ingresso, dispositivo di attraversamento.
Questa proiezione ritorna oggi dentro quella stessa costellazione.
The Second Shadow. Dozie Kanu Mirroring Marc Camille Chaimowicz nasce come un attraversamento tra due pratiche che non si riflettono mai in modo diretto, ma per slittamenti, echi, rifrazioni. Più che una mostra sul rapporto tra due artisti, è uno spazio abitato da presenze che continuano a transitare tra oggetti, suoni, immagini e memorie. Una seconda ombra non duplica mai il corpo da cui proviene: ne prolunga piuttosto la vibrazione, il ritardo, la persistenza.
Rivedere Le Testament d’Orphée non significa voltarsi indietro, ma entrare in un’immagine che conosce già la propria sopravvivenza. Un’immagine che continua a muoversi anche dopo la fine, come una luce che tarda a spegnersi dentro gli occhi.
Cocteau definì il film un “documentaire de faits irréels”, un documentario di fatti irreali: un luogo in cui le apparizioni non confermano il reale, ma lo incrinano lentamente dall’interno.
E forse tutto il cinema di Cocteau rimane custodito dentro una frase pronunciata da Orphée nel film omonimo del 1950:
«Les miroirs sont les portes par lesquelles la Mort va et vient.»
(Orphée, 1950)
Gli specchi non riflettono soltanto. Attraversano. Trasportano. Aprono un varco tra il visibile e ciò che continua a sopravvivere nell’ombra.
Forse è proprio questo che il film continua ancora oggi a custodire: non una conclusione, ma un passaggio.
Buona visione!
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