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Jason Dodge e la mostra in divenire alla Barbati Gallery | Venezia

Un percorso che si costruisce giorno dopo giorno, dove diversi artisti entrano in scena e dialogano tra loro e con lo spazio, generando un’esperienza percettiva unica.

Barbati Gallery – Jason Dodge with Yvo Cho, Keta Gavasheli, Megan Plunkett, Merry Alpern, Felice Tosalli show curated by Luca Lo Pinto ©Nicola Morittu

La mostra alla Barbati Gallery di Venezia – il cui titolo completo elenca tutti gli artisti coinvolti e che per praticità non verrà riportato per esteso – si presenta come un dispositivo percettivo più che come un’esposizione tradizionale. Il progetto si attiva grazie alla figura di Jason Dodge che, nel corso della mostra, verrà progressivamente affiancato da diversi artisti tra cui Yvo Cho, Keta Gavasheli, Megan Plunkett, Merry Alpern e Felice Tosalli. In questo modo, Dodge non rimane autore unico ma diventa il fulcro sensibile attorno a cui ruotano le altre pratiche.
La ricerca di Dodge, costruita su gesti minimi, sottrazione e una tendenza a evitare le situazioni fisse, si manifesta attraverso tracce e oggetti ripresi dalla quotidianità: nella sala al piano terra si viene accolti da una distesa di piume e elementi artificiali, quasi a ricreare un ambiente di lavoro ma che mantiene però un lato rasserenante, simile a quello di un nido. Salendo nelle stanze del piano superiore, oltre agli interventi di Dodge, si incontrano le delicate interferenze spaziali degli altri artisti. Tornano le piume, questa volta però, inserite nelle prese della corrente; luci lampeggianti, teli di plastica posizionati in modo da deviare il percorso dei visitatori e colature di vernice bianca sulle pareti e pavimenti del palazzo; elementi che suggeriscono le continue trasformazioni in atto.

Barbati Gallery – Jason Dodge with Yvo Cho, Keta Gavasheli, Megan Plunkett, Merry Alpern, Felice Tosalli show curated by Luca Lo Pinto ©Nicola Morittu

Non sono solo operazioni decorative ma creano relazioni sottili tra i lavori, suggerendo corrispondenze tra il gesto minimale di Dodge e le manipolazioni di spazio, luce e suono degli altri artisti.
Questo ingresso differito scandisce il ritmo dell’ambiente e introduce una dimensione temporale non lineare: le opere appaiono, sostano e svaniscono, influenzando continuamente la percezione del pubblico. La mostra invita a “stare”: crea uno scenario che richiede attenzione, tempo e la disponibilità a sospendere l’interpretazione immediata. Il significato non emerge grazie a un enunciato comune ma nasce dall’incontro silenzioso tra le opere e dal modo in cui il visitatore le osserva. 
In questo spazio rarefatto – e apparentemente incompleto – l’attenzione viene privilegiata e la percezione diventa una vera e propria forza creatrice. Così, il progetto curatoriale di Luca Lo Pinto si sviluppa a partire da affinità condivise, intuizioni parallele e sensibilità che attraversano pratiche e temporalità distanti: accanto alla figura di Jason Dodge, artista statunitense, si collocano Yvo Cho, artista contemporaneo attivo tra Corea del Sud e scena internazionale, e Keta Gavasheli, giovane artista georgiana.

Barbati Gallery – Jason Dodge with Yvo Cho, Keta Gavasheli, Megan Plunkett, Merry Alpern, Felice Tosalli show curated by Luca Lo Pinto ©Nicola Morittu

A questi si affiancano Megan Plunkett e Merry Alpern, entrambe legate al contesto statunitense tra la fine del Novecento e oggi, mentre la presenza di Felice Tosalli – artista italiano attivo tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento – introduce una distanza storica più marcata.
Ciò che emerge è una mostra fatta di vicinanze e analogie che si intensificano proprio grazie alla distanza – temporale, linguistica, mediale – tra gli artisti. Lo spazio espositivo diventa così un campo modellato da adiacenze, tensioni e anche contrasti.
La mostra si configura, quindi, come un esercizio di attenzione: un invito a rallentare e a riconoscere che il significato non è solamente un dato descrittivo ma si costruisce attraverso la relazione sottintesa tra le opere e grazie allo sguardo di chi le osserva.

Barbati Gallery – Jason Dodge with Yvo Cho, Keta Gavasheli, Megan Plunkett, Merry Alpern, Felice Tosalli show curated by Luca Lo Pinto ©Nicola Morittu