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Tenderness. L’intimità di un abbraccio nei disegni di Isabella Ducrot

Testo di Francesco Ricci — Il gesto dell’abbraccio amoroso sembra realizzare per un momento, il sogno di unione totale con l’essere amato.Nei sei disegni su carta giapponese della serie Tenderness, Isabella Ducrot sembra incarnare alla perfezione le parole del filosofo francese Roland Barthes. Le figure infatti si uniscono in abbracci in cui i corpi sembrano […]

Testo di Francesco Ricci

Il gesto dell’abbraccio amoroso sembra realizzare per un momento, il sogno di unione totale con l’essere amato.
Nei sei disegni su carta giapponese della serie Tenderness, Isabella Ducrot sembra incarnare alla perfezione le parole del filosofo francese Roland Barthes. Le figure infatti si uniscono in abbracci in cui i corpi sembrano sciogliere i confini che li separano fino a contaminarsi a vicenda.

Il corpo […] si stringeva così teneramente a lei, e con tale bontà, che essa si sentiva riposare in lui come lui in lei, più niente in lei si muoveva, neanche il suo fulgido desiderio, scrive Robert Musil nell’Uomo senza qualità, parole che sembrano un’ipotetica didascalia delle scene rappresentate.

Tenderness, tenerezza, deriva dal verbo latino tenere, abbracciare, sostenere.
Nello spazio di quegli abbracci abita un’intimità che Isabella Ducrot riesce a rendere quasi tangibile. Nelle opere attraverso un linguaggio di gesti ripetuti, l’artista sembra voler recuperare quell’entità molteplice dell’essere umano che non può prescindere dal contatto con l’altro. Perché nei suoi disegni Ducrot sembra dirci che l’intimità che si manifesta attraverso quei gesti teneri è una condizione possibile solo se condivisa.

Le sei opere nuove della serie, in mostra alla galleria T293 a Roma, fino al 6 Marzo, sono state esposte in occasione del lancio del libro di Isabella Ducrot, Profusione (Les Presses du Réel, 2025). Il volume raccoglie settanta opere dell’artista su diversi supporti, collage, disegni su carta e assemblaggi tessili, realizzate tra il 2016 al 2024, in occasione dell’omonima mostra al Consortium Museum di Digione, curata da Franck Gautherot e Seungduk Kim.

Tenderness, Isabella Ducrot – Installation view – Courtesy T293, Roma – Foto Eleonora Cerri Pecorella

Profusione – come ha ricordato da Nicoletta Tiliacos che insieme a Matteo di Castro ha presentato il libro il 20 Febbraio alla T293 – è molto di più di un catalogo. Il volume infatti è ricco di immagini e testi critici, con saggi e contributi oltre che dei due curatori, di Verena Lueken, Tobias Pils, Tschabalala Self, Andrea Viliani e Miranda Fengyuan Zhang. Ma soprattutto è un libro che intende ragionare sulla ricerca di Ducrot alla luce dei temi fondamentali per la poetica dell’artista quali la materialità, memoria, durata, e il rapporto tra la donna e il desiderio.

Artista e scrittrice, Isabella Ducrot, all’anagrafe Antonia Mosca, nasce a Napoli nel 1931. il suo percorso artistico parte dal profondo amore per le stoffe e per i tessuti di cui è anche una grande collezionista. Nei suoi numerosi viaggi in Europa Orientale e soprattutto attraverso l’Asia,  in Afghanistan, in India e in Cina, ha raccolto un ricco patrimonio, fonte costante di ispirazione.
Tessere è umano, scrive Patrizia Cavalli a proposito della pratica della Ducrot.

La tessitura infatti è una delle prime espressioni artistiche dell’uomo attestata fin dal Neolitico. Proprio partendo dall’intreccio di trama e l’ordito l’artista cerca di rendere visibile, l’invisibile, quel “soffio” che attraversando i materiali e i supporti li anima, rendendoli vivi.
Nei suoi disegni, nei suoi collage, l’amore per la materia, che sia stoffa o carta, guida la Ducrot alla scoperta di “quell’architettura originaria” specchio delle emozioni e dei sentimenti umani.
Puoi fare Il disegno di due persone innamorate, ma non sempre la tenerezza esce fuori. Io provo a far emergere la tenerezza.