
Testo di Giulio Fonseca —
Specific, nel cuore di BiM, inaugura il suo programma 2026 dedicato all’arte contemporanea con Incarnato, prima di tre mostre che si svolgeranno nel corso dell’anno. La curatela di Davide Giannella chiama Beatrice Favaretto e Andrea Pozzato a riflettere sul corpo come mezzo di tensione, relazione e trasformazione.
L’esposizione si svolge da Specific, all’interno dell’ecosistema BiM (Bicocca incontra Milano), progetto di rigenerazione urbana nel quartiere Bicocca, che negli ultimi anni ha integrato un programma culturale e artistico in un contesto in principio destinato allo studio, con l’Università di Milano-Bicocca, e al lavoro.
Fondato nel 2023 da Patrick Tuttofuoco, Andrea Sala, il regista Nic Bello e dalla food designer Alessandra Pallotta, Specific si inserisce come piattaforma di confronto e sperimentazione, un contributo reale ad alimentare e rafforzare la scena artistica contemporanea di Milano.
Il titolo, Incarnato,richiama la carne umana e la sua rappresentazione visiva, più che alla sua dimensione anatomica, proseguendo il percorso di Specific: l’arte contemporanea come dispositivo che possa inserirsi in ambienti prettamente lavorativi, stimolando dibattiti culturali anche in luoghi non sempre di immediato accesso. In questa dimensione di interrogazione tra corpo reale e rappresentato, Beatrice Favaretto (1992) e Andrea Pozzato (1971) dialogano con risultati interessanti.
Favaretto indaga l’ambiguità del visibile, attraversando linguaggi che spaziano dal cinema alla fotografia, alla cultura pop, interrogando i meccanismi attraverso cui desiderio, potere e immaginario si diffondono con le immagini. Pozzato sviluppa una pratica più corporea: con penna BIC e pennarelli su fogli A4 crea segni che, tra gioco e ironia, ridefiniscono come un essere umano abita e si misura con la vita.
In Piss Fountain Favaretto accosta idoli del cinema porno e persone lontane dal mondo della pornografia, eliminando la barriera tra il corpo spettacolarizzato di un performer professionista e quello quotidiano. L’artista si confronta su immagini che circolano a grande velocità. Recuperandole e ricontestualizzandole nello spazio espositivo, le sottrae alla logica del rapido consumo per adattarle ad un tempo di visione più lento.





Pozzato, invece, procede attraverso il segno e le associazioni mentali. In Disegni 2006-2008 la presenza umana deve essere decifrata. La visione all’apparenza tracciata da un infante si muove seguendo il ritmo dell’alfabeto Morse, coinvolgendo l’inconscio prima ancora della razionalità. La fisicità viene osservata in molte declinazioni.
Il punto di forza dei due artisti è la capacità di democratizzare questo universo che rimane volutamente aperto ed esposto al pensiero critico. In alcuni momenti, l’apertura e la relazione tra le opere appare più suggerita che pienamente sviluppata, lasciando allo spettatore il compito di colmare le distanze tra le due pratiche. Un aspetto che non rappresenta un limite, ma al contrario un segnale della natura sperimentale del programma portato avanti da Specific, in un contesto nato per far coesistere le dimensioni lavorative, commerciali e culturali. Sottolinea il curatore Giannella: «Incarnato invita a stare nelle domande, ad elaborare anziché rimuovere per abitudine o convenienza.»
Il primo progetto del 2026 funziona come un primo gesto programmatico: interroga il modo in cui le immagini, i gesti e le presenze fisiche continuano a ridefinire la nostra esperienza dell’ambiente contemporaneo che abitiamo. L’allestimento segue il principio di scoperta. Il rivestimento in eco-pellame e la suddivisione in tre nicchie, simili a piccole camere rivelatorie, accompagnano il pubblico a cercare le opere e ad osservarle da molto vicino per coglierne la loro evoluzione narrativa.
Le altre due mostre curate sempre da Davide Giannella saranno: Paper/Midwestern Ocean con protagonista Gianni Pettena – fondatore a fine anni ’60 a Firenze del movimento “architettura radicale” insieme a Superstudio, Archizoom e UFO – che sarà presentata ad aprile durante la Milano Art Week, e Should I Stay or Should I Go?!, collettiva in programma a settembre.
Con questo primo passo, temi come sessualità, genere, intimità non vengono affrontati per offrire risposte definitive, ma per stimolare la mente a prendere posizioni consapevoli, e invitare l’osservatore a misurarsi con gli aspetti critici dell’immagine nel presente. Specific, un laboratorio vivo, di aggregazione, dove l’arte è il fulcro di ogni discussione. E Incarnato è uno spazio di partecipazione critica attiva, in cui il pubblico è co-autore del senso dell’opera, che lavora sul concepire la fruizione artistica in una modalità più riflessiva.






