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La pittura come ponte tra mente e materia: Imogen Allen alla Galleria Monti8, Roma

“… Cerco di comunicare l’energetico scambio tra noi umani e il mondo naturale e organico…”, Imogen Allen
‘Windsong’ 41 x 46 cm, Oil on canvas, 2026

In occasione di Contemporanea-Roma Gallery Weekend che si è svolta nel secondo fine settimana di maggio, la Galleria Monti8 ha presentato Echo, prima personale in Italia di una giovane artista inglese, Imogen Allen (1997). 

Nata in Cornovaglia, dove vive e lavora, Imogen Allen ha già esposto a livello internazionale. La sua è una ricerca che muove da uno stretto legame con la natura, un legame profondo sviluppato fin dall’infanzia e coltivato attraverso residenze vissute in luoghi in cui la natura selvaggia è prepotente, come l’Australia e la foresta brasiliana. Attenta osservatrice, l’artista è affascinata dalle forme dei licheni, dalla struttura delle piume, dai colori degli insetti, dai segni lasciati dalle gocce di pioggia, poi raccoglie queste immagini e le indaga attraverso la pittura. 
Ma questo è solo un punto di partenza, il suo interesse, infatti, non è creare un racconto o ritrarre un soggetto ma andare oltre la narrazione per stimolare il nostro subconscio attraverso l’elaborazione delle forme che vede in natura, per esplorare la relazione emozionale che la pittura può esercitare. 
Dipinge en plein air ma ama anche utilizzare il mezzo fotografico con il quale realizza un archivio personale di immagini a cui poi attinge per il suo lavoro. Le fotografie vengono elaborate, i particolari ingranditi fino al massimo consentito, queste forme diventano poi sulla tela soggetto delle sue pitture. 
“…Nelle sue opere il vedere si trasforma in ascolto – sottolinea nel testo che accompagna la mostra romana – affinché ogni pittura si unisca alle altre fino a comporre echi di un’unica grande sonorità…” ed è proprio con questo atteggiamento aperto, di ascolto, che siamo invitati a porci nell’osservare le opere dell’artista britannica.  

Imogen Allen, Echo, 2026. Monti8. Installation view by Giorgio Benni
Imogen Allen, Echo, 2026. Monti8. Installation view by Giorgio Benni

Nello spazio della Galleria sono allestite due serie di opere. La prima presenta tele di dimensioni diverse, anche molto piccole, in cui sono protagoniste le ali di farfalla, soggetto che ha catturato l’attenzione di Imogen Allen in questo ultimo periodo. L’artista indaga la struttura delle ali, con un punto di vista ravvicinato e sgranato, ne scompone i contorni, fino a rendere il soggetto iniziale non riconoscibile, lasciando spazio alla suggestione che le linee indefinite creano in chi guarda. È come se l’artista volesse esplorare queste forme nella loro essenza, andando oltre il percepito, invitando lo spettatore ad immergersi in questa sua ricerca.
Utilizza colori brillanti, tirati fino all’estremo per realizzare una superficie liscia e lucida. Colori che si modificano e cambiano rispetto a quelli reali, seguendo lo stato d’animo dell’artista stessa. Se vediamo una tela blu (Wing, 2025) non è scontato che quelle ali fossero nella realtà ali blu, ma l’elaborazione e il processo creativo le hanno trasformate.
La seconda serie è composta di quattro tele in cui l’indagine si spinge ancora più in profondità fino ad arrivare ad osservare parti interne del corpo umano partendo da ecografie (Within,2026). Stupisce sapere quale è l’origine di questi lavori, ma ancora di più colpisce vedere come, seguendo lo stesso processo creativo esse diventino composizioni fluide e astratte, vibranti campiture che vanno dall’arancione al rosa che catturano l’attenzione di chi guarda.

Una ricerca artistica interessante e suggestiva, che porta la forma a disgregarsi fin quasi a scomparire per dare spazio a sensazioni più profonde. Ad un primo sguardo può essere difficile andare oltre al soggetto che si vede ma lasciandosi trasportare dalle tinte accese e sfumate, si può arrivare a percepire quella connessione ricercata dall’artista: “…Il mondo naturale è il mio soggetto scelto perché sento che è lì che sentiamo la qualità più profonda del nostro essere…” (Imogen Allen)

La mostra è ancora in corso in galleria fino al 30 giugno 2026.

Cover: Imogen Allen, Echo, 2026. Monti8. Installation view by Giorgio Benni

Imogen Allen, Echo, 2026. Monti8. Installation view by Giorgio Benni
Imogen Allen, Echo, 2026. Monti8. Installation view by Giorgio Benni