Ibrida Festival 2022 | Intervista con i curatori

"Abbiamo deciso di occuparci nello specifico di identità digitale perché il nostro festival, di arti intermediali, è nativo digitale e gli artisti che ne fanno parte lo impiegano in varie discipline musicali, performative o installative. Il digitale è un vero e proprio modo di pensare e di essere, di scomposizione e ricomposizione del reale. "
12 Settembre 2022
Francesca Fini_installazione AR_THE READING, TILL THE END OF THE WORLD
The gleaners, and_ ritual for signaled bodies – Benjamin Rosenthal + Eric Souther

Per Francesca Leoni e Davide Mastrangelo, curatori di Ibrida Festival, non c’è arte intermediale senza digitale. È da questo assunto che si sviluppa la nuova edizione dell’evento forlivese dedicato alle arti ibride. Un vero e proprio punto di partenza dal quale indagare prime di tutto il medium. Se il digitale, tra avatar, identità digitali e NFT, è infatti entrato a far parte della nostra quotidianità, in campo artistico è prima di tutto necessario esplorarne le caratteristiche e le possibilità espressive. Un’indagine che si sviluppa lungo il programma del festival (dal 16 al 18 settembre) dal punto di vista teorico attraverso il coinvolgimento di critici ed esperti del settore, e da quello artistico con un calendario di spettacoli ed eventi che coinvolgono artisti nazionali e internazionali. 
Per loro natura promiscue, le arti intermediali trovano spazio nella programmazione attraverso live che combinano musica e visual, installazioni immersive (sezione del Festival che torna dopo l’interruzione forzata delle ultime edizioni), un public program e una piattaforma online, Ibrida Live, che dopo essere stata ideata e sviluppata durante la pandemia ha assunto la forma di un progetto autonomo e allo stesso tempo strettamente legato all’edizione fisica dell’evento. Linguaggi e medium sembrano dunque mescolarsi e relazionarsi nella forma stessa del Festival romagnolo che per questa sua settimana edizione ha scelto di espandersi negli spazi EXATR dando vita ad una sorta di vero e proprio villaggio dedicato all’intermadialità. In questa intervista Francesca Leoni e Davide Mastrangelo ce ne svelano gli incroci.

Guendalina Piselli: Come ogni anno avete scelto per Ibrida un tema che dà anche il titolo all’edizione. Per questa settimana si tratta di Identità digitale. Da dove nasce la necessità di esplorare questa tematica e come verrà indagata lungo la programmazione del festival?

L’identità è costantemente messa in discussione, oggi più che mai. Abbiamo deciso di occuparci nello specifico di identità digitale perché il nostro festival, di arti intermediali, è nativo digitale e gli artisti che ne fanno parte lo impiegano in varie discipline musicali, performative o installative. Il digitale è un vero e proprio modo di pensare e di essere, di scomposizione e ricomposizione del reale. E il “restare a contatto con il problema”, come dice Donna Harawayin Chtulucene, ci ha permesso di porci delle domande: Come si relazionano gli artisti al medium? Prima di parlare di Metaverso, cos’è l’identità digitale e come viene affrontata in campo artistico? Cosa sono gli NFT e blockchain? Quali sono i parametri critici di autenticazione dell’opera digitale?
Nel programma di questa nuova edizione di Ibrida analizzeremo attraverso talk e incontri la tematica con ospiti, critici ed esperti del settore come Domenico Quaranta, Bruno Di Marino, Silvia Grandi, Elena Giulia Rossi e il pioniere della critica d’arte Renato Barilli. Infine, invaderemo tutti gli spazi di EXATR con AV performance, proiezioni, installazioni di realtà virtuale e aumentata, dove il mondo digitale si ibrida con il mondo fisico e nel quale lo spettatore è libero di perdersi. Senza il digitale un festival come Ibrida non sarebbe stato possibile neanche immaginarlo.

Francesca Fini_ Paradise Lost
Salvatore Insana live_credit Ibrida Festival

GP: Nella vita quotidiana l’identità digitale in alcuni casi (penso alle modalità di accesso dei portali istituzionali) ci permette di identificare noi stessi, di provare la nostra autenticità e unicità, altre volte invece ci consente al contrario di abbandonare il nostro Io per diventare altro (penso al Metaverso, ma anche a profili social). In che modo si pongono le arti intermediali su questo confine tra reale e digitale? Unicità e molteplicità?

Le arti intermediali hanno sempre convissuto in maniera promiscua con altri linguaggi e mezzi, dapprima utilizzando segnali analogici poi quelli digitali. L’intermedialità, dopo la rivoluzione digitale, è divenuta un elemento necessario per comprendere meglio la nostra epoca. È difficile pensare al concetto di unicità all’interno di una rappresentazione numerica binaria, eppure è così. Stiamo vivendo il cambiamento epocale nel nostro quotidiano, ma anche in campo artistico, con molta fluidità di pensiero. Proprio per questo, un festival come il nostro aveva l’obbligo morale di affrontare la questione mettendola in discussione attraverso talk, live e installazioni. 

GP: Dal programma noto un forte ritorno di artisti internazionali…

Come tutti gli anni, grazie alla nostra open call riceviamo tantissimi lavori da ogni parte del globo. Nelle sezioni video abbiamo artisti provenienti da Paesi come Argentina, Australia, Austria, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Estonia, Francia, Giappone, Tailandia, USA, Spagna, ecc… Un elenco davvero sorprendente anche per noi. Tutto questo è possibile grazie al digitale, che ci ha permesso di estendere la nostra rete oltre i confini nazionali ed europei. Come ospite internazionale live avremo Konstantin Dellos, musicista dei Lunakid, che proporrà Soul Punx con le animazioni e interazioni video di Igor Imhoff. Infine, abbiamo anche attivato una residenza artistica sul territorio con Carlos Casas, che presenterà il suo lavoro live nel 2023.

GP: Tra le novità di questa edizione c’è la nuova sezione dedicata alle installazioni. Da dove nasce questo nuovo contenuto e come si svilupperà all’interno di Ibrida?

Abbiamo sempre avuto una sezione dedicata alle installazioni, che purtroppo durante la pandemia abbiamo dovuto ridurre drasticamente, per le precauzioni sanitarie legate ai vari visori o applicatori. Oggi, invece, ritorniamo alla nostra formula completa aumentando il numero di installazioni durante le tre serate. Avremo vari artisti: Rino Stefano Tagliafierro che presenterà Peep Show Box, viaggio privato nel mondo dell’erotismo nella Storia dell’Arte, un box nel quale lo spettatore dovrà letteralmente spiare all’interno; grande novità per il festival l’opera in realtà aumentata di Francesca Fini, The reading, till the end of the world, mentre Igor Imhoff tornerà a Ibrida con Eyes #41, software che scansionerà in tempo reale i visitatori tramite un apposito sensore ad infrarossi, creando una suggestiva esperienza ibrida di virtual reality. Ci saranno anche istallazioni di Francesca Lolli e Francesco Selvi.

IO_OI – Broga’s
TIME TO LEAVE – Karin Andersen – 2019 – 4’05”

GP: Le novità non finisco però qui…cos’altro c’è di nuovo in questa edizione?

I live ad Ibrida sono sempre molto attesi dal nostro pubblico. Quest’anno avremo un live creato ad hoc che aprirà il festival, Your Favourite Hell, di Caterina Palazzi (contrabbasso), Silvia Cignoli (chitarra ed elettronica), e Salvatore Insana (video), che raccoglie una serie di riprese in campi lunghi e lunghissimi in un contesto marino, tra spiagge e corpi in mostra in tutto il loro tremolante incedere. La qualità pittorica dell’immagine si mescola con l’improvvisazione musicale. Il sabato sera ritornerà ad Ibrida Økapi (aka Filippo E. Paolini) proporrà OTIS – Vertical Tales, un omaggio all’inventore dell’ascensore, Otis Elisha Graves, e a quel dispositivo che da metà del XIX secolo ha rivoluzionato gli orizzonti urbanistici e ambientato infinite narrazioni. Chiuderemo i live con Soul Punx di Konstantin Dellos (Lunakid) e le animazioni e interazioni video live di Igor Imhoff. Novità di quest’anno è la collaborazione con Sonic Belligeranza nella creazione di un nuovo format Ibrida Dj set. Non semplici Dj set con Vj, ma veri e propri set immersivi e strutturati dove il pubblico sarà partecipe. I set di venerdì e sabato saranno di Dj AcidZab, e Dj Balli con visual di Federico Bigi (aka Sublime Tecnologico), co-fondatore di Apparati Effimeri. Mentre la domenica chiuderemo con Dj Zoologist e video di Mauricio Corradini. Inoltre, durante tutta la serata, dalle 19.30 alle 24, ci saranno selezioni video a cura di Videoart Yearbook, The Next Generation e Vertov Project.

GP: Grande importanza viene data ai momenti di incontro, con un public program dedicato agli aspetti più teorici delle arti digitali e multimediali…

I talk sono necessari per Ibrida Festival, perché ci permettono di affrontare la tematica scelta con un approccio critico e teorico importante. Quest’anno partiremo con Cyborg Fatale, incontro sulla videoarte e arte al femminile con Bruno Di Marino e Francesca Fini, il giorno dopo, sabato mattina, ci sarà un talk sugli NFT nell’arte, con Domenico Quaranta, nel pomeriggio Art magazine Talks III, confronto tra le maggiori riviste di arte contemporanea italiana sulle trasformazioni del tempo che stiamo attraversando. L’ultimo incontro della domenica sarà una presentazione del libro di Elena Giulia Rossi, Mind the Gap, nel quale rilegge i cambiamenti epocali che hanno seguito l’era informatica nello sguardo caleidoscopico dell’arte. Inoltre, ci sarà un incontro pubblico serale con Renato Barilli e Silvia Grandi, che presenteranno una selezione video di Videoart Yearbook, l’annuario della videoarte italiana dell’Università di Bologna, giunto ormai alla XV edizione.

GP: Nel 2020 avevate dato vita ad una modalità di fruizione online del Festival, Ibrida Live era una vera e propria piattaforma che ampliava i contenuti dell’evento. Come si è trasformato questo progetto e che forma avrà per questa edizione?

Un progetto nato in pandemia, che non abbiamo più abbandonato. Ibrida Live è una piattaforma online situata dentro il nostro sito, nella quale presenteremo tre monografie, ognuna situata in una stanza virtuale diversa, di Virgilio Villoresi, Gianluca Abbate e Silvia De Gennaro. Quest’anno le abbiamo dedicate all’animazione come linguaggio universale e abbiamo scelto tre esponenti poeticamente e visivamente differenti tra loro, proprio per valorizzare non il medium ma la poetica e la molteplicità di sguardo degli artisti. La piattaforma si aprirà il 15 settembre e sarà fruibile, gratuitamente, fino a fine mese sul sito di Ibrida.

Matteo Campulla_ Be here now
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