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I (never) explain #30 – Paolo Gonzato

Queer CAMPerVAN è uno stage dove prendono vita idee queer, ideato da Samuel Douek, Fiontán Moran & Zoë Marden, che insieme costituiscono il team di CAMPerVAN, uno spazio itinerante che consiste in una roulotte anni Settanta che, aprendosi su un lato, diventa...

Paolo Gonzato - Verrà la morte e avrà i tuoi occh”, 2017. Performane - Courtesy  Paolo Gonzato e Apalazzo Gallery
Paolo Gonzato – Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, 2017. Performance – Courtesy Paolo Gonzato e Apalazzo Gallery

Queer CAMPerVAN è uno stage dove prendono vita idee queer, ideato da Samuel Douek, Fiontán Moran & Zoë Marden, che insieme costituiscono il team di CAMPerVAN, uno spazio itinerante che consiste in una roulotte anni Settanta che, aprendosi su un lato, diventa un palco per performance caratterizzate da una richiesta specifica, “Be Queer & Gender Bending”, e nato da una collaborazione come progetto esterno della Tate Modern di Londra.

In questo contesto ho presentato il lavoro “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” da una poesia di Cesare Pavese, una performance in cui Rachele De Niro, una caratterizzata drag milanese che gravita nel mondo dei club gay, formalizza il titolo stesso mimandolo lettera per lettera con il corpo. Lo fa come nel celebre alfabeto di Erté, in modo libero, intrinsecamente grottesco e condizionato dall’assunzione di alcool, sulle note rallentate e vagamente sataniche di una versione di “Gimme More” di Britney Spears.

“More”, appunto, in un contesto in cui il soggetto stesso è l’accumulazione di segni appartenenti a contesti stridenti (bassi/alti, culturali/popolari), in un collage inclusivo di complessità e caso.

Paolo Gonzato - Verrà la morte e avrà i tuoi occh”, 2017. Performane - Courtesy  Paolo Gonzato e Apalazzo Gallery
Paolo Gonzato – Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, 2017. Performance – Courtesy Paolo Gonzato e Apalazzo Gallery

 

 

Ha collaborato Irene Sofia Comi

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I (never) explain – ideato da Elena Bordignon – è uno spazio che ATPdiary dedica ai racconti più o meno lunghi degli artisti e nasce con l’intento di chiedere loro di scegliere una sola opera – recente o molto indietro del tempo – da raccontare. Una rubrica pensata per dare risalto a tutti gli aspetti di un singolo lavoro, dalla sua origine al processo creativo, alla sua realizzazione.