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I corpi in caduta di Bea Bonafini

Cadono senza rumore, quasi volassero, sospese in un vuoto siderale. Figure armoniche sapientemente ritagliate fluttuano nel biancore delle pareti della galleria; il moto è bloccato, nella tensione di quello che potrebbero essere un tuffo, un volo verso il basso. Le figure che Bea Bonafini immagina sono corpi che ondeggiano nell’etere. Ricordano vagamente le forme sgretolate […]

Installation view, Bea Bonafini, Ogni Pensiero Vola, 2018, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano. A sinistra: Sinking Sleeper, 2018, pastello su tappeto intarsiato, legno, cm55x45. Destra: Il Trionfo, 2018, pastello su tappeto intarsiato, cm480x265. Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. Fotografie di Andrea Cenetiempo
Installation view, Bea Bonafini, Ogni Pensiero Vola, 2018, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano. A sinistra: Sinking Sleeper, 2018, pastello su tappeto intarsiato, legno, cm55x45. Destra: Il Trionfo, 2018, pastello su tappeto intarsiato, cm480x265. Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. Fotografie di Andrea Cenetiempo

Cadono senza rumore, quasi volassero, sospese in un vuoto siderale. Figure armoniche sapientemente ritagliate fluttuano nel biancore delle pareti della galleria; il moto è bloccato, nella tensione di quello che potrebbero essere un tuffo, un volo verso il basso.

Le figure che Bea Bonafini immagina sono corpi che ondeggiano nell’etere. Ricordano vagamente le forme sgretolate dei futuristi dove le masse – muscolari e meccaniche – si disfano con la forza della velocità. Penso a Elasticità (1912) e la Ristata (1911) di Boccioni. Allora la realtà spingeva verso il futuro, senza gravità e sensatezza, qui, i corpi della Bonafini non scorrono orizzontalmente bensì seguendo una traiettoria verso il basso.

Guardando con attenzione al grande pezzo che domina la prima stanza della galleria – “Il Trionfo” (2018, pastello su tappeto intarsiato, cm480x265) – si scorgono, tra grovigli di corpi, arti, aste e traiettorie di frecce, due grandi corpi in caduta: gambe e braccia aperte, simmetriche, molli.
Come suggerisce il titolo – e scopro dalle spiegazioni dell’artista – il titolo dell’opera si rifà al “Trionfo della Morte”, l’affresco quattrocentesco conservato nella Galleria regionale di Palazzo Abatellis a Palermo. Opera di ignoto, il dipinto è particolarmente suggestivo per l’insistenza sui temi macabri e grotteschi di feroce espressività. Bonafini guarda a quest’opera cambiandone però il ‘tono’: laddove i contenuti sono palesi nel raccontare come la morte, rappresentata sopra uno scheletrico cavallo, lancia frecce letali a destra e a manca, qui, nel grande tappeto intarsiato, restano i corpi colpiti. E’ come se la giovane artista avesse voluto raccontare, astraendolo, l’attimo dopo del passaggio della figura nefasta. Restano i corpi che, colpiti dai dardi, cadono verso la non-vita.

Installation view, Bea Bonafini, Ogni Pensiero Vola, 2018, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano - Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. Fotografie di Andrea Cenetiempo
Installation view, Bea Bonafini, Ogni Pensiero Vola, 2018, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano – Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. Fotografie di Andrea Cenetiempo

Togliendo drammaticità all’evento, sostituendo le cromie realistiche ma annerite dai secoli dell’affresco, con colori caldi – arancio, ocra, giallo chiarissimo – il “Trionfo” contemporaneo diventa metafora vitalistica di corpi sani, vigorosi, dinamici. Da cui il nesso ideale che ho tracciato con la turbolenza futurista. L’esuberanza e sanità dei corpi rivelati dal primo grande tappeto, si ritrova anche nella seconda stanza dove però, la tensione data dall’ambiguità delle forme della grande opera, si stempera in forme dove i corpi sono leggibili, così come i movimenti. Qui, l’azione delle figure si trasforma, senza enigmaticità, in racconto rivelato: corpi che cadono, forse si tuffano. Dove non è raccontato il corpo nella sua interezza, ci sono dei profili di teste, forse braccia o parti di corpi.
Nell’opera a parete nell’ultima stanza espositiva, “Let It All Out” (2018, pastello su tappeto intarsiato, cm200x265) la Bonafini propone nuovamente una parte schermo dove tarsie di colore diverso sono modulate con sapienti tagli e forature. Ritorna l’ambiguità formale de “Il Trionfo”: ma i ritmi si fanno più lenti, le intersezioni formali più lente, rarefatte.

Il titolo della mostra “Ogni pensiero vola” è mutuato dalla scritta che compare attualmente nella scultura simbolo del Parco dei Mostri di Bomarzo: l’enorme volto con la bocca spalancata e lo sguardo terrorizzante. Le sue labbra spalancate sono l’ingresso dell’Inferno ed al suo interno c’è un tavolo in pietra che invita ad entrare e banchettare. La scritta “Ogni pensiero vola”, leggibile ancor oggi, in realtà non è quella originaria. In un disegno di Giovanni Guerra del 1598 che riproduce l’Orco di Bomarzo riporta anche la scritta, allora ben conservata: “Lasciate ogni pensiero voi ch’entrate”.

Bea Bonafini, Ogni Pensiero Vola
Renata Fabbri Arte Contemporanea
Fino al 19 gennaio 2019

Installation view, Bea Bonafini, Ogni Pensiero Vola, 2018, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano. A sinistra: Il Trionfo, 2018, pastello su tappeto intarsiato, cm480x265. A destra: Tomb Diver IV, 2018, pastello su tappeto intarsiato, legno, cm200x100. Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. Fotografie di Andrea Cenetiempo
Installation view, Bea Bonafini, Ogni Pensiero Vola, 2018, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano. A sinistra: Il Trionfo, 2018, pastello su tappeto intarsiato, cm480x265. A destra: Tomb Diver IV, 2018, pastello su tappeto intarsiato, legno, cm200x100. Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. Fotografie di Andrea Cenetiempo
Let It All Out, 2018, pastello su tappeto intarsiato, cm200x265 - Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. Fotografie di Andrea Cenetiempo
Let It All Out, 2018, pastello su tappeto intarsiato, cm200x265 – Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. Fotografie di Andrea Cenetiempo
Sinking Sleeper II, 2018, pastello su tappeto intarsiato, legno, cm50x40 - Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. Fotografie di Andrea Cenetiempo
Sinking Sleeper II, 2018, pastello su tappeto intarsiato, legno, cm50x40 – Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. Fotografie di Andrea Cenetiempo
Tomb Diver IV, 2018, pastello su tappeto intarsiato, legno, cm200x100 - Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. Fotografie di Andrea Cenetiempo
Tomb Diver IV, 2018, pastello su tappeto intarsiato, legno, cm200x100 – Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. Fotografie di Andrea Cenetiempo
Floating Corpse, 2018, pastello su tappeto intarsiato, legno, cm140x35 Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. Fotografie di Andrea Cenetiempo
Floating Corpse, 2018, pastello su tappeto intarsiato, legno, cm140x35 Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. Fotografie di Andrea Cenetiempo