Focus su Rosa Barba allo Schermo dell’Arte 2022

Nei suoi film il paesaggio si scardina dal fluire naturale del tempo per diventare archivio della memoria. Barba è in grado di servirsi dell’ambiente al contempo come protagonista e come sfondo del suo racconto che si anima di tante storie. 
24 Novembre 2022
Rosa Barba Inside the Outset: Evoking a Space of Passage, 2021 film 16mm trasferito in digitale e 8k film, 2021, sonoro, 31’15’’ Still dal film © Rosa Barba / VG Bild-Kunst, Bonn 2022
Rosa Barba Subconscious Society, a Feature, 2014 35mm film, color, optical sound, 40 min Film stills © Rosa Barba / VG Bild-Kunst, Bonn 2022

Testo di Arianna Canalicchio

Tempo, spazio, uomo. Rosa Barba è la protagonista del Focus della XV edizione di Lo Schermo dell’Arte (15-20 novembre) che ogni anno propone un artista noto per l’utilizzo sperimentale ed innovativo del mezzo cinematografico. In occasione del festival fiorentino sono state presentate l’installazione Inset the Outset: Evoking a Space of Passage e cinque produzioni video realizzate tra il 2020 e il 2021.

Barba utilizza le immagini e il video come mezzo espressivo di analisi sociale andando a toccare tematiche legate all’ambiente, alla politica e alla condivisione. Nei suoi lavori ci lasciamo trasportare all’interno del paesaggio che si fa simbolo di questioni altre, specchio della sfera sociale e della vita dell’uomo. Considerata tra le più note video artiste, negli anni ha partecipato a numerose rassegne internazionali tra cui tre edizioni della Biennale di Venezia (2015, 2009, 2007), la Biennale di San Paolo e quella di Berlino. I suoi film hanno ottenuto diversi riconoscimenti e tra le istituzioni di tutto il mondo che hanno ospitato sue personali troviamo la Neue Nationalgalerie di Berlino, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid e Pirelli Hangar Bicocca. La mostra nella sede Milanese è stata curata da Roberta Tenconi, protagonista del talk organizzato da Lo Schermo dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze.  

Ad aprire il festival è stata la prima italiana dell’installazione Inside the Outset: Evoking a Space of Passage realizzata su invito del Point Centre for Contemporary Art di Nicosia e della curatrice Mirjam Varadinis, visibile a Firenze presso CANGO Cantieri Goldonetta. In questo lavoro Barba parte dai 180 km di Dead Zone che dividono Cipro tra nord e sud e attraverso le immagini ci racconta la lunga storia dei rapporti tra Oriente e Occidente. Con riprese subacquee e aeree l’isola che si trova nel Mar Mediterraneo diventa simbolicamente luogo di scambi culturali e commerciali. 

Rosa Barba Plastic Limits – For the Projection of Other Architectures, 2021 35 mm film, color, optical sound. Film still © Rosa Barba / VG Bild-Kunst, Bonn 2022
Rosa Barba The Empirical Effect, 2010 16mm film transferred to video, color, sound, 22 min Film still © Rosa Barba / VG Bild-Kunst, Bonn 2022

All’artista siciliana sono stati inoltre dedicati due appuntamenti al Cinema la Compagnia con la proiezione di 5 film girati su pellicola. Il punto centrale rimane costantemente lo spazio: in Subconscious Society, a Feature (2014) così come in Plastic Limits – For the Projection of Other Architectures (2021) Barba riesce a creare nuove associazioni tra paesaggio, architettura e uomo. Nel primo costruisce un dialogo serrato quanto straniante tra avamposti della Seconda guerra mondiale, paesaggi fluviali e l’Albert Hall di Manchester, in Plastic Limits invece analizza nelle sue forme l’ultimo grande lavoro di Mies van der Rohe, la Neue Nationalgalerie di Berlino. 

I tre film proiettati nella seconda giornata del focus raccontano invece tre paesaggi completamente diversi affrontando temi caldi della società contemporanea: Aggregate States of Matters(2019) è un monito sui cambiamenti climatici, girato sulle Ande segue la vita delle popolazioni locali costrette a convivere con la consapevolezza del progredire dello scioglimento dei ghiacciai. Dalla cima delle montagne siamo trasportati nel deserto Texano con Time as Perspective (2012); una distesa di pompe petrolifere con un movimento lento e costante scandiscono il tempo segnando il punto di non ritorno dello sfruttamento delle materie prime. Infine con The Empirical Effect (2010) torniamo in Italia alle pendici del Vesuvio dove ancora vivono i sopravvissuti dell’eruzione del 1944. L’affetto nei confronti del vulcano lo rende innocuo agli occhi di chi lo vive trasformandolo in metafora delle complesse relazioni tra società e politica in Italia.

Nei suoi film il paesaggio si scardina dal fluire naturale del tempo per diventare archivio della memoria. Barba è in grado di servirsi dell’ambiente al contempo come protagonista e come sfondo del suo racconto che si anima di tante storie. 

Rosa Barba Aggregate States of Matters, 2019 35 mm film, color, optical sound; 18 min. Film still © Rosa Barba / VG Bild-Kunst, Bonn 2022
Rosa Barba, Time as Perspective, 2012 35mm film, color, optical sound; 12 min Film stills © Rosa Barba / VG Bild-Kunst, Bonn 2022
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