Emilia Kabakov torna a Venezia con un progetto speciale, pensato per la città e costruito insieme ai suoi abitanti, Diario veneziano. Protagoniste saranno circa 500 persone della città metropolitana di Venezia, invitate a scrivere una pagina di questo affresco corale e ad affidare alla mostra un oggetto capace di rappresentare simbolicamente il proprio legame con Venezia. Frammenti di vite, memorie, desideri, nostalgie e speranze comporranno un mosaico umano stratificato e sorprendente, sospeso tra passato e futuro.
Con l’apertura dell’Open Call,a cui è possibile rispondere fino al 22 marzo 2026, prende avvio la costruzione di quest’opera monumentale e partecipata che invita i cittadini a diventare co-autori di un racconto collettivo unico. Persone di ogni età — dai bambini agli anziani, dai nuovi cittadini alle famiglie storiche — sono chiamate a contribuire a questa “installazione totale”, condividendo il proprio vissuto, che intrecciandosi con quello degli altri dà forma a un ritratto trasversale e profondamente umano della città.
L’Open Call è rivolta a tutti coloro che hanno un legame con Venezia, indipendentemente da età, provenienza o storia. Per partecipare è richiesto il prestito di un oggetto simbolico (dimensioni massime 40 × 30 × 30 cm, valore economico contenuto) che simboleggi il proprio legame con Venezia, accompagnato da un testo breve (al massimo 1.000 caratteri) che ne racconti la storia ed espliciti questo legame. Ogni contributo entrerà a far parte dell’opera, dando vita a un diario in cui la città si racconta attraverso chi la vive.
Per proporre il proprio oggetto è possibile compilare il form di partecipazione al link, o scrivere a diarioveneziano@gmail.com (sono accettati anche messaggi vocali) oppure inviare un testo su supporto cartaceo, che verrà ritirato a domicilio insieme all’oggetto.

Un’ulteriore occasione di adesione e approfondimento del progetto è offerta dai due appuntamenti pubblici con Emilia Kabakov — sabato 7 marzo alle ore 17.00 (Bea Vita, Cannaregio 3082) e martedì 10 marzo alle ore 18.30 (CREA | Cantieri del Contemporaneo, Giudecca 211/A) — durante i quali, oltre a conoscere l’artista, sarà possibile consegnare il proprio oggetto, condividere la propria storia e contribuire fin da subito alla costruzione del lavoro. Momenti di incontro diretto, voluti dalla Kabakov, che rendono esplicita la natura partecipativa del progetto, fondata sul dialogo con la città e i suoi abitanti.
I testi e gli oggetti ricevuti in prestito entreranno a far parte della mostra Diario veneziano, un collettore di testimonianze, trasformando un invito individuale in un gesto collettivo e democratico.
Ideato da Ilya Kabakov ed Emilia Kabakov e oggi sviluppato da Emilia Kabakov a tre anni dalla scomparsa del marito, Diario veneziano sarà presentato dal 9 maggio al 28 giugno 2026 al piano nobile di Ca’ Tron, sede dell’Università Iuav di Venezia, in concomitanza con la 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.
Curata da Cesare Biasini Selvaggi e Giulia Abate, la mostra — organizzata da BAM e patrocinata dal Comune di Venezia — trasformerà il piano nobile dello storico palazzo cinquecentesco affacciato sul Canal Grande in un grande dispositivo narrativo capace di restituire la voce di una comunità. Non una mostra su Venezia, ma una mostra con Venezia: una “installazione totale” in cui le storie individuali si intrecciano in un ritratto corale della città.
Il progetto affonda le sue radici nel 1993, quando Ilya ed Emilia Kabakov realizzarono a Gand un’installazione basata sulla scrittura condivisa. Oggi quell’intuizione si rinnova, ampliandosi in una dimensione profondamente partecipativa.
Come afferma Emilia Kabakov: «Venezia è un faro di speranza per ciò che può accadere quando i vicini si sostengono a vicenda e condividono la responsabilità di custodire la propria casa per le generazioni future».
