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Appuntamento con l’Artista #7: Delaine Le Bas / Eleonora Mariani – Palmieri Contemporary

In occasione della settima edizione di Appuntamento con l’Artista, residenza organizzata da Paolo Palmieri e Maria Antonietta Collu, abbiamo intervistato le due artiste
Appuntamento con l’artista #7 | Delaine Le Bas – Eleonora Mariani | Palmieri Contemporary – Foto Marcello Campora

English text below —

Diverse per formazione e riferimenti formali, Delaine Le Bas e Eleonora Mariani hanno legato le loro esperienze mediante la condivisione dello spazio e del tempo. La residenza organizzata da Paolo Palmieri e Maria Antonietta Collu, ha fatto sì che due diverse sensibilità artistiche convivessero per dar vita ad un dialogo inedito. Come scrivere Viola Cenacchi nel testo che accompagna la mostra ospitata negli spazi di Palmieri Contemporary a Celle Ligure: “Le pratiche delle due artiste convivono all’interno dello spazio, creando un dialogo inedito che verte su un’apertura al tutto. Un respiro universale ci avvolge dal momento in cui veniamo immersi in questo confronto. Emergono energie sottese all’identità di ogni lavoro, connesse da un filo invisibile che rende le singolarità parte di un coro armonizzato all’unisono.”
La mostra è in corso fino al 5 giugno 2026.

Seguono alcune domande alle artiste —

Elena Bordignon: La scrittura è una parte importante della tua ricerca. Nelle tue opere, i messaggi o le singole parole spesso dominano. Puoi dirmi quanto è importante che un dipinto o un disegno contenga un messaggio?

Delaine Le Bas: Scrivo costantemente nei miei libri e nei miei diari. Appunti di ricerca o come mi sento, cosa mi ispira in ogni modo, può essere musica, parole con definizioni, tanto altro. A volte, all’interno del lavoro, si tratta di una reazione al lavoro stesso o semplicemente di qualcosa che è stato scritto sulla pagina o sulla carta mentre lavoravo, quindi è correlato anche se apparentemente non lo è. Scrivo molti testi, alcuni dei quali vengono eseguiti e spesso diventano opera o utilizzati all’interno del lavoro:
Domenica 2 novembre 2026
Mi parla
Come una conchiglia per il mio orecchio
e scoppi rossi dalla carne

EB: Spesso combini personaggi dei cartoni animati con parole e frasi forti, quasi aggressive. Come colleghi le forme visive ai messaggi che scrivi?

DLB: Topolino con quel sorriso è stato un motivo ricorrente, ad esempio quando ha sanguinato sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Mi interessa come certe immagini siano impresse nella coscienza, mentre altre cose che sarebbero molto più importanti da conservare non sono affatto presenti. In un’epoca di infiltrazioni e influenze dei social media e dell’intelligenza artificiale, tali immagini, parole e frasi avranno ancora più influenza su tutti e un esito molto più negativo per tutti noi. Alla Palmieri Contemporary ho usato Biancaneve nei dipinti, così come appare su uno dei ricami che Paolo e Maria Antonietta hanno nella loro collezione e “Ha le mani sporche di sangue?”

EB: Puoi raccontarmi i temi su cui hai lavorato per la mostra ospitata da Palmieri Contemporary ?

DLB: Rivisitare i ricami originali che Paolo e Maria Antonietta hanno nella loro collezione e trasformarli in grandi dipinti, aggiungendovi nuovi elementi e parole. Per me alcune cose non cambiano, mentre altre sì. Pensavo anche a Percy Bysshe Shelley, che era in Italia quando scrisse “La maschera dell’anarchia” nel 1819. Il primo verso della poesia è:

“Mentre dormivo in Italia……….”

Shelley morì in un incidente in barca dall’altra parte di Genova rispetto a Celle Ligure e, sebbene questa poesia mi frullasse in testa da un po’, è riemersa durante il mio soggiorno a Celle Ligure. Durante il mio soggiorno qui, mi hanno portato a visitare Byron, di cui Shelley era amico, a leggere le traduzioni della Divina Commedia di Dante e a riflettere anche sul Frankenstein di Mary Shelley. Frammenti di tutto questo, sono emersi mentre riflettevo su dipinti e disegni storici relativi ai “Trionfi” della Morte, dell’Invidia ecc.

EB: Come hai vissuto il “dialogo” con Eleonora Mariani ?

DLB: È stato più di un semplice dialogo: abbiamo trascorso molto tempo insieme, vivendo insieme nello spazio, mangiando, parlando, socializzando, pur essendo consapevoli del fatto che lavoravamo nello stesso spazio quotidianamente. Ho sentito che c’era un filo conduttore tra i nostri lavori, che riguardava la concentrazione e l’attenzione su un’immagine specifica e il continuo lavorarci. Per me è stata un’esperienza che non provavo da così tanto tempo, dato che ho lavorato prevalentemente da sola, tranne negli ultimi anni con il mio nuovo compagno Lincoln, e non in uno spazio quotidiano con un altro pittore.

Appuntamento con l’artista #7 | Delaine Le Bas – Eleonora Mariani | Palmieri Contemporary – Foto Marcello Campora
Appuntamento con l’artista #7 | Delaine Le Bas – Eleonora Mariani | Palmieri Contemporary – Foto Marcello Campora

Elena Bordignon: Il tuo linguaggio espressivo d’elezione è la pittura. Nelle tue opere rifletti sull’ambiguità delle forme e al tempo stesso sulla stessa prassi pittorica. Come scegli i soggetti delle tue opere? Cosa riflettono?

 Eleonora Mariani: La maggior parte delle volte la scelta di un soggetto è preceduta da una forma di iniziale attrazione. Parto sempre con l’osservazione dal vero delle cose e ci sono soggetti che catturano in maniera prepotente il mio sguardo, che sono capaci di sollecitare la mia attenzione e trattenerla, fino a farla diventare una riflessione. 
Credo che ogni oggetto, inteso come una somma di forme e di colori, contenga al suo interno una pluralità e che la sua interpretazione, quindi il suo significato, dipenda sempre dall’occhio di chi guarda. É lo sguardo che affronta la pluralità della cosa e cerca di risolverla; ma l’occhio, essendo soggettivo, porta per sua natura con sé una buona dose di ambiguità. 
La scelta dei miei soggetti avviene quando, all’interno del meccanismo della visione e della percezione, l’oggetto osservato e il mio occhio che osserva deviano nella stessa direzione. Dipingendo rifletto su questa deviazione e al tempo stesso la alimento con la pittura. 

EB: La tua pittura sembra raccontare aspetti interiori, quasi mentali. Da cosa parti per la genesi di un’opera?

EM:  Parto quasi sempre da una sensazione, alla quale non so dare un nome. Spesso è un miscuglio di emozioni, alcune anche molto distanti tra loro, tutte però legate in qualche modo al soggetto che sto dipingendo. Ci sono molte strade che lo sguardo può aprire e lavorando cerco di entrare all’interno di queste vie, non tanto per comprenderle o analizzarle, ma più che altro per snocciolare l’intreccio e in qualche modo formalizzarlo, così da poterlo trasporre sulla tela. L’azione pittorica, in questo senso, diventa quasi un esorcismo, un modo per tirare fuori. Credo che per questo alla fine rimangano sulla tela  tracce di aspetti interiori o mentali: è quell’emozione iniziale che gradualmente si concreta in un’immagine.

EB: Per Appuntamento con l’Artista #7 ti sei confrontata con un’artista, direi, molto lontana dalla tua ricerca. Come hai vissuto questa esperienza?

EM:  Una residenza artistica è in primis uno spazio di condivisione: con il tempo che hai a disposizione, con il luogo che ti circonda, con le persone che ne sono coinvolte.  E come qualsiasi condivisione, risulta sempre essere un po’ una sfida, in particolare per il lavoro, che già lo è di per sé. Sono consapevole che la mia ricerca e quella di Delaine risultino formalmente agli antipodi, ma non credo che questo corrisponda ad un’assoluta distanza. Nel tempo trascorso insieme ci siamo trovate spesso molto vicine e ci siamo rese conto di avere aspetti in comune. Ogni artista poi ha i suoi soggetti, il suo modo di risolverli, la sua specifica pragmaticità, ma nel nostro caso affiancare due linguaggi diversi è stato un buon modo per amplificare il lavoro di entrambe.

EB: Nel testo per la mostra Viola Cenacchi, scrive che la tua ricerca si avvicina a quella di Delaine Le Bas per una “spiccata sensibilità femminile”. Cosa pensi di questo aspetto che vi lega?

EM: Io non ne faccio mai una questione di genere, ma è indubbiamente vero che il lavoro di entrambe è legato ad un processo di introspezione. La reiterazione di certi soggetti per esempio, che è un’attitudine che condividiamo, non deve essere letta come una ruminazione ossessiva, bensì come modalità che permette di andare a fondo delle cose. Il processo di decostruzione che ne deriva non ha solo un risvolto analitico, ma diventa la base per un operare vivifico. Personalmente credo che questo sia uno degli aspetti più interessanti delle nostre ricerche, perché contiene al suo interno un germe di nascita e di sviluppo positivi. Un’altra sfumatura importante è che tutte e due, lavorando, mettiamo in atto un processo dinamico in cui corpo, desiderio e simbolo si intrecciano, prendendo forme e costruendo immagini cariche di una forza quasi “amazzonica”. A mostra allestita, immergendosi nelle opere, questa sensazione era effettivamente tangibile e per me è stata una meraviglia quanto una conferma. 

Eleonora Mariani – Foto Marcello Campora
Delaine Le Bas – Foto Marcello Campora
Appuntamento con l’artista #7 | Da sinistra: From left Viola Cenacchi – Delaine Le Bas – Eleonora Mariani -Palmieri Contemporary – Foto Gerardo Brentari

Delaine Le Bas in Dialogue with Eleonora Mariani: Palmieri Contemporary Celebrates the Seventh Edition of “Appuntamento con l’Artista”

“Appuntamento con l’Artista” (Appointment with the Artist), the art residency organized by Palmieri Contemporary in Celle Ligure, Italy, concludes its seventh edition with an exhibition featuring Delaine Le Bas and Eleonora Mariani. 
The inauguration will take place on December 5 at 6:00 PM at Via Milano 47 in Celle Ligure, Italy. The project, conceived by collectors Paolo Palmieri and Maria Antonietta Collu, is designed to host a dialogue between two artists each year, who share a workspace for a two-month period. 
As with previous editions, the conclusion of this residency will result in a publication—this time curated by Viola Cenacchi—which will gather the conversations between all figures involved in the project and a selection of photographs taken by Marcello Campora. 
Delaine Le Bas (1965, Worthing) – An internationally renowned British artist, a finalist for the Turner Prize 2024 and recently featured in a major solo show at Frieze London 2025 – carries out a profound investigation into themes related to identity, racism, and untold stories, including her own. She draws attention to issues such as discrimination against marginalized communities through a transdisciplinary language that combines textiles, embroidery, painting, installation, performance, and video. 
Eleonora Mariani (1994, Carate Brianza) – A young Milanese artist who graduated in painting from the Brera Academy of Fine Arts – deconstructs the pictorial language by using the subject most painted throughout the centuries: the still life. Her work, starting from real-life cues, transforms the object into something other than itself, leading the viewer of her paintings to question what they are looking at. 

Elena Bordignon: Writing is an important part of your research. In your works, messages or single words often dominate. Can you tell me how important it is for a painting or drawing to contain a message?

Delaine Le Bas: I write constantly in my books and diaries. Research notes or how I feel, what is inspiring me in all sorts of ways, it can be music, words with definitions, so much. Within the work sometimes it is a reaction to the work or just something that happens to have been written on the page or paper while I was working, so it is related even of it appears not to be. I write lots of text some that is performed and often becomes work or used within the work:

Sunday 2nd November 2026
It speaks to me
Like a shell to my ear
& red bursts from flesh

EB: You often combine cartoon characters with strong, almost aggressive words and phrases. How do you relate the visual forms to the messages you write?

DLB: Mickey Mouse with that smile has been a regular motif for example sicking blood over the Universal Declaration of Human Rights. I am interested in how certain images are locked into the consciousness while other things that it would be much more important to have retained are not at all present. In an age of social media and Ai infiltration and influence such images, words and phrases will have even more influence over everyone and much more of a negative outcome for all of us. At Palmieri Contemporary I used Snow White in the paintings as she is on one of the embroideries Paolo and Marie Antoinette have in their collection of mine and “Has she got blood on her hands?”

Can you tell me about the themes you worked on for the exhibition hosted by Palmieri Contemporary?

Revisiting the original embroidery works that Paolo & Marie Antoinette have in their collection and making these into large paintings and bringing new elements and words to these. For me some things do not change while others do. I was also thinking about Shelley who was in Italy when he wrote The Masque of Anarchy in 1819 the first line of the poem is:
“As I lay asleep in Italy……….”
Shelley died in a boating accident on the other side of Genova from Celle Ligure and even though this poem had been in my mind for sometime it rose to the surface while staying in Celle Ligure. While in Celle it took me on journey to Byron who Shelley was friends with, translations of Dante’s Divine Comedy and thinking also on Mary Shelley’s Frankenstein. Fragments of all of this while thinking on historical paintings and drawings relating to “the Triumphs” of Death, Envy etc

How did you experience the “dialogue” with Eleonora Mariani?

It was more than just a dialogue, we spent a lot of time together, living together in the space, eating, talking, socialising while being aware of each other working in the same space on a daily basis.  I felt there was a thread running through both our works that was about focus and concentration on a particular image and working and working with this. For me it was an experience that I had not had for so long as predominantly I have worked alone, except in the most recent years with my new partner Lincoln, not in a space daily with another painter.

Delaine Le Bas – Foto Marcello Campora
Eleonora Mariani – Foto Marcello Campora