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Decades – Intervista con Alberto Salvadori

[nemus_slider id=”54688″] E’ la sezione più attesa di questa edizione del Miart 2016. Strutturata in coerenza con quelle che da sempre sono le premesse della fiera – un dialogo dinamico e imprevedibile tra il moderno e il contemporaneo -, Decades è l”area” di approfondimento dedita al XX° secolo. Curata da Alberto Salvadori, questa sezione percorre i […]

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E’ la sezione più attesa di questa edizione del Miart 2016. Strutturata in coerenza con quelle che da sempre sono le premesse della fiera – un dialogo dinamico e imprevedibile tra il moderno e il contemporaneo -, Decades è l”area” di approfondimento dedita al XX° secolo. Curata da Alberto Salvadori, questa sezione percorre i decenni del ‘900 attraverso maestri e figure esemplari, attraverso la ricostruzione di vere e propri mostre del passato, ma anche scovando artisti meno appariscenti e conosciuti. Dalle avanguardie storiche, passando per i decenni degli anni Venti e Trenta, fino agli anni Ottanta e Novanta, Decades “costituisce un percorso espositivo con nove straordinarie testimonianze dell’arte italiana e internazionale del Novecento e sottolinea il ruolo e la funzione dei mercanti e dei galleristi non solo come attori primari del mercato, ma soprattutto come produttori di contenuti in relazione agli artisti e alle grandi collezioni. Il gallerista, in questa dinamica, ha sempre avuto il ruolo determinante di costruttore di possibilità, di editore di idee e suggestioni, di colui che da sempre accompagna la nascita di collezioni e di un gusto che viene anche poi condiviso pubblicamente; è anche per questo che la storia dell’arte in Italia è da sempre legata alla storia del collezionismo, e i galleristi ne sono stati protagonisti comprimari.” (Da CS)

Sono nove le gallerie selezionate:   Blain Southern, London,   Studio Guenzani, Milano,   Richard Saltoun, London,    Galleria dello Scudo, Verona,   Società di Belle Arti, Viareggio – Cortina d’Ampezzo,   Gian Enzo Sperone, Sent,   Christian Stein, Milano – Pero,  Michael Werner, New York – London,   Wilkinson, London.

Seguono alcune domande ad Alberto Salvadori,  Direttore, Museo Marino Marini, Firenze

ATP: La sezione decades è una delle principali novità di questa edizione del Miart. Ci potresti raccontare quali sono le sue principali caratteristiche? 

Alberto Salvadori: Decades è una sezione attraverso la quale si vuole rimettere al centro il rapporto tra artista, gallerista, collezionista e istituzioni in una prospettiva storica che parte dall’inizio del ‘900 fino al 1999. questo rapporto ha stabilito in epoche diverse le modalità per costruire un patrimonio di conoscenze e collezioni che sono alla base della storia dei musei e in particolar modo in Italia a tutte le latitudini. In una città come Milano questo rapporto è il fondamento delle grandi raccolte, adesso pubbliche, del ‘900, senza andare troppo indietro nel tempo;  tale intesa ha prodotto un po’ ovunque, luoghi straordinari che costituiscono esempi di come la filiera tra mercanti\galleristi, artisti e collezionisti possa generare un sistema virtuoso. La fiera è la piattaforma ideale dove tutto ciò possa essere presentato e indagato, e costituisce una bella opportunità per il pubblico

ATP: Quali criteri hai seguito per la scelta delle nove gallerie partecipanti? 

AS: Ho cercato di invitare serissimi professionisti che non partecipavano a Miart e altri che già ne facevano parte avendo tutti in comune una caratteristica ben precisa: un’alta qualità di selezione delle opere e possibilità di presentare progetti ad hoc per la sezione. Come sarà possibile vedere i nove partecipanti a Decades presenteranno ciascuno un progetto ben preciso sulle decadi del secolo che li interessano. 

Friedl KUBELKA 1946- Pin-up,   1973/1974 Color xerox from slide 21.5 x 27.7 cm  Copyright the Artist. Courtesy Richard Saltoun Gallery
Friedl KUBELKA 1946- Pin-up, 1973/1974 Color xerox from slide 21.5 x 27.7 cm Copyright the Artist. Courtesy Richard Saltoun Gallery

ATP: Quali sono, a tuo parere, i motivi che spingono sempre di più i collezionisti ad investire nell’ arte storica di qualità anziché sullo stretto contemporaneo? 

AS: Non posso dire con certezza che ci sia davvero una netta tendenza di questo tipo, certamente la prospettiva storica da una parte aiuta nella scelta e ancora adesso permette di poter accedere a opere straordinarie. In tale direzione c’è molto da vedere e da scoprire e in Italia c’è tanto da fare. In entrambi i casi, sia per il contemporaneo sia per lo storico, deve prevalere passione e conoscenza da parte di collezionisti e galleristi altrimenti è impossibile che si crei un valore aggiunto – ossia importanti collezioni – nel rapporto tra i vari soggetti. 

ATP: Nella presentazione della sezione, si pone molto risonanza alla figura del gallerista in quanto ha avuto – e ci si augura continui ad avere – un “ruolo determinante di costruttore di possibilità, di editore di idee e suggestioni”. Perché tanta enfasi sul ruolo del gallerista? 

AS: Non c’è enfasi nella presentazione del gallerista, non mi pare; direi invece che oggi come in passato i bravi galleristi siano soggetti importanti e determinanti per la crescita degli artisti, delle collezioni e dei progetti che nascono dall’intesa tra le parti. 

ATP: La sezione è stata divisa – come suggerisce il titolo – per decenni. Mi racconti brevemente in quale ordine cronologico hai scelto gli artisti rappresentati nelle varie gallerie? 

AS: Iniziamo dai primi del ‘900 con un la presentazione da parte di un raffinato mercante, Giuliano Matteucci, di una selezione di opere che si possono contestualizzare tra la nostra penisola e quegli artisti che venivano chiamati gli italiani di Parigi; si passa poi con la galleria Sperone ad un’indagine sull’arte astratta italiana tra le due guerre; per il decennio dei’50 presenteremo una sceltissima selezione di opere di Lynn Chadwick grazie a Bain & Southern;  arrivano gli anni ’60 con un’opera capitale di Manzoni del 1961, presentata dalla galleria Werner e il 1966 con la mostra di apertura della galleria Stein, allora a Torino oggi a Milano, riallestita grazie a Gianfranco Benedetti. I ’70 saranno presentati da due progetti: la Galleria Lo Scudo di Verona con Vedova, l’altro dalla galleria di Londra Richard Saltoun relativo alla body art e la documentazione delle performance alla galleria l’Attico. Siamo agli anni ’80 e Wilkinson presenta un progetto straordinario legato alla rivista ZG Magazine, dedicato all’uscita dell’estate del 1984. Si chiude con un omaggio ad un artista italiano della galleria Guenzani, Stefano Arienti.

ATP: Anche se è azzardato, che risposta ti aspetti dal pubblico in relazione a questa sezione? 

AS: Credo che ci sarà molta curiosità e il pubblico avrà modo di vedere e di godere opere importanti e in alcuni casi poco conosciute. Il tutto grazie alla disponibilità dei galleristi che si sono molto impegnati per la realizzazione della sezione e alla fiera, dai direttori a tutto lo staff di Miart.

Gina Pane 1939-1990 Action Psyché (Essa),   1974 Set of 24 black and white photographs (detail) Each 20 x 30 cm  Copyright the Estate of Gina Pane. Courtesy Richard Saltoun Gallery
Gina Pane 1939-1990 Action Psyché (Essa), 1974 Set of 24 black and white photographs (detail) Each 20 x 30 cm Copyright the Estate of Gina Pane. Courtesy Richard Saltoun Gallery
Aldo Mondino,   Sole 1967 - Courtesy Galleria Christian Stein
Aldo Mondino, Sole 1967 – Courtesy Galleria Christian Stein