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La performance corale di Dora García a Palazzo Forti | ArtVerona 

Venerdì 10 ottobre Palazzo Forti a Verona ospita la performance ideata da Dora García, a cura di Laura Lamonea. Alcune domande all’artista.
Dora García, “The Messenger”, 2002, exhibition “Segunda Vez”, MNCARS, Madrid, 2018. Photo: Dora García

Nata da una ricerca sul contesto storico e sociale della città di Verona e dal confronto sui temi della cittadinanza e della partecipazione con alcune realtà attive sul territorio di origine migratoria,  Cittadini! è una performance partecipativa ideata dall’artista spagnola Dora García, in collaborazione con Marlene Fantoni, a cura di Laura Lamonea. Avrà luogo nella suggestiva cornice di Palazzo Forti venerdì 10 ottobre 2026 alle ore 23 e fa parte dell’ampio programma promosso da ArtVerona. 
Il progetto performativo è strettamente legato al luogo che la ospita: il cortile di Palazzo Forti, e in particolare il Famedio, spazio simbolico che conserva i nomi dei veronesi caduti nelle guerre coloniali italiane e nella Prima Guerra Mondiale. Come ci racconta l’artista nelle risposte che seguono, Cittadini! nasce dall’incontro tra vicende passate e la stretta contemporaneità.
La memoria tramandata dal Famedio viene posta in relazione alle tensioni che attraversano il dibattito contemporaneo sulla cittadinanza, con particolare attenzione alla condizione delle persone con background migratorio, molte delle quali appartenenti alle seconde generazioni, e alla diffusione di posizioni politiche fondate sull’esclusione e sul concetto di “remigrazioni”. Tali dinamiche trovano significativi rimandi a precedenti vicende storiche, come quella di Achille Forti, la cui generosa decisione nel 1937 di donare il proprio palazzo e la propria collezione alla città ebbe, di lì a poco, un risvolto assai negativo, a causa della promulgazione delle leggi razziali nel 1938.
Coerente con la sua ricerca decennale, l’opera di Garcìa ha scavato nella memoria del luogo che la ospita per dar vita a una performance corale, realizzata da un gruppo di persone coinvolte attraverso la collaborazione con realtà associative del territorio. Testi recitati davanti al pubblico e cartelli ispirati alle manifestazioni, realizzati collettivamente, trasformano il cortile di Palazzo Forti in uno spazio di partecipazione e confronto.

Dora García, “Lācis/Benjamin (The Bug Series)”, featuring Michelangelo Miccolis, on May 16, 2025, at 6:00 PM at the Real Orto Botanico di Napoli in Naples, an event organized by the Museo Madre. Photo: Amedeo Benestante

Seguono alcune domande all’artista —

Elena Bordignon: La performance Cittadini! nasce da una ricerca sulla storia sociale e dal confronto con alcune realtà locali attive sul territorio. Mi racconti come è nato il tuo interesse per queste realtà e come la performance attiva una riflessione su temi importanti come il concetto di cittadinanza e partecipazione?

Dora García: Quando mi è stato proposto di fare questa performance, relativamente poco tempo fa, ho fatto delle ricerche sulla situazione politica in Italia, a Verona. Quella che è stata chiamata “la crisi migratoria” è un tema centrale nel dibattito politico di tutti i paesi, ed è stata manipolata in modo indecente dall’estrema destra per ottenere voti. Questa manipolazione è balzata in primissimo piano con la cosiddetta “crisi di Ceuta” e l’ingresso di diverse migliaia di persone migranti a Ceuta. Immediatamente diversi paesi europei, tra cui l’Italia, anziché solidarizzare con la Spagna per trovare una soluzione giusta, hanno deciso di attaccare il governo spagnolo. Perché? Perché temono che destre ancora più estreme li superino elettoralmente. Questa è la situazione in molti paesi, e anche in Italia: persone migranti e persone di origine migrante di seconda e persino di terza generazione vedono come vengono loro strappati i propri diritti politici. È una situazione politica urgente che richiede una riflessione collettiva e una presenza forte nel discorso comune: a nessuno possono essere strappati i propri diritti civili, non possono esistere cittadini di prima e di seconda categoria, nessun paese sopravvivrà senza poter contare sul contributo di una popolazione migrante attiva e sicura.

EB: Ti temi che sollevi con Cittadini! hanno una rilevanza fondamentale oggi: la performance interroga il pubblico sui diritti di cittadinanza, sull’identità e sull’inclusione. Come hai messo in relazione le memorie storiche di Palazzo Forti con le questioni ancora aperte della società contemporanea?

DG: Palazzo Forti custodisce questo luogo magnifico chiamato “il Famedio”, dove sono iscritte le persone della regione morte nelle guerre europee e nelle guerre coloniali: sono i “figli illustri di Verona che sacrificarono la propria vita per la patria”. Ma l’eredità di Achille Forti fu attaccata e negata dal regime fascista di Mussolini, perché era ebreo. Chi decide allora chi sono i figli illustri, chi decide che cos’è la patria? Achille Forti non era forse italiano? Allo stesso modo, chi si arroga l’autorità di decidere l’italianità di coloro che vivono in Italia, chi ha l’autorità di negare la cittadinanza a coloro che sono vicini di casa e lavoratori in Italia? Viviamo tempi bui che ricordano altri tempi bui, ed è necessario opporsi e portare luce.

Cover: Corocuerpo, performance di Dora Garcia e Mar i Lyn Diniz, Museu Tàpies, Barcellona, 2026

La performance Cittadini!, resa possibile grazie al sostegno di Acción Cultural Española (AC/E), è realizzata nell’ambito di Secondo Tempo | Palazzo Forti, progettualità promossa dal Comune di Verona, dai Musei Civici – GAM e da Fondazione Cariverona. 

To Induce the Spirit of the Image, performance di Dora García, MUAC Mexico, 2016