ATP DIARY

Io dico Io | La Galleria Nazionale – Roma

È il 1977, l’anno della morte di Giorgiana Masi durante la manifestazione per le celebrazioni del referendum abrogativo sul divorzio del 1974, l’anno della prima udienza contro i capi storici delle Brigate Rosse, l’anno in cui esce il secondo manifesto di Rivolta femminile, Il Manifesto di Rivolta – Io dico io: Chi ha detto che […]

Scenari inverosimili in ordinari spaziali artificiali: I non-luoghi di Tommy Malekoff

Le opere in mostra sono il risultato di un viaggio on the road fatto da Malekoff tra il 2017 e il 2020 in giro per diverse regioni degli Stati Uniti. Il passaggio attraverso paesaggi sconfinati e l’ampia distanza tra una tappa e l’altra del viaggio hanno portato l’artista a focalizzare la sua attenzione su tutti i punti di intermezzo.

CRYPTO ART. Una nuova prospettiva per l’arte contemporanea?

La mostra collettiva intitolata Travel Diary, curata da Sonia Belfiore per la piattaforma newyorkese Snark.art, introduce artisti visivi italiani nel mondo virtuale di Decentraland. Tra i primi italiani a realizzare opere cripto, gli artisti visivi coinvolti hanno proposto molti lavori inediti realizzati interamente per il mondo digitale quali JPG, GIF e MP4.

Il lapsus di Barry X Ball

Testo di Aurelio Andrighetto — Quattro teste mozzate sono state accoppiate e innalzate su aste d’acciaio. Non siamo lungo una strada consolare fiancheggiata dalle esibizioni di spregio del nemico, ma al Nasher Sculpture Center di Dallas, dove si è da poco conclusa la mostra Barry X Ball: Remaking Sculpture. Le teste mozzate sono un’opera in […]

Imagomorfosi

Per rendere il senso di un flusso continuo e copioso di immagini, soprattutto riguardo al processo di metamorfosi continua e in divenire, ho cercato una parola che potesse ridurre più frasi in un solo termine. Una notte del 2020, durante la preparazione del secondo libro sulla Metafotografia, l’insonnia ha portato un neologismo: imagomorfosi. Nel libro, […]

JR a Palazzo Strozzi | La Ferita

Una ferita che vuole anche simboleggiare la distanza che esiste tra i luoghi dell’arte e il pubblico? “Direi piuttosto il contrario”, afferma JR, “perché chi si ritrova qui a osservare quest’opera può essere una persona qualunque (…). Quello che mi piace è che esistono un’infinità di possibili interpretazioni diverse che le persone possono dare alle mie opere ed è in quelle molteplici letture che si scrive davvero la storia di un’opera d’arte”.

The Beginning The End | Daniela Comani | Galleria Studio G7, Bologna

Quante volte, aprendo un libro con l’idea di acquistarlo – o semplicemente di sfogliarlo – ci siamo soffermati sulle sue righe iniziali e finali? Convinti che conoscere l’inizio o la fine di un’opera contribuisca a farsi un’idea della stessa, e a facilitarne l’eventuale scelta, difficilmente riusciamo a resistere a questa tentazione. Addirittura il Guardian, nel […]

NUTI.SCARPA | Galleria Alessandra Bonomo, Roma

Testo di Alessandra Caldarelli — Per la seconda volta dopo la collettiva Part 1 ospitata in galleria nel 2017, che aveva come intento proprio quello di presentare giovani artisti e artiste della scena contemporanea romana, Alessandra Bonomo presenta una doppia personale delle due romane Lulù Nuti e Delfina Scarpa a cura di Teodora di Robilant.Raccontare […]

Henry Chapman, Prudent Triangle | Labs Gallery, Bologna

C’era una volta un triangolo Aveva tre lati Il quarto lo teneva nascosto Nel suo centro ardente Ispirati dalle prime righe di Prudent Triangle (1968), poesia di Vasko Popa che dà il titolo alla mostra, gli ultimi lavori dell’artista americano Henry Chapman sembrano andare alla ricerca proprio di questo ‘quarto lato’ del triangolo. La soluzione, […]