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Casino Palermo a Milano | Intervista con Irene Crocco

Le sue caratteristiche principali sono la massima libertà e l’essere principalmente un progetto imprevedibile. Dagli inizi di giugno alla fine di luglio ha preso vita Casino Palermo, una mostra in divenire presentata da Viasaterna nella città siciliana. Chiusi i battenti della galleria a Milano, la gallerista Irene Crocco, con il suo team, ha seguito per […]

Casino Palermo #1, Alessandro Calabrese, Barracuda, Installation views 3 ® Courtesy of Viasaterna
Casino Palermo #1, Alessandro Calabrese, Barracuda, Installation views 3 ® Courtesy of Viasaterna

Le sue caratteristiche principali sono la massima libertà e l’essere principalmente un progetto imprevedibile. Dagli inizi di giugno alla fine di luglio ha preso vita Casino Palermo, una mostra in divenire presentata da Viasaterna nella città siciliana. Chiusi i battenti della galleria a Milano, la gallerista Irene Crocco, con il suo team, ha seguito per otto settimane le ‘incursioni’ di Olì Bonzanigo, Alessandro Calabrese, Martina Corà, Theo Drebbel, Ramak Fazel, Teresa Giannico, Guido Guidi e Takashi Homma. Invasioni artistiche, azioni estemporanee o semplicemente appunti raccolti nella città di Palermo, gli artisti hanno dato vita a una staffetta la cui unica regola è stata quelle dettata dallo scorrere delle settimane.
Come ci racconta nell’intervista che segue Irene Crocco, “Non siamo andate a Palermo per fare una mostra ma per portare lo sguardo degli artisti sulla città, interagendo con le persone e attivando il loro interesse.”
Di questa esperienza estiva – vissuta principalmente attraversando Palermo – vedremo a Milano l’esito delle otto residenze che si sono alternate all’interno di un antico palazzo, in via Alloro, nel cuore dello storico quartiere della Kalsa. Nella presentazione della mostra, leggiamo: “La mostra identifica nell’eterogeneità delle ricerche degli artisti una vitale frammentazione di visioni. Le opere in mostra sono il risultato del flusso generativo palermitano e rispecchiano gli elementi emissari dello sguardo dell’artista sull’orizzonte contemporaneo.”

Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna
Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna

Segue l’intervista con Irene Crocco —

ATP: Avete iniziato Casino Palermo con Alessandro Calabrese, con le sue tracce della città, per ‘chiudere in bellezza’, con le fotografie di Guido Guidi. Otto appuntamenti, otto artisti, otto residenze. Aggiungerei anche otto presentazioni inedite, che non definirei ‘mostre.  Cosa vi aspettavate da questo imprevedibile progetto?

Irene Crocco: La particolarità di questo progetto era proprio non avere aspettative. O meglio: abbiamo chiesto agli artisti con cui collaboriamo da tempo di venire a Palermo per scoprire la città, stare insieme e condividere più momenti senza obiettivi prestabiliti. La realizzazione di una mostra è un momento creativo, ma a Palermo volevamo che gli artisti fossero completamente liberi di utilizzare la loro settimana di residenza studiando, lavorando, o semplicemente approfittando di sette giorni di pura libertà.
Sono invece nate opere bellissime e momenti espositivi imprevisti. A Palermo gli artisti hanno soggiornato in un appartamento nello storico quartiere della Kalsa, trasformandolo in un atelier vivo e dinamico, dove alla fine della settimana si potevano vedere i risultati della loro ricerca. Abbiamo inoltre ospitato due progetti speciali, un gruppo di giovani curatori selezionati dalla Biennale del Mediterraneo e un incontro con Giorgio Vasta e Giovanna Silva.

ATP: Gli otto artisti invitati hanno tutti lavorato a Milano in Viasaterna. Che reazioni hanno avuto nei confronti di una città densissima come Palermo? Immagino che alcuni la conoscessero poco. Quali decisive scoperte hanno fatto?

IC: Palermo è una città straordinaria, carica di grande energia positiva, che esce finalmente da tragedie difficili da dimenticare e dove tutte le persone che abbiamo incontrato ci hanno lasciato qualcosa di speciale. Sia chi non la conosceva, sia chi aveva già visitato la città è rimasto affascinato e gli artisti hanno avuto un nuovo spazio con cui misurarsi e sperimentare nuovi linguaggi. Tutte le otto esperienze sono state altrettanto magiche.
Alessandro Calabrese, arrivato in residenza con un’idea ben precisa, si è invece completamente lasciato ispirare dalla città e ha voluto mettere a disposizione alcuni consigli, realizzando un diario-guida della città di Palermo e delle scritte su grandi fogli, manipolando le parole coerentemente al suo modo di lavorare con le immagini, de-costruendole e ricostruendole con troncamenti. Martina Corà invece, ha deciso di intraprendere una processione sul monte Pellegrino, come Santa Rosalia, la santa patrona di Palermo. Una volta arrivata in vetta dove si trova il santuario dedicato alla santa, ha iniziato a filmare la discesa per poi condividerla negli spazi di via Alloro, proiettando questa personalissima processione sopra a un carro trionfale che, immobile, diventa una tela.

Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo #3 Teresa Giannico, Installation view 04, Courtesy of Viasaterna
Casino Palermo #3 Teresa Giannico, Installation view 04, Courtesy of Viasaterna

ATP: Avete raccontato, in merito agli interventi degli artisti, di ‘mettere in moto energie’. Come hanno risposto i palermitani e, più in generale, tutti gli avventori dediti all’arte, che hanno attraversato le stanze di Via Alloro? Quali reazioni inaspettate del pubblico vi hanno colpito?

IC: L’appartamento di via Alloro era chiuso da molto tempo e con Casino Palermo ha ripreso vita. Anche le persone della zona lo hanno visitato incuriosite. Eravamo inoltre a due passi dalla sede centrale di Manifesta, da Palazzo Abatellis e Palazzo Butera: una posizione magnifica.
Non siamo andate a Palermo per fare una mostra ma per portare lo sguardo degli artisti sulla città, interagendo con le persone e attivando il loro interesse. All’inizio è stato più complicato raccontare questo progetto: a ricevere il pubblico capitava che non ci fossero né opere né artisti, ma solo noi staff della galleria. Ma, man mano che passavano le settimane e gli artisti lasciavano tracce del loro lavoro, questa stratificazione rendeva gli spazi affascinanti e comprensibili.
Parallelamente, anche noi facevamo le nostre piccole e grandi scoperte: oltre ai visitatori, molti internazionali, abbiamo conosciuto molte realtà straordinarie da Villa Bordonaro al negozio di Mario Dell’Oglio, Vito Planeta, le curatrici Valentina Bruschi e Laura Barreca e l’Antica Focacceria S.Francesco.

ATP: Gli interventi degli artisti si sono stratificati mano a mano che trascorrevano gli otto appuntamenti. Quali sinergie si sono create tra le varie azioni e ‘sedimentazioni’ lasciate da ognuno?

IC: Casino Palermo è stato pensato come un momento partecipato e condiviso, un’esperienza ibrida e in continua evoluzione, a metà tra la residenza e lo spazio espositivo, in grado di lasciare una traccia durevole una volta concluso.
Alessandro Calabrese è stato il primo artista a intervenire. In un primo momento ha preso tutto lo spazio per allestire i suoi testi scritti su grandi fogli di carta con l’obiettivo di lasciare una guida agli artisti successivi, lasciando loro anche la libertà di integrarla. Sicuramente ha dato il la, innescando la dinamica del progetto espositivo, tanto che le sue scritte sono diventate parte del lavoro di Teresa Giannico che ha creato un’opera a partire da un diorama di carta della casa di via Alloro.
Nel corso dei due mesi si è formata una stratificazione di lavori: Theo Drebbel ha creato la sua processione ritagliando immagini di carri prodotti dall’iconografia Seicentesca e Settecentesca alternandoli con elementi naturali ed è partita da una foglia di palma raccolta nel Giardino dei Giusti e portata da Alessandro Calabrese durante la prima settimana.
Altri artisti come Oli Bonzanigo e Ramak Fazel hanno invece lavorato in maniera più intima, trasformando la loro stanza da letto in uno spazio espositivo.

Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano

ATP:  Avete sottolineato che gli interventi a Palermo non si possono considerare vere e proprie opere. Cosa vedremo, dunque, in Galleria a Milano? 

IC: In alcuni casi gli interventi sono arrivati in modo quasi spontaneo, in altri c’è voluto più tempo. In Viasaterna vedrete la sintesi di un lavoro collettivo, il racconto delle otto voci in residenza: ci saranno opere ripensate e rielaborate per l’occasione milanese, opere eterogenee in dialogo tra loro nello spazio della galleria.
Casino Palermo raccoglie il lavoro degli otto artisti ospitati in residenza più due progetti speciali sempre realizzati a Palermo. Barbara De Ponti si è interrogata sulle qualità del mondo vegetale ponendo due domande al suo pubblico: in che luogo ma soprattutto in quale periodo storico vorrebbero rinascere e a ogni risposta l’artista associa una pianta, creando un erbario personale. Nella stessa stanza troverete le processioni di Theo Drebbel, miniature silenziose caratterizzate da elementi naturali.
Il secondo progetto speciale è quello di Alessandro Sambini, che assembla opere di artisti non professionisti raffiguranti scorci di via Alloro.
Nei lavori di Alessandro Calabrese e di Teresa Giannico è evidente il dialogo tra le due opere e abbiamo deciso di metterli in un’unica stanza. Teresa è una degli artisti che ha rielaborato la sua opera appositamente per questa mostra: le mattonelle colorate dell’appartamento palermitano sono state sostituite dal parquet della galleria milanese, così come una tazza di caffè ha preso il posto di frutta e verdura, l’elemento che però rimane è proprio il cartellone di Alessandro che per questa mostra abbiamo deciso di posizionare sul muro di fronte.
Il lavoro di Oli Bonzanigo ha avuto il bisogno di una stanza a parte per restituire l’atmosfera prodotta dall’elemento sonoro. Il fotografo Takashi Homma si è soffermato sul rapporto tra uomo, architettura e natura visto attraverso la finestra, un elemento ricorrente nei suoi lavori, dispositivo di visione e strumento utilizzato per il rituale della camera oscura. L’ultima stanza ospita l’opera video di Martina Corà, alla quale abbiamo deciso di dedicare uno spazio più ampio all’installazione.

Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo, la mostra. courtesy Viasaterna, Milano
Casino Palermo #2, Takashi Homma, installation views 04 © Viasaterna
Casino Palermo #2, Takashi Homma, installation views 04 © Viasaterna