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“Guardare la realtà da una diversa prospettiva”: il nuovo biennio 2026/2027 di grandi mostre al Pirelli HangarBicocca.

Le mostre personali in programma nel 2026 sono dedicate a Benni Bosetto, Rirkrit Tiravanija, Aki Sasamoto, Luciano Fabro, mentre il 2027 vede la presenza di Carlos Bunga, Janet Cardiff & George Bures Miller, Hicham Berrada e Cecilia Vicuña. 
Benni Bosetto Jewels, 2019 Veduta dell’installazione, “Fallen empire and refound desire”, Asiat Vilvoorde, Belgio, 2019 Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi/Milano Foto Jeroen Verrecht
Benni Bosetto Florida, 2016 Veduta dell’installazione, “Florida”, Tile Project Space, Milano, 2016 Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi/Milano Foto Floriana Giacinti

Cosa significa occuparsi di arte contemporanea? Domanda insidiosa che stimola una risposta altrettanto scivolosa. Risponde, senza tanti giri di parole, Marco Tronchetti Provera, il presidente della Fondazione HangarBicocca: “L’arte è la visione della realtà e del mondo da un’angolazione diversa. E’ insito nella visione dell’arte avere una prospettiva futura sul mondo. L’angolo diverso, è indispensabile. La nostra è un’azienda industriale in un mondo che si evolve molto velocemente. Quello che noi vediamo oggi, avverrà domani, in modo totalmente diverse. La sfida è immaginare ciò che avverrà tra 10, 20 anni. Per vedere in anticipo, bisogno guardare da un angolo diverso, e l’arte contemporanea, per definizione, guarda la realtà da una prospettiva diversa.”

Esordisce con questa ‘visione’ il presidente Tronchetti Provera, per lasciare la parola al direttore artistico, Vicente Todolí, per spiegare il criterio con cui invitano gli artisti nel complesso spazio espositivo di Pirelli HangarBicocca. “Ho sempre pensato che ogni museo deve avere una propria personalità. Cito spesso l’architetto Louis Kahn che, prima di prestarsi a progettare un edificio, domandava: ‘cosa vuoi essere?’. Da quando sono qui, ho rivolto la stessa domanda all’Hangar: ‘cosa vuoi essere?’. La risposta che ho trovato è stata: voglio rimanere come sono, con il mio complesso spazio, ma poi voglio essere trasformato con l’accoglienza che faccio agli artisti. Allo stesso tempo, agli artisti spetta la sfida di non utilizzare uno spazio ‘white cube’, bensì qui ci sono delle limitazioni e sfida. Ma sono proprio queste sfide che stimolano la creazione di qualcosa di nuovo e inaspettato. Prima di invitare un artista a fare una mostra, lo esortiamo a confrontarsi con lo spazio. Facciamo dei ‘test’, prima con immagini, volumetrie, nastri, per capire se nasce una relazione simbolica tra lui e lo spazio, per far nascere qualcosa di nuovo e sorprendente. Per molti versi, tutte le volte è una sorta di gioco di cui non sappiamo quale sarà il risultato finale”

Riprende la parola Tronchetti Provera, per sottolineare quanto sia importanti che l’impresa industriale essere parte integrante della società, “perchè un’azienda non deve essere solo produttrice di soldi, ma bensì di valori. Produrre valore che duri nel tempo. E ritengo che la gratuità dell’Hangar è un valore. Cerchiamo, nel nostro piccolo, di dare questo segnale. La società è fatta di impresa, cultura, e una forte combinazione tra loro; il futuro si costruisce solo se c’è una base culturale.” 
Dai buoni proposti, segue la presentazione del programma 2026 -2027, che si è concertata su quelli che saranno i protagonisti di Pirelli HangarBicocca.
Le mostre personali in programma nel 2026 sono dedicate a Benni Bosetto, Rirkrit Tiravanija, Aki Sasamoto, Luciano Fabro, mentre il 2027 vede la presenza di Carlos Bunga, Janet Cardiff & George Bures Miller, Hicham Berrada e Cecilia Vicuña

Rirkrit Tiravanija untitled 1996 (rehearsal studio no. 6, open version), 1996 Veduta dell‘installazione, “Rirkrit Tiravanija: DAS GLÜCK IST NICHT IMMER LUSTIG”, Gropius Bau, Berlino, 2024 Courtesy l’artista © Gropius Bau Foto Nick Ash
Luciano Fabro Vetro di Murano e shantung di seta pura (Piedi), 1968-71 Veduta dell’installazione, 36. Biennale di Venezia, 1972 Courtesy Archivio Luciano e Carla Fabro Foto Luciano Fabro
Luciano Fabro con Io rappresento l’ingombro dell’oggetto nella vanità dell’ideologia. Lo Spirato, 1968-73, durante l’allestimento della mostra personale “Letture parallele IV”, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano, 1980 © Archivio Fotografico A. Guidetti e G. Ricci Foto Giovanni Ricci

Todolì ha introdotto le varie mostre, partendo dalla giovane italiana Benni Bosetto (Merate, Italia, 1987). Lei trasformerà lo Shed in uno spazio domestico, un organismo vivente, nel quale stanze, pareti e superfici si animeranno, restituendo allo spazio una dimensione umana e sollecitando profonde riflessioni sul corpo, sull’intimità esposta allo sguardo dell’altro, sulla cura e sul riposo come forme di resistenza. Si alterneranno anche appuntamenti dedicate alla performance. Lo mostra ospiterà uno spazio per ballare il tango – “Milonga” -; darà vita ad un visione diversa dello spazio dello Shed. 

A marzo sarà la volta di Rirkrit Tiravanija (Buenos Aires, 1961), uno degli artisti di quella che, sottolinea Todolì, è stata l’ “arte relazionale” in cui era fondamentale il ruolo del pubblico, “l’opera non è compiuta senza questa partecipazione”.  Dagli anni Novanta, la sua pratica si modella intorno all’impegno sociale e all’identità culturale reinventando lo spazio espositivo con la riproduzione di attività del quotidiano e promuovendo un ambiente dinamico in cui la collaborazione è parte integrante dell’opera. La retrospettiva in Pirelli HangarBicocca è dedicata alla ricerca dell’artista sulla pratica spaziale e architettonica. Insieme a opere storiche, la mostra includerà installazioni concepite ispirandosi a edifici iconici di architetti come Rudolf Michael Schindler, Frederick Jacob Kiesler e Le Corbusier offrendo opportunità di incontro e di esperienze di vita reale, toccando aspetti legati al tempo libero, al gioco e al relax. La mostra si svilupperà come un ‘labirinto’, e sottolinea Todolì, “vedremo come reagirà il pubblico a questa proposta di Tiravanija.

A settembre, lo Shed ospiterà la personale di Aki Sasamoto (Kanagawa, Giappone, 1980), la cui ricerca si trova nel confine tra performance, scultura, installazione e video. Una nota: Sasamoto è stato studente di Tiravanija negli anni in cui è vissuto in Colomboia. Le sue esperienze immersive evocano un immaginario metaforico e indagano il tempo, la memoria e le stranezze del comporta- mento umano e del quotidiano con un’intuizione giocosa e profonda. La mostra in Pirelli HangarBicocca sarà la prima rassegna dedicata al lavoro dell’artista in Europa e, attraverso opere che ripercorrono due decenni di ricerca artistica, il progetto approfondirà la nozione di “connessione” e la complessità delle relazioni.

Il programma 2026 si chiude con la prima retrospettiva dedicata a Luciano Fabro in Italia dopo la sua scomparsa nel 2007. Esponente di spicco del movimento dell’Arte Povera e figura centrale dell’arte italiana nel dopoguerra, all’HangarBicocca sarà presentato con un focus: “sulla sua idea dello spazio o quelli che lui chiamava gli ‘habitat’.” L’artista ha approfondito gli aspetti linguistici della scultura e ha sperimentato le potenzialità espressive di materiali diversi come il marmo, il ferro, il vetro o la seta. La mostra in Pirelli HangarBicocca realizzata in collaborazione con l’Archivio Luciano e Carla Fabro, presenterà un’ampia selezione di sculture e installazioni e approfondirà la ricerca percettiva e spaziale avviata dall’artista negli anni Sessanta. In particolare, tutta la mostra è generata dal grande ambiente che l’artista ha presentato a Rotterdam 1981. 

Aki Sasamoto Delicate Cycle, 2016 Veduta dell’installazione, “Aki Sasamoto: Delicate Cycle”, SculptureCenter, New York, 2016 Courtesy l’artista e SculptureCenter, New York Foto Kyle Knodell
Aki Sasamoto Point Refection (video), 2023 (still da video) Video monocanale, colore, suono, 23’29” Colonna sonora originale di Matt Bauder Courtesy l’artista e Bortolami, New York
Janet Cardiff & George Bures Miller The Paradise Institute, 2001 Veduta dell’installazione, “The Secret Hotel”, Kunsthaus Bregenz, Austria, 2005 Courtesy gli artisti e Luhring Augustine, New York Foto Markus Tretter

A febbraio 2027 lo Spazio Shed ospota l’artista Carlos Bunga (Porto, Portogallo, 1976).  Bunga trasformerà radicalmente l’ambiente ridefinendone i confini e stravolgendone i volumi. L’artista multidisciplinare evidenzia le dinamiche gerarchiche e autoritarie che sottendono gli spazi e gli ambienti nei quali viviamo attraverso un sapiente utilizzo del colore e della matericità, sculture e performance. Questioni complesse e stratificate quali immigrazione, demografia e disparità economico-sociale, affiorano dal continuo e incessante processo di costruzione-demolizione attuato dall’artista. 

A marzo nello Spazio Navate, sarà la volta di Janet Cardiff & George Bures Miller (Ontario, Canada, 1957; Vegreville, Canada, 1960). Il sodalizio artistico tra i due artisti (negli anni precedente, la Cardiff ha lavorato autonomamente) cominciato nel 1995.  La pratica degli artisti mette in discussione l’esperienza sensoriale, generando ambienti immersivi, ambigui ed emozionali nei quali l’osservazione si subordina all’ascolto e il suono diviene guida per le immagini. Le installazioni di Cardiff e Bures Miller conducono lo spettatore all’interno di una realtà distorta e fantastica in cui le percezioni del tempo e dello spazio si confondono. Per la loro prima grande retrospettiva in un’istituzione italiana negli ultimi vent’anni, le Navate saranno abitate da installazioni monumentali, ambienti sonori e interventi intimi, tra opere storiche e nuovi interventi appositamente pensati per gli spazi di Hangar. 

A settembre 2027, nello Spazio Shed vedremo la più ampia mostra monografica – e per la prima volta in un’istituzione italiana – di Hicham Berrada (Casablanca, Marocco). L’artista porterà in Pirelli HangarBicocca i suoi ambienti immersivi e multisensoriali che riscrivono i confini tra arte e scienza. At- tingendo alla storia del cinema e all’estetica dei videogiochi, oltre che a studi di botanica e mineralogia, l’artista realizza sculture e installazioni che fondono leggi della fisica a scenografie suggestive, formule matematiche con ambientazioni oniriche. Tra laboratorio scientifico, Wunderkammer e cinematografo, l’ambiente dello Shed ospiterà stampe fotografiche e proiezioni video che dialogheranno con lo spettacolo della natura contenuto in teche di vetro.

Chiude il programma nell’ottobre del 2027 nello Spazio Navate Cecilia Vicuña (Santiago del Cile): artista, poetessa e attivista la cui pratica si distingue come una delle più radicali nel panorama contemporaneo e rappresenta una delle voci più influenti del contesto artistico internazionale degli ultimi decenni. Il suo lavoro – che oscilla tra scultura, installazione, poesia, pittura, video e performance – si contraddistingue per l’impegno politico e sociale, con particolare riferimento alla memoria indigena, e per l’impiego di materia- li naturali e organici – come lana, conchiglie, piume e legni. La retrospettiva in Pirelli HangarBicocca presenterà un’ampia selezione di opere in un’indagine stratificata e sensibile, che unisce percezione e memoria, spiritualità e attivismo, e che toccherà questioni legate alle urgenze sociopolitiche, culturali ed ecologiche. Le Navate si tra- sformeranno in una sorta di archivio vivente, accogliendo frammenti e tracce di saperi e conoscenze ancestrali. 

Per il biennio, particolare attenzione sarà data al Public Program. Il Public Program di Pirelli HangarBicocca si articola in una serie di eventi culturali fi- nalizzati ad offrire al pubblico la possibilità di approfondire alcuni aspetti della pratica degli artisti esposti e di aprire riflessioni interdisciplinari sui temi delle mostre e del- le installazioni permanenti. A partire dal 2012 si sono tenuti circa 150 eventi, tra cui talk, simposi, concerti, dj set, installazioni sonore, performance, rassegne di film, con- versazioni con artisti, workshop, book club, passeggiate in mostra, visite speciali. Tali eventi hanno visto la presenza e il contributo degli artisti, curatori, studiosi, intellettua- li e artisti di differenti discipline.

Carlos Bunga The Irruption of the Unpredictable, 2024 Veduta dell’installazione, Manifesta 15 Barcelona Metropolitana, 2024 Courtesy l’artista e Adrià Goula Foto Adrià Goula
Hicham Berrada Présage, 2007-in corso Veduta dell’installazione, “Avant l’orage”, Bourse de Commerce – Pinault Collection, Parigi, 2023 Courtesy Pinault Collection, Parigi © 2025 Hicham Berrada / SIAE Foto Aurélien Mole

Mostre Pirelli HangarBicocca 2026/27

Benni Bosetto – 12.02 – 19.07.2026
Anteprima stampa 10.02.2026
A cura di Fiammetta Griccioli

Rirkrit Tiravanija – 26.03 – 26.07.2026
Anteprima stampa 24.03.2026
A cura di Lucia Aspesi e Vicente Todolí 

Aki Sasamoto – 17.09.2026 – 17.01.2027
Anteprima stampa 15.09.2026
A cura di Roberta Tenconi con Tatiana Palenzona

Luciano Fabro – 08.10.2026 – 21.02.2027
Anteprima stampa 06.10.2026
A cura di Fiammetta Griccioli, Roberta Tenconi e Vicente Todolí
con la collaborazione di Silvia Fabro
(Archivio Luciano e Carla Fabro)

Carlos Bunga – 02 – 07.2027
A cura di Lucia Aspesi e Sandra Guimarães

Janet Cardiff & George Bures Miller – 03 – 07.2027
A cura di Fiammetta Griccioli e Vicente Todolí

Hicham Berrada – 09.2027 – 01.2028
A cura di Vicente Todolí con Tatiana Palenzona

Cecilia Vicuña – 10 2027 – 02.2028
A cura di Lucia Aspesi e Roberta Tenconi

Cover: Rirkrit Tiravanija, untitled 2006 (palm pavilion), 2006-08 Veduta dell’installazione, kurimanzutto, Città del Messico, 2008 – Courtesy l’artista e kurimanzutto

Cecilia Vicuña Arco Arrayán, 1990 Courtesy l’artista e Lehmann Maupin, New York, Seul e Londra © 2025 Cecilia Vicuña / SIAE
Cecilia Vicuña, Pueblo de Altares, 1990-2023 Veduta dell’installazione, “Cecilia Vicuña: Soñar el agua, una retrospectiva del futuro (1964–…)”, Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires MALBA, Buenos Aires, 2023 Courtesy l’artista e Lehmann Maupin, New York, Seul e Londra © 2025 Cecilia Vicuña / SIAE © MALBA Foto Santiago Ortí