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Atlas Borealis di Carsten Nicolai da Pinksummer, Genova

“Penso che il suono sia un linguaggio universale, l’effetto delle costellazioni di note, o frequenze, al modo in cui possono parlarci.” Carsten Nicolai

Testo di Lorenzo Morra —

Premetto che il mio utilizzo del termine suono all’interno del testo risulterà inevitabilmente ambiguo, in quanto sono consapevole che le onde elettromagnetiche emesse dai corpi celesti non siano effettivamente suoni, ma frequenze che, in quanto appunto onde, possono facilmente essere tradotte in onde sonore. E io che uno scienziato non sono, posso interpretare queste onde solo in funzione del suono, che quindi mi avvicina ad una comprensione tutto fuorché scientifica dell’argomento.
La Sonda Solare Parker (PSP) è stata lanciata nello spazio nel 2018, e il 29 Ottobre dello stesso anno è diventato l’oggetto artificiale più vicino al Sole; dal 2018 PSP orbita intorno al sole, raccogliendo informazioni sul campo magnetico della Stella, i suoi flussi di energia, e i movimenti dei venti solari.

Nel 2020, l’Università John Hopkins ha pubblicato sul suo profilo Soundcloud una rappresentazione sonora delle onde elettromagnetiche del vento solare. La resa acustica delle onde elettromagnetiche registrate dalla Sonda Solare Parker può essere descritta come un lamento, un mix di sibili e suoni che sembrano provenire dal fondo del mare.

“Penso che il suono sia un linguaggio universale, […] l’effetto delle costellazioni di note, o frequenze, al modo in cui possono parlarci.”

(Carsten Nicolai, Atlas Borealis, Comunicato stampa in forma di intervista, Pinksummer, 2026)

Nel 2026 entro in una stanza bianca, alle pareti cornici bianche. Nelle cornici disegni estratti dall’Atlas Borealis di Antonin Becvàr, mappe dell’universo, spicchi di universo selezionati da Carsten Nicolai; spicchi su cui sono disegnati, affidandosi al caso, sei cerchi. I numeri del lotto in Germania sono sei, non cinque come in Italia. In Italia il lotto moderno è nato a Genova. E a Genova Nicolai, abbandonandosi al caso, porta sedici estrazioni del lotto universale. Costellazioni casuali, senza forme riconoscibili. Trarremo le nostre conclusioni.

Ma se l’universo fosse tempestato di sonde, sospese nel vuoto captando onde emesse dai corpi celesti, qualcuno potrebbe avere la pazienza di tradurre tutte queste frequenze in suono, e da qui potrebbe nascere un atlante del suono fittizio dell’universo. I cerchi tracciati da Carsten Nicolai comporrebbero dei cluster di suono casuale. Le pareti della galleria Pinksummer non esporrebbero più estrazioni del lotto universale, ma un cacofonico e casuale spartito del “suono” dell’universo: Pitagora e Boezio parlavano dell’armonia della musica delle sfere, Keplero ha scritto sull’Armonia del Mondo, musicisti hanno cercato a più partite di replicare un suono coerente dell’universo, Carsten Nicolai inavvertitamente o meno, ha estratto al lotto delle disarmonie universali.

Carsten Nicolai, Atlas Borealis, 2026. Exhibition view. Courtesy of Pinksummer and the artist. Photo © Alice Moschin.
Courtesy of Pinksummer and the artist. Photo © Studio Carsten Nicolai
Carsten Nicolai, Atlas Borealis, 2026. Exhibition view. Courtesy of Pinksummer and the artist. Photo © Alice Moschin.