ArtVerona presenta Visiting Curator | Ce ne parla Maria Chiara Valacchi

"Crediamo molto in un’idea di fiera condivisa ed estesa, una piattaforma che possa sviluppare proficui momenti di scambio e confronto anche fuori dai confini del panorama italiano che, in ogni caso, rimane comunque alla base del nostro lavoro."
30 Settembre 2022
Carla Accardi, Grandi segni, 1984. Acrilico su tela, 70 x 90 cm. Courtesy Galleria Enrico Astuni.

Mancano poche settimane all’apertura della 17° edizione di ArtVerona. Tra le tante novità che ci ha raccontare il direttore Stefano Raimondi nell’intervista pubblicata alcuni giorni fa, anche Visiting Curator: il progetto pluriennale che coinvolge direttori e curatori di istituzioni internazionali. Questa iniziativa è a cura di Maria Chiara Valacchi, curatrice coinvolta anche in Talknow!, la radio ufficiale della fiera, dove seguire le interviste in diretta radiofonica con artisti, curatori e collezionisti.

Seguono alcune domande a Maria Chiara Valacchi —

Elena Bordignon: Per promuovere la scoperta degli artisti italiani nel mondo, ArtVerona ha dato avvio al progetto pluriennale Visiting Curator. In cosa consiste e, concretamente, come aiuta gli artisti italiani?

Maria Chiara Valacchi: Il progetto Visiting Curator consiste nell’aver deciso di invitare per due giorni quattro importanti curatori stranieri a scoprire e visitare la fiera veronese; personalità accuratamente scelte dall’art system internazionale chiamate ad approfondire da vicino le varie sezioni, le gallerie, gli artisti e gli eventi a loro connessi, attraverso l’intervento dei suoi promotori e dello stesso direttore Stefano Raimondi. Crediamo molto in un’idea di fiera condivisa ed estesa, una piattaforma che possa sviluppare proficui momenti di scambio e confronto anche fuori dai confini del panorama italiano che, in ogni caso, rimane comunque alla base del nostro lavoro. Trovo che nel nostro campo tentare di stimolare la creazione di nuovi network e possibili corto-circuiti professionali, sia una delle basi fondamentali per creare future e, perché no, concrete nuove possibilità.

EB: Avete invitato quattro personalità, tra direttori e curatori d’istituzioni museali, provenienti da tutti il mondo.  Chi sono e con quali criteri li avete scegli?

MCV: Per questo primo anno sono stati coinvolti Chrissie Iles, critica e storica dell’arte, curatrice della Anne & Joel Ehrenkranz al Whitney Museum of American Art di New York, Nadim Samman, curatore del KW institute for Contemporary Art di Berlino, Michal Novotny direttore della Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea presso la National Gallery di Praga e Christian Malycha, storico dell’arte e direttore curatoriale della Fondazione Friedrichs e capo dell’archivio Andrè Butzer. Sono stati tutti scelti in base alle loro importanti esperienze e allo spessore delle loro conoscenze in ambito contemporaneo. Siamo sicuri che la loro presenza, insieme alle loro competenze, saranno di grande supporto alla kermesse anche per l’assegnazione dei premi promossi dalla fiera in quanto attivamente coinvolti nelle giurie di A Collection, Display Award, Sustainable Art Prize e Icona Prize

ArtVerona – edizione-2021

EB: A tuo parere, perché gli artisti italiani non sono invitati nelle grandi kermesse internazionali? Perchè sono per lo più sconosciuti al grande sistema dell’arte internazionale? 

MCV: Il problema principale è la mancanza di un adeguato riconoscimento (e di  conseguente adeguato supporto) da parte del nostro sistema istituzionale. L’unica loro possibilità per ottenere una giusta approvazione in patria è spesso, paradossalmente, quella di essere scoperti e vidimati prima dal sistema privato internazionale, …un mal costume che posso tranquillamente affermare essere tipicamente Italiano. Da noi non sono previste – se non in qualche caso dove comunque la figura dell’investitore/imprenditore privato rimane fondamentale – risorse economiche pubbliche necessarie per la crescita e lo sviluppo della creatività autoctona e soprattutto giovane. Gli artisti, i curatori e i galleristi, escluso alcuni rari casi, non sono parte di un chiaro piano di tutela; mancano leggi, agevolazioni fiscali, riconoscimenti istituzionali che possono dare lustro ai nostri talenti e al sistema tutto. A questo riguardo, ad esempio, ricordo che durante la pandemia moltissimi di noi non sono stati inclusi in alcuna delle categorie idonee a ricevere il famigerato supporto economico da parte dello stato…uno tra i molti risultati di questa condizione di invisibilità; se siamo i primi a non credere nel nostro circuito culturale dubito che possano quindi farlo altrove. 

EB: ArtVerona da anni porta avanti, con coerenza, dei progetti rivolti al ‘sistema italiano’. Pensi che Visiting Curator, per molti versi, accresca e rinforzi il nostro sistema o è una pura operazione di pr? 

MCV: Credo che le operazioni di PR nel nostro sistema siano fondamentali, specialmente nella società odierna dove la comunicazione è alla base di tutto e soprattutto in una fiera che, nonostante si ponga dei sani obiettivi di accrescimento culturale-territoriale, necessita di favorire gli imprescindibili aspetti di networking ed economici che contraddistinguono un’azienda fieristica che nel tempo, anno dopo anno, ha voglia di migliorare. Rivolgersi al sistema italiano non vuol dire chiudersi nei confini del nostro paese, ma esaltare i nostri talenti anche a livello internazionale.

EB: Oltre a Visiting Curator ti occupi anche di un altro progetto per la fiera, Talknow!. Di cosa si tratta e cosa ci proporrà per la prossima edizione?

MCV: Talknow! si svilupperà in 4 appuntamenti in forma di podcast, divulgati attraverso i nostri canali social e apple music, della durata di un’ora circa cadauno. Quest’anno saranno presenti ospiti illustri come la curatrice Cecilia Alemani, l’ex ministro e attualmente presidente fondazione Maxxi Giorgia Melandri, l’artista Stefano Arienti, la collezionista Vanessa Carlon, il filosofo Leonardo Caffo, il neo presidente di palaexpo Marco De Logu, l’ingegnere Franco Losi di Cinello, il docente di politiche culturali presso l’università Ca’ Foscari Federico Panozzo, il commercial Director di Artbasel Maia Guarnaccia e tanti altri protagonisti coinvolti appositamente per questa edizione di ArtVerona; tutti loro, con le loro differenti formazioni e competenze, risponderanno a domande sui diversi temi cruciali dell’arte contemporanea. 

PierPaolo Calzolari, Senza Titolo (pesci rossi) 1973 – Sale su cartacartone grafite, piombo, piastra in ferro, vaso in vetro, pesci rossi) Studio la Citta Verona
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