ArtVerona 2023: l’anno della maturità!

“L’edizione di quest’anno si presenta come un evento che punta sia al rafforzamento del rapporto con il territorio, sotto il profilo culturale e imprenditoriale sia alla costruzione di sinergie tra operatori nazionali e internazionali." Stefano Raimondi
23 Giugno 2023
Peter Halley – The-Wrong Place, 2022 – Courtesy the artist e Galleria Massimo Minini

Entusiasmo e molte novità hanno caratterizzato la presentazione della prossima edizione di ArtVerona che si svolgerà dal 13 al 15 ottobre a Verona. All’insegna della valorizzazione del sistema dell’arte italiano, l’appuntamento fieristico dedicato all’arte contemporanea vede per il quarto anno Stefano Raimondi come direttore artistico. Già dalle prime frasi di presentazione, il direttore snocciola il numero delle gallerie – 135 –  a cui si aggiungono le editorie e una selezione di spazi no profit, e i tanti progetti che animeranno la prossima edizione.

Stefano Raimondi racconta: “Questa è la mia quarta edizione e, devo dire, che ArtVerona è diventata grande, questo è il suo 18º anno, dunque è l’anno della sua maturità. È una manifestazione diventata grande perché ha saputo ascoltare. Anno dopo anno ho ascoltato i suggerimenti e i consigli dei galleristi e degli espositori. E’ importante ascoltare i protagonisti di una fiera, per capire i loro bisogni ed esigenze, ma soprattutto per capire dove stiamo andando come fiera. Devo sottolineare che ArtVerona è  cresciuta perché ha messo al centro i collezionisti, provenienti dal territorio sia nazionale che internazionale.”
Tra e prime novità elencate da Raimondi è l’ampliamento nell’advisory board di ArtVerona, composto da Antonio Coppola, Giorgio Fasol, Massimo Gazzani e Alessia Zorloni, che dal 2023 si arricchisce di due nuove figure chiave, attraverso le quali impostare una strategia di coinvolgimento più esteso di industriali e imprenditori del bacino territoriale veneto e nazionale: Katia Da Ros e Virginia Montani Tesei

A livello contenutistiche, continua Raimondi, “Per me questa edizione è la migliore, ma lo dico tutti gli anni, dunque non è molto valido. Ma ci credo veramente che questiono sia una delle migliori edizioni. Ad iniziare proprio dal progetto che da alcuni anni connota la fiera, la grande opera d’arte che prende la forma di un tappeto – il Red Carpet – che ogni anno viene affidato un artista. Dopo Paola Pivi e Stefano Arieti, per incentivare la vocazione all’internazionalità della fiera, quest’anno abbiamo selezionato Peter Halley, uno dei grandi maestri dell’arte americana che realizzare un’opera visibile solo per i 4 giorni della fiera. Da sottolineare che il tappeto è realizzato con nylon riciclato, per ribadire l’impegno della fiera per i temi della sostenibilità.”

Dopo il successo dell’anno scorso, la fiera ripropone Habitat, progetto culturale dedicato a grandi artisti storici italiani, concepito come creazione di spazi immersivi capaci di realizzare coinvolgenti modelli di fruizione e offrire al visitatore un’inedita esperienza di visione. “Il visitatore è immerso e circondato in tutti i sensi dall’opera d’arte. L’ispirazione sono gli ambienti degli anni ’50 di Lucio Fontana, per svilupparsi con molti altri artisti negli anni ’60, allargando così la fruizione partecipazione dell’opera.” 

Marinella Pirelli – Film Ambiente 1969-2004 – Allestimento al Museo del 900 a Milano © Lorenzo Palmieri per Electa Editori

I padiglioni della fiera ospiteranno due Habitat, uno dedicato a Gianni Colombo e l’altro a Marinella Pirelli. Il progetto, realizzato grazie alla fondamentale collaborazione con l’Archivio Gianni Colombo e l’Archivio Marinella Pirelli, vuole sottolineare anche la vitale rilevanza che gli Archivi hanno per la tutela, valorizzazione e promozione di figure imprescindibili dell’arte italiana. “Oltre a questi due habitat, ce ne sarà un terzo, per confermare la stretta relazione tra ArtVerona con la città di Verona, ospitato alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti. A Palazzo della Ragione sarà presentato  un progetto espositivo di Giulio Paolini, curato ma me e da Patrizia Nuzzo, dal titolo Et in Arcadia Ego.” 

La struttura della fiera rimane quella classica: la Main Section che vede la presenza di realtà provenienti dall’Italia e dall’estero a cui si affiancano alcune aree speciali: Innova, dedicata a gallerie emergenti e sperimentali che potranno esporre in forma di personale o di collettiva la ricerca sui linguaggi contemporanei, coinvolgendo fino a un massimo di tre nomi; Introduction, curata da Hannah Eckstein, direttrice della Grässlin Collection, St. Georgen e direttrice artistica del Kunstverein Friedrichshafen, che vede la presenza di sei gallerie straniere invitate da gallerie storiche a presentare quegli spazi espositivi che hanno visto nascere e supportato nella crescita.
Curated by, a cura di Giacinto Di Pietrantonio, con le proposte di gallerie che collaborano con un curatore per la realizzazione dello stand. LAB è la sezione dedicata alle residenze d’artista e alle realtà sperimentali no profit, appositamente selezionate per far emergere la vivacità di questi inediti attori sulla scena contemporanea in Italia. Curata da Giulia Floris, quest’anno LAB prevede un’estensione in città con un dialogo tra l’interno e l’esterno della fiera.
Tra le novità di quest’anno, POV-Point Of View, a cura di Edoardo Monti, una sezione digital che analizza l’impatto dei social media e di Internet sull’arte contemporanea e propone una selezione di protagonisti a vario titolo della comunicazione nel macrocosmo artistico. 
Tanti i premi che ruotano attorno alla fiera. Se ne contano ben 11, frutto delle partnership nuove e consolidate. Oltre al fondo di acquisizione A Disposizione e a Display, entrambi promossi da Veronafiere, tornano nell’edizione 2023 il Premio A Collection, il Premio Montani Tesei, il Premio Casarini DueTorri Hotel, il Premio MZ Costruzioni, il Premio Massimiliano Galliani per il Disegno Under35, il Sustainable Art Prize e il Premio Icona sostenuto dalla Fondazione Coppola di Vicenza. 

Gianni Colombo – Spazio Elastico 1967, Ricostruzione per la galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, 2005 – Foto Giorgio Pizzagalli – Archivio Gianni Colombo Milano
Giulio Paolini – Studio per la Riapparizione della Vergine © Bettina della Casa, Torino – Fondazione Anna e Giulio Paolini © Giulio Paolini

Altra novità di cui abbiamo saggiato un’anteprima gli scorsi mesi, Cabaret, il programma talk affidato a Nicolas Ballario, esperto d’arte contemporanea, volto di Sky Arte e voce di Radio Rai. Cabaret si caratterizza per il tono teatrale che avranno le pubblicliche conversazioni. I talk dunque non sono più presentati come conferenze (suonano noiose?) ma bensì come veri cabaret. Se ne contano di tre tipi:  maratone oratorie di 25 minuti dove i partecipanti avranno al massimo due minuti a testa per presentare un libro, un museo o una mostra, con ritmi serrati; uno contro tutti, dove personaggi “molto particolari” verranno messi a processo dal mondo dell’arte e viceversa; lo spettacolo LIVES, ideato dal musicista Rodrigo D’Erasmo, polistrumentista, compositore e membro degli Afterhours, e dallo stesso Ballario che porta sul palco la vita di un protagonista dell’arte contemporanea, tra parole e musica. 

In fiera si contano anche altri Format: Visiting Curators, a cura di Maria Chiara Valacchi, vede coinvolti direttori e curatori d’istituzioni museali da tutto il mondo, per creare un dialogo tra il sistema dell’arte italiano e quello internazionale; ArteMuseo è il progetto triennale, giunto alla seconda edizione, ideato e sviluppato da Elena Forin che si pone in diretta continuità con la positiva esperienza di LEVEL0, il format dedicato alla collaborazione tra i diversi attori del sistema dell’arte – fiera, musei, fondazioni, gallerie, artisti. E per finire, Standchat, curato da Saverio Verini è il format che permette al pubblico d’incontrare vis-à-vis gli artisti protagonisti in fiera all’interno degli stand delle gallerie che li rappresentano. 

Sempre più fitto e proficua la relazione tra ArtVerona e la città. Oltre all’Habitat di Giulio Paolini a Palazzo della Ragione, gli spazi di Castel San Pietro ospiteranno TOMORROWS Notes on the future of the Earth. Progetto di Fondazione Cariverona, a cura di Jessica Bianchera e Marta Ferretti. Tema del progetto: una riflessione transdisciplinare nel campo dell’ecologia e della sostenibilità per affrontare temi come l’interconnessione tra gli esseri viventi, la biodiversità, le dinamiche socio-culturali.
Si aggiungono a queste proposte altri luoghi culturali. Si torna a dare visibilità il giovedì sera a Veronetta, che è anche sede dell’Università di Verona e di palazzi storici attualmente in fase di restauro; è  stata riconfermata la collaborazione con il nuovo hub culturale E.ART.H, e riprende la rassegna Theatre ArtVerona, vetrina di produzioni e laboratorio di eccellenze che dà spazio a produzioni sperimentali. 

Spazio Elastico, 1967, Galleria Attico, Roma, 1968 – Archivio Gianni Colombo Milano
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