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Le parole diventano immagini – Alice Guareschi allo Spazio Treccani Arte – Roma

Testo di Anna Maria Renzi — Il progetto prende vita in un nuovo spazio aperto ad ottobre al piano terra dello storico Palazzo Mattei di Paganica, sede dell’Istituto della Enciclopedia Italiana e destinato ad ospitare esposizioni, incontri e presentazioni. Una...

Alice Guareschi – Giorno – Spazio Treccani Arte (Installation View) – Courtesy Treccani Arte e l’Artista
Alice Guareschi, YET NOT YET, 2024 – Courtesy Treccani Arte e l’Artista

Testo di Anna Maria Renzi

Il progetto prende vita in un nuovo spazio aperto ad ottobre al piano terra dello storico Palazzo Mattei di Paganica, sede dell’Istituto della Enciclopedia Italiana e destinato ad ospitare esposizioni, incontri e presentazioni. Una vera e propria galleria nelle cui sale è anche possibile ammirare oltre 30 opere della collezione di Treccani Arte, ramo dell’Istituto nato cinque anni fa e dedicato all’arte contemporanea.
Iacopo Ceni, responsabile di Treccani Arte e curatore di Voci, ha invitato gli artisti a partecipare con interventi testuali, due inediti e uno site specific, partendo da una voce del Vocabolario della lingua italiana e dalla sua definizione.  Inaugura la serie Alice Guareschi (1976), che ha scelto la parola “giorno”, vista nel suo significato di “intervallo di tempo”, trasformandola in immagini, avvolgenti e immersive.
La ricerca di Guareschi ruota intorno allo spazio e al tempo, l’artista nel suo agire appunta parole, frasi che la colpiscono, le ritaglia, le mette da parte per poi utilizzarle in un secondo momento, anche dopo molto tempo, lasciando che queste ispirino e stimolino pensieri in base alla percezione soggettiva, al loro ritmo, al loro suono.
Con i due neon esposti lavora sulla tridimensionalità del testo che per mezzo della luce si impone plasticamente nello spazio. Nel primo, l’espressione inglese di uso colloquiale hereish (più o meno qui),in cui il suffisso – ish conferisce alla parola un valore approssimativo, nel secondo yet no yet (ancora non ancora) un palindromo che genera un movimento tra passato e futuro e una riflessione sul tempo.
L’opera site specific concepita per le pareti della sala, è una successione di parole, bianco su bianco, che avvolge le pareti in un movimento a spirale, una riflessione sulla relatività del tempo. “L’intento è stato quello di creare uno spazio immersivo ma non invasivo – dice l’artista – che corre il rischio, intenzionalmente, di non essere percepito…” Il bianco su bianco, infatti, non permette di cogliere immediatamente l’intervento, non c’è contrasto tra testo e sfondo, ma offre la possibilità, se si vuole, di soffermarsi, avvicinarsi e ricomporre le parole oppure può portare ad un approccio veloce che passa oltre, il gesto artistico non si impone, la reazione è personale. 
Un lungo processo di selezione porta alla scelta di verbi come sapere, scrivere, conoscere, uniti alla formula “takes time”, in una sequenza ritmica, favorita dall’uso dell’inglese, una sorta di metronomo che ribadisce la necessità del tempo per svolgere certe azioni, sia quotidiane che occasionali.
Su una porzione di muro che aggetta verso l’interno, altre parole, questa volta più incisive, nero su bianco, public signdaily gestures (segno pubblico, gesti quotidiani), che a cavallo dell’angolo vi si adattano e prendono significato anche lette singolarmente o in verticale.

La mostra di Alice Guareschi sarà visitabile allo Spazio Treccani fino al 14 giugno 2024.

Alice Guareschi – Giorno – Spazio Treccani Arte (Installation View) – Courtesy Treccani Arte e l’Artista
Alice Guareschi – Giorno – Spazio Treccani Arte (Installation View) – Courtesy Treccani Arte e l’Artista
Alice Guareschi, HEREISH_2024 – Coutesy Treccani Arte e l’Artista