Opere come note a margine dell’esistenza | Alejandro Cesarco alla Galleria Raffaella Cortese

“Le opere, per lo più fotografiche, affrontano tra i vari temi il dolore dell’estraniamento, il disagio della memoria e la paura dell’oblio; queste opere alludono alla precarietà dell’habitat dell’essere umano e alla fragilità dell’intimità.” Alejandro Cesarco

14 Gennaio 2023
Alejandro Cesarco – Down & Across (I & II), 2020. Stampe a getto d’inchiostro; 119 × 82,5 cm cad. – The Ongoing Story – Courtesy Galleria Raffaella Cortese – Photo Lorenzo Palmieri
Alejandro Cesarco – Figure With Shadow (Stage I-III), 2022. Stampe a getto d’inchiostro; 90 × 60 cm cad.- The Ongoing Story – Courtesy Galleria Raffaella Cortese – Photo Lorenzo Palmieri

“La mostra è una selezione di lavori recenti che esplorano i confini emotivi della vita in un’epoca sempre più ricca di incertezze. I lavori delineano una cornice affettiva dell’esperienza vissuta e, in vari modi, si concentrano su una identità costruita in relazione all’altro. Le opere, per lo più fotografiche, affrontano tra i vari temi il dolore dell’estraniamento, il disagio della memoria e la paura dell’oblio; queste opere alludono alla precarietà dell’habitat dell’essere umano e alla fragilità dell’intimità.” 

In queste poche righe di introduzione alla sua terza personale dal titolo The ongoing story alla Galleria Raffaella Cortese, Alejandro Cesarco traccia i bordi di quella che lui definisce ‘una cornice affettiva’ dell’esperienza (fino al 9/02). Con un limitato utilizzo di mezzi espressivi – fotografia e stampe di testi – l’artista costruisce un percorso analitico dove alienazione, ricordi, relazioni, sono raccontati per frammenti, suggestioni. Davanti alle sue opere si ha sempre la sensazione che l’artista abbia scarnificato un concetto che a sua volta indaga una sensazione, un ricordo. L’ostentata freddezza delle sue opere, la poco generosità sia cromatica che formale, il ridurre le esperienze – anche personali – a pochi e calibrati frammenti, siano essi parole, campiture cromatiche o fotografie di semplice nastri appesi su una scarna parete,  altro non sono che una calibrata messa a fuoco di un precisissimo e misurato concetto. Anche gli stessi titolo delle opere, sembrano scelti per mantenere la massima densità e circoscrizione. 

Suddivisa nei tre spazi della Galleria in via Stradella, la mostra raccoglie recenti lavori testuali, fotografie e un testo a parete. Accompagnate da una breve descrizione dello stesso artista, le opere sembrano rispecchiarsi le une sulle altre, come ad esempio le tre fotografie dal titolo The Long Term (A Measure of Intimancy I, II, III) del 2020, il “ritratto di una coppia particolare”, che raccontano, mediante dei nastri annodati di stoffa, le inafferrabili e molto spesso incomprensibili dinamiche delle relazioni di coppia. L’artista sembra raccontare le fragilità umane con lievi e semplici elementi, che rifuggono la prosaicità della metafora, per concentrarsi invece su quella che potremmo definire una particolare fisica delle emozioni dove reazioni, spinte, grandezze vettoriali ed equivalenze sono ridotte a formule formali, sistemi dove l’ordine degli elementi è spesso dominato da leggi sconosciute o, più probabile, dal caso.

Alejandro Cesarco – Installation view – The Ongoing Story – Courtesy Galleria Raffaella Cortese – Photo Lorenzo Palmieri
Alejandro Cesarco – Playing the Standards (As If it Were Isa Genzken) / (As If it Were Adrian Piper) / (As If it Were Cy Twombly), 2020 – The Ongoing Story – Courtesy Galleria Raffaella Cortese – Photo Lorenzo Palmieri

Esempio ne siano le opere Down & Cross (I & II): disegni realizzati nel 2020 durante in primi mesi di lockdown, “che testimoniano attraverso colore e indizi forniti, un periodo di mancanza di significato apparente”. L’artista, guidato da uno sconosciuto sentimento, ha colorato la griglia di una serie di cruciverba. Impossibile decifrare la logica o, appunto, le sensazioni che lo hanno portato a scegliere un colore rispetto ad un altro. A fianco di queste opere Figure With Shadow (Stage I, II, III): tre fotografie che rivelano i segni di quello che potrebbe essere il pavimento di un set teatrale, luogo suggerito anche dalle descrizione dell’artista: “Documentazione del processo performativo dell’auto-plasmarsi; un salto in una corrispondenza mimetica con diverse forme di narrativa.” 

Nonostante la diversità di queste tre opere citate, un filo le lega in modo molto stretto: la necessità di dar luogo ad una narrazione. Aiuta il fatto che siano sempre una serie di opere, dove si evince, quello che potrebbe essere un primo o un dopo, la risposta ad una domanda o, semplicemente, come in Down & Cross, la continuazione di un oscuro racconto di una quotidianità costretta e sempre uguale e a se stessa. 

Al civico 7, la sede principale della galleria, l’artista esposte quelle che a mio parere sono le opera più significative dell’intera mostra, Footnote #22 del 2021 e An Angry Silence del 2022: rispettivamente un testo su vinile a parete e una vasta campitura su parete di colore bianco, leggermente diverso dall’intonaco altrettanto bianco della galleria. Formalmente diversi, uno è una scritta mentre l’altro è un semplice non-colore, queste due opere sembrano ribadire l’importanza dello “sfondo”, da intendere nel suo più ampio e allusivo significato. Il wall painting An Angry Silence può essere interpretato, infatti, come l’invisibile retroscena della nostra esistenza, un ‘rumore’ di fondo difficilmente udibile – da notare il titolo un ‘silenzio arrabbiato’ – o, come suggerisce Cesarco: “Un nuovo wall drawing in linea con le precedenti forme di ‘melodramma in sordina’. In questo caso un equivalente visivo delle conseguenze del nascondere scomode verità.”
Footnote #22 trasforma il muro di una galleria in una grande pagina di libro, un wall drawing da leggere come un’esortazione: “Gently, perhaps and almost silently, but decisively”. Un consiglio che, come un tuono di fondo,  ci interroga sull’importanza non tanto delle finalità, ma bensì sulle azioni che riempiono la nostra esistenza. L’artista, anche in questo caso, non proclama né esorta, ma suggerisce, allude.
Come nell’opera Long Casting (A Page on Regret) del 2019, dedicato agli ‘indici’: “Da una serie tuttora in corso di indici per libri che non ho ancora scritto e probabilmente non scriverò mai. Gli indici sono un progetto in divenire che tiene traccia dello sviluppo dei miei interessi, letture e preoccupazioni e pertanto diviene una forma di autoritratto che si svela nel tempo.” Ancora un racconto del sé, celato (o svelato) da frammenti enigmatici e attraenti. 

Alejandro Cesarco – An Angry Silence, 2022. Pittura su parete; dimensioni variabili – The Ongoing Story – Courtesy Galleria Raffaella Cortese – Photo Lorenzo Palmieri
Alejandro Cesarco – Installation view – The Ongoing Story – Courtesy Galleria Raffaella Cortese – Photo Lorenzo Palmieri
Alejandro Cesarco – Installation view – The Ongoing Story – Courtesy Galleria Raffaella Cortese – Photo Lorenzo Palmieri
Alejandro Cesarco – Footnote #22, 2021. Testo su vinile su parete; larghezza ca. 135 cm. – The Ongoing Story – Courtesy Galleria Raffaella Cortese – Photo Lorenzo Palmieri


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