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FORT biennale 02. Reclaiming Collective alla Festung Franzensfeste

Pietra, acqua e storia militare: uno dei forti più spettacolari delle Alpi si trasforma in piattaforma per l'arte contemporanea. Dal 14 giugno, Forte di Fortezza ospita la 2° della FORT biennale con una mostra che parla di comunità, resistenza collettiva e futuro condiviso
Festung Franzensfeste – Forte di Fortezza © Georg Hofer

Un luogo che non si dimentica
Arrivare alla Festung Franzensfeste significa scendere nella gola del Brennero, dove l’Isarco stringe le rocce e il cielo si restringe a una striscia. Il forte, costruito dagli Asburgo tra il 1833 e il 1838, mai davvero entrato in battaglia, si estende su tre livelli scavati nella montagna, con cortili silenziosi, gallerie che profumano di pietra umida e feritoie che inquadrano il fiume come fossero dipinti. È un luogo che pesa, nel senso buono: ti mette addosso la sensazione di stare dentro qualcosa di più grande. Difficile trovare, nell’arco alpino, un contenitore architettonico altrettanto capace di dialogare con l’arte senza schiacciarla.

Il forte che cambia significato
Non è un dettaglio che una riflessione sulla dimensione collettiva prenda forma proprio qui. La Festung Franzensfeste nasce infatti come infrastruttura di difesa, simbolo di controllo territoriale e separazione. Oggi quelle stesse architetture vengono attraversate da opere che parlano di cooperazione, ascolto e responsabilità condivisa. Il contrasto è potente: i corridoi progettati per la sorveglianza diventano spazi di incontro, mentre le grandi corti interne si trasformano in luoghi di partecipazione e scambio. Più che ospitare una mostra, il forte sembra mettersi in discussione, offrendo una nuova lettura della propria storia attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.

Quattro sezioni, una sola domanda
Dal 14 giugno all’8 novembre 2026, questo spazio straordinario ospita Reclaiming Collective, seconda edizione della FORT biennale a cura di Hannes Egger, Andrea Lerda e Veronika Vascotto. Il progetto riunisce oltre venti artisti italiani e internazionali, con uno sguardo particolare alla scena creativa dell’Euroregione Tirolo-Alto Adige-Trentino. Le opere si distribuiscono in quattro sezioni, Think, Play, Dance, Act, che trasformano la mostra in un dispositivo esperienziale, quasi un attraversamento fisico oltre che concettuale. La domanda di fondo è una sola: cosa significa fare comunità oggi, mentre tutto sembra spingere verso la separazione?

Arte e ricerca, insieme
La biennale non si ferma alle opere. In collaborazione con il Centro di Studi Avanzati di Eurac Research di Bolzano, il progetto affianca a ciascuna sezione contributi interdisciplinari firmati da ricercatrici di area antropologica, politica e storica, un dialogo tra immaginazione artistica e analisi scientifica che amplia il perimetro della mostra senza appesantirlo. L’opening è il 13 giugno, dalle 11 alle 19: musica live, performance e un programma pensato per essere esso stesso un atto collettivo. 

Artisti partecipanti: Bea Bonafini, Barbara Gamper, Hannes Egger, Michael Fliri, Ingrid Hora, Rosmarie Lukasser, Rebecca Moccia, Museo Wunderkammer, Josèfa Ntjam, Dan Perjovschi, Micaela Piñero, Micol Roubini, Marinella Senatore, Karin Schmuck, Tobias Tavella, Flaminia Veronesi, Maël Veisse, Maria Walcher, Mali Weil.
Con la partecipazione di: Alpine Changemaker Network.
Con la collaborazione di: Benjamin, Musi-Stammtisch, Othercult Fest, 20yrs Revoltekk bass music.

Cover: Festung Franzensfeste – Forte di Fortezza © flysuedtirol DJ

Festung Franzensfeste – Forte di Fortezza © flysuedtirol DJ
Festung Franzensfeste – Forte di Fortezza @ Alessandra Chemollo
Offiziersgebäude – Edificio degli ufficiali @ Alessandra Chemollo
Kasematte 38 – Casematte 38 – @ Günther Richard Wett
Offiziersgebäude – Edificio degli ufficiali @ Rene Riller
Hannes Egger, Veronika Vascotto e Andrea Lerda – Credits Forte di Fortezza