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Oltre le nuvole, molto di più: XNL Piacenza e la riflessione sull’identità

Da XNL le opere mutano come fenomeni instabili e temporanei: emergono, si rivelano per un istante, si ritirano, riemergono.
Martin Romeo Anthropic Cloud, 2023-2025 video 4k Courtesy l’artista e Galleria Enrico Astuni, Bologna Ph. Manuel Montesano

La nuvola ricorre da sempre nell’arte, nel cinema, nella letteratura, nel teatro e in molte altre discipline.
Herman Hesse, scrittore e pittore svizzero-tedesco, Premio Nobel per la letteratura nel 1946, espresse verso di loro una delle più alte dichiarazioni d’amore:

«Mostratemi una cosa al mondo che sia più bella delle nuvole! Sono gioco e conforto agli occhi, sono benedizione e dono di Dio, sono collera e potenza mortale. Sono tenere, delicate e pacifiche come le anime dei neonati, belle, ricche e generose come angeli buoni, scure, inesorabili e spietate come gli araldi della morte.»

In Peter Camenzind, Traduzione di Ervino Pocar, Mondadori, Milano 1998, p. 13

XNL Piacenza ne attraversa l’essenza con un progetto che abbraccia l’intera “bottega”: XNL Arte con la mostra Oltre le nuvole. Beyond the Clouds, fino al 5 luglio 2026; XNL Teatro con una rassegna dedicata; XNL Musica, evocando una dimensione quasi onirica data dal suono; XNL Cinema, arricchendo la mostra con estratti di film di Pasolini, Kurosawa, Fellini, Olmi, Angelopoulos.

«In giorni bui in cui le nuvole sono fumi di guerra, la mostra dichiara sin dal titolo che, oltre le nuvole, si aprono orizzonti che trascendono i drammi del presente», dal pensiero di Chiara Gatti, e dall’ispirazione della Trilogia della pianura di Kent Haruf, Oltre le nuvole. Beyond the Clouds, curata dalla stessa Gatti insieme a Paola Pedrazzini di XNL Teatro e Gianmarco Romiti di XNL Musica, con la partecipazione del collettivo Storyville, dedica alla nuvola una lettura come dispositivo drammaturgico e simbolo identitario. Venti pittori, artisti, designer contemporanei, ed altri protagonisti dell’antico e del moderno, reinterpretano l’elemento più leggero (solo in apparenza) del cielo, ridefinendo il suo stesso concetto, non immaginando mai una fine: in primo luogo perché assegnarle un significato significa assumersene la proprietà e restringerle in un campo che possiede un limite, in secondo luogo perché si scontrerebbe con il suo aspetto mutabile e il non avere univocità.
Gli artisti, con materiali e linguaggi propri, riescono a valorizzare questo aspetto, mai a classificarlo o identificarlo, supportati da un attento allestimento di Massimo Ferrari, Claudia Tinazzi e Annalucia D’Erchia del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano, che hanno immaginato due livelli.

Al piano terra una reale esperienza sonora elaborata dal maestro S. Ali Hosseini e curata da Gianmarco Romiti restituisce la nuvola non come semplice elemento ma come presenza tangibile. Un’interpretazione sonora, visiva e sensoriale ideata da XNL Musica e dal Dipartimento di Nuovi Linguaggi del Conservatorio piacentino che, nelle parole del curatore, «ha un inizio, una crescita, un climax e un finale».

Oltre le nuvole. Beyond the Clouds – Installation view – XNL Piacenza Ph. Daniele Signaroldi
Oltre le nuvole. Beyond the Clouds – Installation view – XNL Piacenza Ph. Daniele Signaroldi
David Medalla Cloud Canyons (Bubble machines auto-creative sculptures), 2017 Legno mogano marino laccato, bronzo, plexiglas cm. 217×160 (diametro) Courtesy Galleria Enrico Astuni, Bologna Ph. Michele Alberto Sereni

Il visitatore interagisce con i sensi e il movimento dell’installazione di Mauro Pace, le nuvole in una teca di Leandro Erlich, manifestazioni di illusorietà e denuncia, i Sunset Light di Laura Grisi in dialogo con le Nuvole Domestiche del designer Denis Santachiara. A guidare questo percorso è un impianto luminoso reattivo calibrato, che aiuta la vista a orientarsi e concentrarsi.

«Come padre putativo della nostra storia, ci accoglie un dipinto del ‘700 di Marco Ricci dove il paesaggio diventa il grande protagonista e genere pittorico», spiega Chiara Gatti al primo piano. Le videoinstallazioni del collettivo Storyville, Gabriele Picco, eterno ragazzo, e la sua idea romantica e impossibile di trasportare una nuvola sul portapacchi di una Fiat 500, la Smoking Bench di Jeppe Hein cheattiva una relazione diretta corpo-spazio, Achrome di Piero Manzoni, la serie Anthropic di Martin Romeo, i lavori di Filippo Minelli e Fausta Squatriti, il Canyon di schiuma di David Medalla, Alfred Stieglitz, Schifano, Marie-Luce Nadal, costruiscono un percorso metaforico e di scoperta. Con la collaborazione dell’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti di Piacenza si facilita l’accessibilità tattile. 

«La multidisciplinarietà e l’interdisciplinarietà continuano con la bottega di XNL Teatro» racconta Paola Pedrazzini, che ha coinvolto quattro giovani attori e attrici: Giuseppe Benvegna, Federica Carra, Fabrizio Costella e Anna Manella che hanno prestato la loro voce a luminari della poesia e del teatro come Shakespeare e Aristofane, offrendo un punto di vista profondo al contesto.  

Restando in tema teatro, XNL proseguirà con un trittico di appuntamenti: il primo, Autoritratto di Davide Enia, si è svolto il 21 marzo; il secondo, il 16 aprile: Nel blu. Avere tra le braccia tanta felicità, spettacolo di Mario Perrotta dedicato alla figura di Domenico Modugno; infine, il 6 maggio si chiude con Re Lear è morto a Mosca dell’argentino César Brie, che andrà a rievocare la storia del Goset, teatro simbolo della cultura ebraica della Capitale Russa.

Da XNL le opere mutano come fenomeni instabili e temporanei: emergono, si rivelano per un istante, si ritirano, riemergono. Lo spazio diventa anch’esso responsabile di questa tensione — tra ciò che appare e ciò che svanisce — in cui vedere richiede un atto di partecipazione attivo. Apparizione e scomparsa, cardini della grammatica teatrale, diventano in Oltre le nuvole. Beyond the Clouds dispositivi centrali che compongono un’orchestra in movimento di suoni, installazioni, opere e visioni. La nuvola si offre e si sottrae, entrando in un territorio di emersione e dissoluzione del visibile. È forse lì che si trova il senso: come traccia lieve, fragile, destinata ad essere infinitamente sospesa, come lo sguardo di chi la osserva.

Cover: Jeppe Hein Smoking Bench, 2002 fog machine, stainless steel, technical apparatus, pillow, mirror bench 45 x 50 x 50 cm, mirror: variable Courtesy the artist, KÖNIG GALERIE, Berlin and 303 GALLERY, New York Ph.Ole Hein Pedersen exhibited at ARoS, 2009

Oltre le nuvole. Beyond the Clouds – Installation view – XNL Piacenza Ph. Daniele Signaroldi
Mauro Pace Senza Titolo 23, 2026 installazione site specific
Oltre le nuvole. Beyond the Clouds – Installation view – XNL Piacenza Ph. Daniele Signaroldi
Oltre le nuvole. Beyond the Clouds – Installation view – XNL Piacenza Ph. Daniele Signaroldi
Oltre le nuvole. Beyond the Clouds – Installation view – XNL Piacenza Ph. Daniele Signaroldi