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“Quello che avanza” di Alfredo Pirri inaugura il nuovo spazio culturale Polytropon

In mostra una serie di cianotipie di un blu intenso che dialogano con l’architettura industriale e con lo scorrere del fiume Sieve
“Quello che avanza” di Alfredo Pirri – Polytropon

In un ex complesso industriale di San Francesco, nel comune di Pelago, a pochi chilometri da Firenze, ha aperto il 1° marzo un nuovo centro culturale: Polytropon Arts Centre. Nato dalla visione dell’architetta Maria Papadaki Badanjaki e del presidente Claudio Cantella, con la direzione artistica di Andrea Cavallari, il centro – il cui nome, dal greco antico, cita Omero e può essere tradotto come “dai molti modi, dai molti ingegni” – si propone come luogo di incontro tra arti visive, musica e performance, in dialogo con la memoria industriale del sito che lo ospita. Non un semplice spazio espositivo, dunque, ma un ambiente vivo, pensato per accogliere e condividere con la comunità locale, e non solo, le sperimentazioni del contemporaneo.

Ad inaugurare lo spazio, l’installazione Quello che avanza” di Alfredo Pirri, un percorso attraverso il “residuo attivo” che rimane al termine di un processo, visibile fino al 21 giugno. In mostra una serie di cianotipie di un blu intenso che dialogano con l’architettura industriale e con lo scorrere del fiume Sieve, su cui affacciano le grandi finestre di Polytropon. Sui fogli vengono dunque impresse piume e altri materiali di scarto che, esposti ai raggi UV, lasciano sul foglio le tracce di diverse fasi di lavorazione. Ne nascono immagini sospese tra riconoscibilità e astrazione, in cui il processo creativo resta visibile come stratificazione di gesti e trasformazioni. Il titolo stesso suggerisce un’ambivalenza tra ciò che resta dopo i processi di lavorazione e ciò che invece si fa avanti grazie a quegli stessi processi. 

Le 144 cianotipie dialogano con alcune opere di Pirri della serie ARIE, grandi plexiglas sospesi realizzati con piume, pigmenti e cristallo. Immagini instabili che cambiano con lo spostarsi dello sguardo e si definiscono nel dialogo con lo spazio. L’installazione si configura così come un ambiente percettivo immersivo, in cui lo spettatore è invitato a muoversi e a costruire una propria esperienza visiva.

Attorno all’installazione di Pirri, Polytropon propone anche un ricco programma multidisciplinare di incontri, performance musicali e spettacoli. L’ex spazio industriale, a pochi passi dal ponte Mediceo che collega San Francesco al centro storico di Pontassieve, conserva una storia lunga oltre sei secoli: in origine mulino e gualchiera, trasformato successivamente in filatoio, è rimasto attivo fino al 1960 accompagnando lo sviluppo industriale della zona. La produzione principale era quella di tappeti in iuta e cotone e l’impianto impiegava circa 30 lavoratori, in gran parte donne. 

Oggi questo luogo torna a vivere con una nuova funzione: quella di centro dedicato alla pluralità delle pratiche artistiche contemporanee e allo scambio interculturale. Un progetto pensato come piattaforma aperta per la creatività e la ricerca, chiaramente senza scopo di lucro.

“Quello che avanza” di Alfredo Pirri Polytropon