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Un mondo tutto all’aperto: la galleria come dispositivo di apertura | Building Gallery, Milano

Alla Building Gallery la bipersonale di Alice Cattaneo e Marco Andrea Magni, a cura di Giovanni Giacomo Paolin, mette in tensione spazio e visione, ridefinendo l’esterno come luogo di esperienza critica.

Testo di Arianna Maria Leva

Che cosa significa oggi guardare “fuori”? In Un mondo tutto all’aperto, Alice Cattaneo e Marco Andrea Magni non assumono l’esterno come semplice scenario, ma come condizione instabile del pensiero e della forma. Alla Building Gallery, lo spazio espositivo diventa un campo di tensione in cui il fuori non è mai davvero altrove: è filtrato, tradotto, trattenuto.
In un momento storico in cui l’idea di spazio pubblico è attraversata da continue ridefinizioni, fisiche, politiche e linguistiche, Un mondo tutto all’aperto intercetta una questione centrale dell’arte contemporanea: che cosa significa oggi lavorare sull’“esterno” quando il confine tra dentro e fuori, tra privato e urbano, tra esperienza individuale e collettiva, appare sempre più instabile.
Il progetto non assume l’esterno come semplice tema iconografico o paesaggistico. Al contrario, lo tratta come condizione operativa, come campo di forze che attraversa lo spazio espositivo e lo trasforma in un luogo di relazione. L’esterno non è ciò che la galleria osserva o rappresenta, ma ciò che la mette in crisi, che ne interroga i limiti, che ne ridefinisce il ruolo. Il riferimento letterario a Dall’opaco di Italo Calvino, evocato nel titolo, non è un semplice omaggio, ma una chiave di lettura strutturale. In Calvino l’orizzonte non è mai uno sfondo neutro: è una soglia percettiva, una linea che separa e insieme connette. Allo stesso modo, nelle opere di Cattaneo e Magni l’aperto non coincide con la trasparenza assoluta, bensì con una tensione costante tra visibile e invisibile, tra ciò che si offre allo sguardo e ciò che gli resiste.
Cattaneo opera su questa soglia con una grammatica fatta di materiali che portano in sé una memoria spaziale: vetro, piombo, cemento, porcellana. Elementi che appartengono tanto all’ambiente domestico quanto a quello urbano e industriale, e che qui vengono ricomposti in strutture fragili, talvolta instabili, mai monumentali. Le sue opere sembrano misurare lo spazio senza volerlo dominare, come se ogni tentativo di occupazione fosse destinato a restare parziale. L’esterno entra sotto forma di luce, riflesso, pressione silenziosa, generando una percezione dell’ambiente che è sempre in bilico tra apertura e contenimento.

. Installation view, Un mondo tutto all’aperto. Alice Cattaneo, Marco Andrea Magni, BUILDING GALLERY, Milano, ph. Michele Alberto Sereni
Alice Cattaneo, Untitled, 2019_ph. Martin Devrient, Courtesy l’artista
Installation view, Un mondo tutto all’aperto. Alice Cattaneo, Marco Andrea Magni, BUILDING GALLERY, Milano, ph. Michele Alberto Sereni

Il lavoro di Magni si innesta su un piano differente, ma non complementare in senso illustrativo. La sua pratica agisce sul linguaggio come dispositivo spaziale, trasformando la scrittura, il segno e la cornice in elementi architettonici instabili. Magni interviene sul tema dell’esterno attraverso una riflessione sul perimetro e sulla soglia. Le sue opere non rappresentano lo spazio, ma ne mettono in crisi i confini, lavorando su cornici, vetri, carte e superfici in tensione. Nei diversi Ruffiani (2025), elementi deputati a delimitare l’immagine sembrano sottrarsi alla loro funzione, aprendo fenditure visive e suggerendo uno sguardo oltre il bordo. In lavori come Complice (2025), Ottica (2025) e Lo spazio punto (2016–2025), il contatto è suggerito ma mai risolto: materiali differenti si avvicinano senza fondersi, mantenendo una tensione che rende percepibile l’azione dello spazio circostante. L’esterno, in Magni, agisce così come forza invisibile, capace di modificare l’opera dall’interno senza mai mostrarsi direttamente. Il dialogo tra Cattaneo e Magni costruisce così una mostra che funziona come un ambiente attraversabile, più che come una sequenza di opere autonome. Lo spettatore non è chiamato a osservare da una posizione privilegiata, ma a muoversi, a orientarsi, a sostare. L’esperienza espositiva assume una dimensione quasi urbana: fatta di deviazioni, interruzioni, punti di vista laterali. In questo senso, la galleria si comporta come una micro-città, un luogo in cui l’arte simula le condizioni dell’esterno pur restando in uno spazio controllato.
È proprio qui che la mostra apre una riflessione più ampia sul ruolo delle gallerie contemporanee. Lontane dall’essere semplici contenitori neutri, esse diventano sempre più spesso catalizzatori del discorso urbano, luoghi in cui si sperimentano forme di convivenza tra pubblico e privato, tra esperienza estetica e dimensione sociale. La galleria non sostituisce lo spazio pubblico, ma ne assorbe le tensioni, le contraddizioni, le ambiguità.

In un’epoca in cui l’esterno è spesso ridotto a immagine, consumabile, spettacolarizzata, condivisibile, il lavoro di Cattaneo e Magni propone un’alternativa: un’idea di apertura che non coincide con l’esposizione totale, ma con la possibilità di restare in ascolto. L’arte, in questo contesto, non offre risposte né soluzioni, ma costruisce situazioni: spazi in cui il mondo esterno non viene semplificato, bensì restituito nella sua complessità.

Un mondo tutto all’aperto non invita a guardare fuori, ma a riconoscere quanto il fuori sia già dentro. Dentro i materiali, dentro le parole, dentro le architetture che abitiamo ogni giorno. È in questa porosità, in questa esposizione controllata ma mai pacificata, che la mostra trova la sua forza più incisiva e la sua attualità.

Un mondo tutto all’aperto
Alice Cattaneo, Marco Andrea Magni
a cura di Giovanni Giacomo Paolin
BUILDING GALLERY
15.01.2026 – 14.03.2026
Covwe: Installation view, Un mondo tutto all’aperto. Alice Cattaneo, Marco Andrea Magni, BUILDING GALLERY, Milano, ph. Michele Alberto Sereni

Installation view, Un mondo tutto all’aperto. Alice Cattaneo, Marco Andrea Magni, BUILDING GALLERY, Milano, ph. Michele Alberto Sereni
Installation view, Un mondo tutto all’aperto. Alice Cattaneo, Marco Andrea Magni, BUILDING GALLERY, Milano, ph. Michele Alberto Sereni
Marco Andrea Magni, Sottosopra, 2025