Testo di Francesco Ricci —
I due sguardi sono quelli di Concetto Pozzati e Giorgio Morandi ed è proprio il confronto costante tra il grande pittore veneto e l’arte e l’opera del maestro bolognese al centro della mostra Concetto Pozzati. Da e Per Morandi.
L’esposizione, promossa dal Comune di Bologna all’interno di ART CITY Bologna 2026 dal 17 Gennaio al 15 Marzo, è curata da Maura Pozzati e realizzata in collaborazione con Archivio Concetto Pozzati.
Da e per Morandi è il titolo scelto dal pittore per una serie di lavori che testimoniano un dialogo durato oltre quarant’anni con l’opera di Giorgio Morandi.
Curatore, docente, accademico ma soprattutto “corsaro della pittura”, Concetto Pozzati (Vo’, 1935 – Bologna, 2017) ha saputo attraversare e mettere in dialogo tutte le più importanti correnti artistiche del dopoguerra, dal Surrealismo all’Informale fino alla Pop Art.
Sempre fedele a uno stile caratterizzato dal rapporto con il segno, anche quando diventa un importante esponente della Pop Art italiana, la sua ricerca non si focalizza sull’esaltazione del binomio arte-consumo ma indaga il rapporto tra arte e merce fino a spostare l’attenzione “alla critica del guardare e dell’occhio”.
Con Giorgio Morandi l’artista si è sempre confrontato non soltanto tramite i dipinti a lui dedicati, ma anche attraverso riflessioni scritte e testi essenziali sul suo metodo pittorico, come il tempo “autre” di Morandi, presentazione della mostra Morandi e il suo tempo alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna (1985-86), o il ritratto dell’artista che ha scritto per il proprio diario di pittore, pubblicato da Corraini nel 2007, Concetto Pozzati. Parola d’artista.
Un rapporto conflittuale quello tra Pozzati e il maestro bolognese, amico del padre e dello zio Severo, “uomo scomodo, che non ho amato e che non amo a differenza dello spessore di quel microcosmo irraggiungibile che era la sua pittura”.

La mostra è ospitata a Casa Morandi, la dimora-studio dove l’artista bolognese ha vissuto e lavorato dal 1933 al 1964, e presenta alcune tra le opere più significative di Concetto Pozzati come Da e Per Giorgio Morandi che apre il percorso espositivo.
Realizzato nel 1964, anno della partecipazione di Pozzati alla XXXII Biennale di Venezia e a Documenta III di Kassel, il dipinto rappresenta appieno quella fase di transizione dall’informale ad una pittura oggettuale più vicina al linguaggio della Pop Art.
L’esposizione prosegue con due tele del ciclo Restaurazione del 1973 dove una natura morta e una rosa si sovrappongono ad un’incisione ingrandita del maestro bolognese. Qui si cela il senso di quel “da e per“, come se due immagini appartenenti a due epoche diverse si parlassero, riconoscendosi parte dello stesso processo creativo.
Nei lavori del ‘74: Quattro più quattro. Per Morandi e Dal dizionario della restaurazione: bottiglie confezionate da e per Morandi, il confronto si fa più intenso. Il pittore inserisce nelle opere, parti di oggetti, inserti di scrittura e fotografie, elementi fondanti di un linguaggio pittorico nuovo, più ironico e spregiudicato.
A concludere il percorso espositivo, alcune carte della serie A casa mia (2007-08), dove gli oggetti diventano presenze affettive di una quotidianità familiare in un’atmosfera un po’ malinconica ma intrisa di poesia.

