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La prossima edizione di miart sarà all’insegna dell’improvvisazione

Nuova location, allestimento rivoluzionario, spazio agli emergent e buone collaborazioni: prende avvio dal 17 al 19 aprile 2026 la prossima edizione di miart.

Che cosa c’è di nuovo nella trentesima edizione di miart? «C’è molta improvvisazione!». Un esordio inaspettato quello di Nicola Ricciardi per la presentazione della fiera, che quest’anno ha per titolo New Directions: miart, but different. Giunto al suo sesto anno come direttore artistico della manifestazione, Ricciardi sottolinea fin da subito che «l’improvvisazione è un valore, forse è per questo che mi piace tanto il jazz: seguire una nota e, quando pensi vada a finire da una parte, improvvisamente va dalla parte opposta. L’improvvisazione è un’attitudine che mi si addice molto. Quando, sei anni fa, Fiera Milano mi ha dato questo incarico – con “lucida follia” – io non sapevo come si facesse una fiera d’arte. Senza contare che, se siamo riusciti a uscire dal “pantano” del Covid nel 2020 con un progetto-fiera credibile e promettente, ce l’abbiamo fatta anche grazie all’improvvisazione. Naturalmente, anche attraverso il porci delle domande, interrogandoci e cercando sempre di migliorare».

Ricciardi sottolinea come l’edizione 2025 sia stata molto positiva – sia per la fiera sia per la solida collaborazione con la città attraverso la Milano Art Week – ma la sfida di quest’anno è proporre qualcosa che lo stesso direttore definisce «una nuova sfida, forse ancora più complessa. Come nel jazz, abbiamo cercato quella “nota a ritroso”. Anziché ripetere il progetto dell’anno scorso, abbiamo deciso di stravolgere, cambiare, per certi versi tutto, restando però fedeli a noi stessi».
Il grande cambiamento a cui si riferisce Ricciardi riguarda la location.

Da quest’anno la fiera trova collocazione nella South Wing di Allianz MiCo, uno spazio architettonico affacciato sul paesaggio contemporaneo di CityLife. Sviluppandosi su una superficie più contenuta, la nuova sede apre a inedite opportunità di fruizione e di dialogo tra i progetti espositivi, grazie a una rinnovata configurazione della fiera su tre piani. «Questo spostamento di soli 500 metri ha fatto sì che dovessimo ripensare interamente il progetto-fiera. Il passaggio da un piano a tre piani ha fatto emergere alcune complicazioni, soprattutto nel dialogo tra le sezioni. A livello di metri quadrati lo spazio è più piccolo, dunque, in una fase di grande crescita della fiera, abbiamo deciso di fare quello che potrebbe sembrare un passo indietro, quando in realtà non lo è. Abbiamo il limite di poter ospitare 160 gallerie, non di più. Questo ci ha permesso di stabilire un rapporto diverso con le gallerie: abbiamo fatto un’oculata selezione, andando a sondare tutti i 160 progetti che vedremo alla prossima edizione».

Nonostante il cambiamento di location, l’impianto della fiera resta lo stesso. Torna Established che, con 111 gallerie, si conferma ancora una volta la cornice ideale per le realtà consolidate che definiscono il presente dell’arte internazionale. L’offerta espositiva spazierà dai capolavori dell’arte moderna alle produzioni più recenti, con alcune proposte di design d’autore.
miart si arricchisce inoltre quest’anno della metasezione Established Anthology, che coinvolgerà 20 gallerie con progetti espositivi accomunati dall’intenzione di raccontare la complessità, le traiettorie e le trasformazioni del tempo. Le opere proposte indagheranno temi come la ciclicità e la metamorfosi, l’oblio e la memoria, l’attesa e l’immaginazione del futuro, giocando con salti temporali, stratificazioni e inversioni cronologiche, e interrogando futuri possibili, reali o distopici. Established Anthology intende attivare un dialogo generativo tra linguaggi del moderno e pratiche del contemporaneo, promuovendo un equilibrio armonioso tra le parti che ne esalti le risonanze, in linea con lo spirito di miart, storicamente incentrata sui rimandi cronologici.

La sezione Emergent quest’anno è stata ampliata. Curata ancora da Attilia Fattori Franchini, vede la partecipazione di 29 gallerie provenienti da tutto il mondo.
«Con la suddivisione in tre piani – spiega Ricciardi – per molti versi abbiamo cercato di rivoluzionare tutto. Sempre restando sul tema dell’improvvisazione, il visitatore per certi aspetti si sentirà perso, come in un concerto jazz: nota dopo nota, si troverà a scoprire grandi gallerie internazionali ma anche piccolissime realtà italiane, molto radicate nel territorio, che gli daranno non poche soddisfazioni. L’importante non è essere prevedibili; non vogliamo essere anacronistici, ma seguire il visitatore nel ragionamento e con la testa. Lo abbiamo fatto mettendo insieme grandi gallerie molto conosciute a livello internazionale accanto a piccole realtà provenienti da tutto il mondo che hanno deciso di puntare su Milano, perché sempre di più sta diventando una capitale europea dell’arte».

Un’altra novità rilevante di questa edizione è l’inedito progetto speciale dedicato all’immagine in movimento. Movements nasce dalla collaborazione con lo St. Moritz Art Film Festival e dall’incontro tra il tema della quinta edizione della manifestazione – If Music – e la linea curatoriale di miart. Il programma, curato da Stefano Rabolli Pansera, direttore artistico di SMAFF, presenterà film realizzati esclusivamente da artisti rappresentati dalle gallerie partecipanti alla fiera, attivando un dialogo diretto tra gli espositori e la ricerca sul cinema sperimentale promossa dal festival.
Movements esplorerà per la prima volta a miart il linguaggio poetico e sperimentale del video e del film d’artista, presentando opere che propongono una visione del cinema in chiave musicale, basata su risonanza, ritmo e vibrazione. In questa prospettiva, la musica non è una semplice colonna sonora, ma un dispositivo di apertura verso altre dimensioni, dove immagine e suono si intrecciano come forze inseparabili e trasformative. Questo approccio dà forma a un ambiente polifonico, uno spazio di pausa e immersione in cui i film diventano partiture capaci di accordare lo sguardo, generare risonanze e far affiorare mondi possibili oltre il fotogramma.

Per quanto riguarda collaborazioni e premi, molte le conferme: Gruppo Intesa Sanpaolo, Collezione Luigi e Peppino Agrati, Premio Herno, Premio LCA Studio Legale per Emergent, Premio Orbital Cultura – Nexi Group, Premio Matteo Visconti di Modrone, Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e Giovani Artisti, Premio Massimo Giorgetti. Si conferma anche il Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano.

South Wing, Allianz MiCo

Si rinnova inoltre la SZ Sugar miart commission, nata in collaborazione con SZ Sugar, casa editrice dedicata alla musica colta contemporanea. Il progetto di questa edizione, che coinvolgerà anche CAM Sugar – il più ampio e prestigioso catalogo di colonne sonore originali italiane – si concentra su due opere fondamentali del 1960: Audace colpo dei soliti ignoti di Piero Umiliani, tra i più prolifici e visionari compositori italiani di musica per il cinema, con la collaborazione del musicista jazz statunitense Chet Baker; e Invenzione su una voce per nastro magnetico di Bruno Maderna, uno dei compositori e direttori d’orchestra più influenti dell’avanguardia musicale italiana del Novecento. Le gallerie partecipanti a miart saranno invitate a proporre ai propri artisti un intervento diretto sui nastri delle due opere, da rielaborare e trasformare in nuove produzioni artistiche.

Anche quest’anno torna Milano Art Week con un calendario di opening, installazioni, mostre, eventi e incontri che accenderanno i riflettori sulla vivacità del sistema dell’arte milanese. La prossima edizione della manifestazione diffusa dedicata all’arte in tutte le sue forme, coordinata dall’Assessorato alla Cultura e organizzata da Arte Totale ETS, si svolgerà dal 13 al 19 aprile e metterà in rete le principali istituzioni pubbliche e fondazioni private della città dedicate all’arte moderna e contemporanea. Una call to action per partecipare al programma sarà online sul sito milanoartweek.it a partire da lunedì 19 gennaio e resterà disponibile fino a lunedì 2 marzo.

Miart e Art Week rappresentano un connubio imprescindibile, come sottolinea l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi in occasione dell’edizione 2026 di miart: «Penso sia un binomio fortunato: un momento ufficiale importante legato all’ambito commerciale della fiera, che non è però slegato da un altro momento cittadino dedicato all’arte. Dal 13 al 19 aprile avremo una vera e propria settimana “vertiginosa” legata all’arte in molti spazi della città. Accanto a questo binomio, ce n’è un altro spesso richiamato quando si parla della Milano di oggi: il rapporto pubblico/privato. Gallerie commerciali private e spazi pubblici comunali si attiveranno all’unisono per dare forza e sostanza alla settimana dedicata all’arte».

Protagoniste della Milano Art Week saranno le principali istituzioni pubbliche e private della città. In particolare, il Comune di Milano inaugurerà al PAC la prima monografica europea di Marco Fusinato, artista e musicista tra i più innovativi della scena contemporanea internazionale. A cura di Diego Sileo, la mostra – dal titolo The only true anarchy is that of power – presenterà una selezione delle opere più significative degli ultimi anni, tra cui Desastres, l’imponente opera-performance con cui l’artista ha rappresentato l’Australia alla 59a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nel 2022. L’esposizione segna il ritorno in Italia di Fusinato, che inviterà il pubblico a esplorare il proprio universo sonoro e visivo radicale, dove la percezione viene costantemente messa alla prova.

Cover: Ann Veronica Janssens 32 Lilas Blocks (608/3) 2025 Vetro colorato Cast Glass Approx. 15 3⁄4 x 19 x 19 in (40 x 48 x 48 cm) 230 kg Edition of 3, AP 1 of 2 Courtesy Bortolami

Eva Gold To put your best face forward, your lighting needs to be on your level 2025 Carboncino su carta, cornice in alluminio saldato charcoal on paper, welded aluminium frame 56.4 x 99.8 x 3.5 cm 22 1⁄4 x 39 1⁄4 x 1 3⁄8 in Ph. Jack Elliot Edwards Courtesy the artist and Rose Easton, London